Chiapas

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Chiapas
stato federato
Estado Libre y Soberano de Chiapas
Chiapas – Stemma Chiapas – Bandiera
Localizzazione
Stato Messico Messico
Amministrazione
Capoluogo Tuxtla Gutiérrez
Governatore Manuel Velasco
Data di istituzione 1824
Territorio
Coordinate
del capoluogo
16°45′10″N 93°07′00″W / 16.752778°N 93.116667°W16.752778; -93.116667 (Chiapas)Coordinate: 16°45′10″N 93°07′00″W / 16.752778°N 93.116667°W16.752778; -93.116667 (Chiapas)
Superficie 73 289 km²
Abitanti 4 796 580 (2010)
Densità 65,45 ab./km²
Comuni 118
Altre informazioni
Cod. postale 29, 30
Fuso orario UTC-6
ISO 3166-2 MX-CHP
Nome abitanti Chiapaneco
Cartografia

Chiapas – Localizzazione

Sito istituzionale
Cañón del Sumidero, nel Río Grijalva
Parco della laguna di Montebello
Copia della costituzione di stato del 1825

Il Chiapas è uno stato del Messico. La capitale e città più grande è Tuxtla Gutiérrez, ma la città più importante turisticamente è San Cristóbal de Las Casas. Con un'estensione pari a circa un quinto dell'Italia, è una delle 32 entità federali (31 stati e 1 distretto federale) che costituiscono la Repubblica Messicana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quando l'America Centrale raggiunse l'indipendenza dal Messico nel 1823, la parte occidentale del Chiapas venne annessa ad esso. La maggior parte del Chiapas odierno venne inglobato in seguito alla disgregazione della Federazione dell'America Centrale nel 1842 e il resto venne preso dal Guatemala all'inizio degli anni 1880 dal presidente Porfirio Díaz.

Il Chiapas rimase uno degli stati messicani meno affetti dai cambiamenti. I discendenti degli spagnoli continuavano a esercitare il loro dominio sui nativi Indios.

Nel 1868 vi fu una ribellione indigena, guidata dal popolo trotzil. Riuscirono quasi a conquistare San Cristóbal de Las Casas, poi la capitale Tuxla Gutiérrez, prima di essere sconfitti dall'esercito messicano.

Gli indigeni soffrono ancora una situazione di terribile oppressione da parte dei discendenti degli spagnoli. Sono estremamente poveri e gran parte di essi non ha accesso all'acqua potabile. Le loro terre hanno subìto numerose confische ordinate dal governo centrale ed eseguite con l'ausilio dell'esercito.

La vita media degli uomini è di 60 anni, mentre quella delle donne è di appena 50 anni, un livello assai basso sul quale influsicono non solo le fatiche dei lavori nei campi e nel pascolo, ma anche le pessime condizioni igieniche e le morti per complicanze del parto.

L'analfabetismo è estremamente diffuso. Gli indigeni che vivono nei centri urbani subiscono il razzismo dei meticci; difficilmente riescono a trovare lavori dignitosi e spesso vengono loro negati servizi fondamentali, per esempio sanitari. Il governo non riconosce né rispetta la loro cultura e le loro tradizioni, che ad esempio non vengono studiate in alcuna scuola riconosciuta dallo stato.

Tutto ciò portò, nel novembre del 1983, alla formazione dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) e al levantamiento, l'insurrezione, che ebbe luogo il 1º gennaio del 1994. Era il giorno in cui entrava in vigore il North American Free Trade Agreement: in coincidenza con quell'avvenimento, l'EZLN attuò l'occupazione di sette comuni del Chiapas. Fu un'occupazione simbolica, che durò una sola notte, e per la gran parte dei casi fu realizzata disarmando l'esercito senza sparare un colpo. Ma in alcuni centri abitati questo non fu possibile, a causa dell'opposizione posta dalle truppe, ed ebbero luogo aspri combattimenti. Tra i centri assediati figura San Cristóbal de Las Casas, dove il Subcomandante Marcos lesse la prima dichiarazione della Selva Lacandona, attraverso la quale i nuovi zapatisti reclamarono i loro diritti. Si ritirarono il giorno dopo, ma la loro vittoria fu politica, non militare. L'azione ebbe risonanza mondiale. Gli insorti si assicurarono così quella solidarietà e quella visibilità internazionale che permisero loro di evitare la ritorsione del governo e quindi di essere massacrati dall'esercito regolare, con il quale non potevano competere militarmente.

Vi furono altre tappe fondamentali nella lotta zapatista: la nascita degli Aguascalientes (amministrazioni territoriali indigene), che poi divennero Caracoles, e la "Marcia per la dignità dei popoli" nel 2001, alla quale parteciparono movimenti da ogni parte del mondo e che arrivò fino al governo centrale del Messico, nella capitale.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comuni del Chiapas.

Lo stato è suddiviso in 118 comuni raggruppati in 9 regioni economiche:

  • I CENTRO: 22 comuni
  • II ALTOS: 18 comuni
  • III FRONTERIZA: 8 comuni
  • IV FRAILESCA: 5 comuni
  • V NORTE: 22 comuni
  • VI SELVA: 17 comuni
  • VII SIERRA: 2 comuni
  • VIII SOCONUSCO: 15 comuni
  • IX ISTMO-COSTA: 4 comuni

Governatori[modifica | modifica wikitesto]

I governatori del Chiapas negli ultimi 100 anni sono stati:

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Lo stato si a affaccia a sud-est sul golfo di Tehuantepec.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia umana[modifica | modifica wikitesto]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Gli indigeni sono circa un terzo. La popolazione india si divide in sette gruppi etnici (tzotzil, tzeltal, zoque, ch'ol, tojolabal, mame, lacandòn), eredi della cultura delle popolazioni precolombiane maya. La popolazione del Chiapas discende dai Maya.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici dello stato del Chiapas:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]