Chen Guangcheng

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Chen Guangcheng

Chen Guangcheng (12 novembre 1971) è un attivista per i diritti civili nella Repubblica popolare cinese, che ha attirato l'attenzione internazionale sul rispetto dei diritti umani nel suo Paese.

Avvocato autodidatta, Chen si è distinto per due battaglie legali intraprese nello Shandong, la sua provincia natale. Nella seconda, quella che gli aveva dato più notorietà, aveva denunciato i metodi violenti dello Stato nel costringere ad aborti forzati le donne che violavano la legge del figlio unico (chiamata ufficialmente "politica di pianificazione familiare").

Dal settembre 2005 al marzo 2006 è stato posto agli arresti domiciliari dopo aver organizzato e promosso pubblicamente un'azione collettiva contro il governo della Prefettura di Linyi, (Shandong), per l'applicazione eccessiva della politica del figlio unico.

È stato di nuovo arrestato nel giugno 2006. Durante il processo, ai difensori è stato proibito l'accesso alla corte, lasciando Chen senza un'adeguata difesa. Il 24 agosto 2006 Chen è stato condannato a quattro anni e tre mesi di arresti domiciliari per "danneggiamento di proprietà e organizzazione di una folla per disturbare il traffico".

Nell'aprile 2012 Cheng stava ancora scontando la condanna agli arresti domiciliari. In coincidenza con l'arrivo a Pechino del Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, in visita ufficiale, Chen è riuscito a fuggire e a raggiungere Pechino, dove si è rifugiato nell'Ambasciata statunitense.

Dopo un mese di trattative, Chen ha ottenuto un visto di studi e il governo cinese ha autorizzato la sua partenza per gli Stati Uniti.

Chen Guangcheng è non vedente a causa di una malattia congenita.

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