Chichibio

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Ritratto di Giovanni Boccaccio col Decameron a opera di Andrea del Castagno

Le vicende di Chichibio sono narrate in una novella del Decameron di Giovanni Boccaccio. Si tratta della IV novella della VI giornata.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Currado Gianfigliazzi, ricco banchiere, durante una battuta di caccia trova una gru grassa e fresca e la porta con sé per farla cucinare al suo cuoco di fiducia, il veneziano Chichibìo. La gru viene cucinata perfettamente, e il suo profumo attira Brunetta, la ragazza di cui Chichibìo è innamorato. La fanciulla chiede di mangiare una coscia della gru e insiste fino ad averla vinta.

E così, il giorno del pranzo, Currado si vede servire la gru con una sola coscia.

Currado chiede spiegazioni a Chichibìo, il quale gli risponde prontamente che le gru hanno una gamba sola.

Currado, ben sapendo che le gru hanno due zampe, ordina a Chichibìo di venir con lui il giorno successivo, alla ricerca dei volatili. L'indomani, arrivati al lago, i due vedono molte gru che dormono, ritte su una zampa sola: all'apparente trionfo di Chichibìo, Currado corre verso le gru facendo fracasso. Le gru, spaventate, fuggono, tirando fuori l'altra zampa.

Chichibìo risponde prontamente che se avesse urlato allo stesso modo all'altra gru (quella cucinata il giorno prima), anch'essa avrebbe tirato fuori la seconda zampa. Questa risposta diverte così tanto Currado che i due si riappacificano.

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