Chemiluminescenza
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La chemiluminescenza (a volte si usa il termine chemioluminescenza) è l'emissione di radiazione elettromagnetica, in particolare nel visibile e nel vicino infrarosso, che può accompagnare una reazione chimica. Considerando una reazione tra i reagenti A e B a dare il prodotto P:
A + B → P* → P + hυ
In pratica la reazione porta al prodotto P in uno stato eccitato ed il decadimento allo stato fondamentale non porta alla formazione di calore ma di un fotone (hυ). È quindi necessario che i meccanismi di decadimento radiativi siano più competitivi rispetto a quelli non radiativi.
Un esempio di reazione che porta a chemiluminescenza è quella del luminolo con perossido di idrogeno ed un catalizzatore metallico
Quando il fenomeno si verifica in sistemi biologici, ad esempio nelle lucciole, si parla di bioluminescenza. In questi casi le reazioni sono catalizzate da enzimi.
[modifica] Applicazioni analitiche
Sono poche le reazioni chimiche che producono chemiluminescenza ma alcune sono molto importanti da un punto di vista ambientale; questo unito alla selettività e alla sensibilità del metodo rende le tecniche basate su questo fenomeno utili in chimica analitica.
Un esempio può essere l'analisi del monossido di azoto presente nell'aria e si basa sulla reazione di questo con ozono:
NO + O3 → NO2* + O2
NO2* → NO2 + hυ
Un esperimento basato sulla chemiluminescenza si basa sulla misurazione della variazioni di intensità dell'emissione luminosa nel tempo. Vari ioni metallici catalizzano la reazione del luminolo con perossido di idrogeno facendo variare il picco di intensità, è così possibile rivelare vari ioni presenti in soluzione.
Sfruttando questa attività catalica, è possibile rivelare tracce di sangue in quanto anche il ferro contenuto nell'emoglobina catalizza la reazione del luminolo.
Anche varie specie organiche catalizzano o inibiscono la reazione del luminolo con perossido di idrogeno ed è così possibile rivelare tracce di gas nervini, insetticidi o altri composti.
.

