Chi ha rubato il presidente?

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Chi ha rubato il presidente?
GrandRestaurant1.jpg
Il sommelier Paul Préboist avvicina un Louis de Funès camuffato
Titolo originale Le Grand Restaurant
Lingua originale Francese
Paese di produzione Francia
Anno 1966
Durata 83 min
Colore Colore (Eastmancolor)
Audio Sonoro (mono)
Rapporto 2.35 : 1
Genere Commedia
Regia Jacques Besnard
Soggetto Jean Halain, Louis de Funès, Jacques Besnard
Sceneggiatura Jean Halain
Produttore Irénée Leriche, Robert Sussfeld (Gaumont International, Francia)
Fotografia Raymond Pierre Lemoigne, Roger Corbeau
Montaggio André Labussière
Effetti speciali Gil Delamare
Musiche Jean Marion
Scenografia Paul-Louis Boutié, con Henri Sonois e Olivier Girard
Costumi Colette Brosset (coreografia)
Trucco Anatole Paris, Coiffure: Irène Servet - Parrucche: Carita
Sfondi Roger Corbeau, Raymond Lemoigne
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Chi ha rubato il presidente? è un film francese del 1966 con il rinomato comico francese Louis de Funès.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Grande presentazione culinaria

Il sig. Settimio è il direttore del celebre ristorante Chez Septime, tempio parigino della gastronomia; nel suo ristorante si comporta da tiranno, punendo in maniera infantile tutti i dipendenti che commettono anche il minimo errore. Ma la sua vita viene presto complicata dal rapimento di un capo di stato del Sudamerica, il Presidente Novales, sequestrato mentre cena nel locale di Settimio. Tutti allora lo accusano di complicità... La polizia decide allora di approntare un sistema per portare i rapitori allo scoperto, usando Settimio come esca. Purtroppo, i terroristi che avevano progettato il rapimento sono altrettanto ignari della sorte del presidente e vedono Settimio come loro nemico. Inseguito quindi da terroristi spietati e poliziotti intriganti, i giorni di Settimio sembrano veramente contati...[1][2]

Una scena classica: il soufflé di patate[modifica | modifica sorgente]

Al ristorante, il commissario distrettuale (Bernard Blier) – seduto con i suoi colleghi italiani, con il Commendator Riganti e col tedesco dottor Müller – prega il sig. Settimio di spiegare al Dr Müller la sua famosa ricetta del soufflé di patate. Accettando la richiesta, Louis de Funes, con la complicità involontaria di alcune ombre cinesi che gli si stagliano sul volto, assume la mimica e la voce di Adolf Hitler negli occhi stupefatti della polizia d'oltrereno.[1]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Chi ha rubato il presidente? è una commedia d'azione divertente e vivace, interpretata dal popolare attore comico francese Louis de Funès. Il film fa parte del "periodo d'oro" di de Funès, che comprende Tre uomini in fuga (1966), la trilogia di Fantômas e la serie dei Gendarmi. Anche se la trama e il dialogo sono meno soddisfacenti rispetto ad alcuni degli altri film de Funès, il grande attore comico è in ottima forma e dà una delle sue interpretazioni più divertenti.[2] Veste i panni di Settimio, proprietario di un grande ristorante parigino, tirannico con il personale e ossequioso con i clienti. A dir poco esilaranti sono: il travestimento di de Funès per mettere alla prova la lealtà dei dipendenti (tra i quali anche il figlio Olivier) e il suo speciale "addestramento" dei camerieri, con annessa danza russa. Il comico recita accanto a Bernard Blier, un altro grande attore noto per le sue parti di uomo giusto e duro in una vasta gamma di film comici, tra cui anche italiani di successo (vedi Amici miei o Speriamo che sia femmina, entrambi di Mario Monicelli) - qui nella parte di un granitico commissario.[3] Il contrasto che si genera tra loro è eccezionale: a un incontenibile de Funès si oppone un immobile Blier. Esemplare in tal senso è la succitata sequenza del soufflé, in cui Settimio arriva ad imitare Hitler per dettare una ricetta ad un cliente tedesco, mentre il commissario rimane impassibile.

Altro interprete notevole è, senz'altro, Paul Préboist, spesso presente nelle pellicole di de Funès. Tra il 1948 e il 1992 appare in più di 120 film. In Chi ha rubato il presidente? Préboist delinea i contorni del personaggio del cameriere ubriaco, caratterizzazione poi ripresa e affinata nel successivo Hollywood Party di Blake Edwards.[3]

Il film inizia come una tipica commedia di burlesque francese e termina come una parodia spudorata del thriller d'azione. Le acrobazie di azione nella seconda metà del film sono ben realizzate, con un folle inseguimento sulle Alpi che anche James Bond avrebbe trovato difficile da superare. "La sequenza più memorabile del film, tuttavia, è la scena divertentissima dove de Funès tenta di infondere un po' di classe e disciplina alla sua squadra di camerieri – un delicato balletto da salotto che termina in una frenetica danza russa."[2] Anche se la prima parte del film risulta più riuscita della seconda, la commedia è gustosa e "infarcita" di gag surreali (la macchina che naviga nel fiume o quella che, ormai capovolta, scivola dolcemente sulla neve).[4]

Esterni[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato girato nelle seguenti location:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Scheda cinematografica The Big Restaurant su IMD (EN)
  2. ^ a b c Cfr. la recensione e critique di James Travers (2002), su Le Grand Restaurant in French Film Guide (EN) URL consultato 02/12/2013
  3. ^ a b Edoardo Caroni, Comicità alla francese. Il cinema di Louis de Funès, Bonanno Editore, 2012, p. 49-52.
  4. ^ Una prova tangibile della venerazione di cui gode de Funès in patria la fornisce la scelta di Emanuel Vigne, un noto ristoratore di Parigi, di dedicare il suo locale interamente al grande attore. Sulle pareti sono esposte in bella mostra una trentina di foto dell'artista e il menu è tutto un omaggio alla sua filmografia. Cfr. E. Caroni, op. cit., p. 50.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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