Chelydra serpentina

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Chelydra serpentina
Common Snapping Turtle 1994.jpg
Chelydra serpentina
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Classe Reptilia
Sottoclasse Anapsida
Ordine Testudines
Famiglia Chelydridae
Genere Chelydra
Specie Ch. serpentina
Nomenclatura binomiale
Chelydra serpentina
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Chelydra osceola, Testudo serpentina

La Chelydra serpentina (Linnaeus, 1758) o tartaruga azzannatrice è una tartaruga appartenente alla famiglia delle Chelydridae.

Indice

[modifica] Descrizione

Cranio

La Chelydra serpentina è una delle tartarughe d'acqua dolce più grandi insieme alla Tartaruga Alligatore.Il suo carapace può raggiungere i 50 cm anche se in genere arriva a circa 25 cm.Il peso varia dai 4,5 ai 6 kg,ma alcuni esemplari allevati in cattività sono arrivati a pesare ben 34 kg.Ha un corpo robusto,il carapace increspato (più evidente negli esemplari giovani) e una lunga coda.L'apparato muscolare è ben sviluppato,in particolare quello del collo,che permette di sferrare abili morsi dai movimenti che ricordano quelli di un serpente (da qui deriva "serpentina").


[modifica] Distribuzione e habitat

Comune in Nordamerica, l'area di diffusione di questa temibile tartaruga va dal Canada sino all'Ecuador e dalle coste atlantiche fino alle Montagne Rocciose.

Predilige acque stagnanti o a corso lento con fondo melmoso e ricche di vegetazione. È possibile trovarla anche in laghi, fiumi e paludi.

In progressiva diffusione anche in Europa per i rilasci effettuati da incauti acquirenti, che, a dispetto delle leggi che quasi ovunque ne vietano la commercializzazione, comprano giovani esemplari che abbandonano quando la crescita rende gli animali ingombranti e difficili da mantenere. Nel giugno 2009 un esemplare vivo di circa 10 kg è stato catturato sulle rive del Po a Canaro[2]. Nel mese di marzo del 2011, un esemplare di circa 20 Kg è stato catturato ad Anguillara (RM)[3] Un esemplare di circa 70 cm del peso di 20 kg è stato trovato il 27 agosto 2010 dalla Guardia Forestale nel Lazio, ai confini del Parco Nazionale del Circeo nei pressi di Pontinia (provincia di Latina)[4] Un esemplare di circa 5 kg è stato trovato l'8 maggio 2011 in località "Noce Alta", nel comune di Perdifumo (SA), dal gestore di un'azienda agricola[5]. È lecito ipotizzare che tali animali, comprati quando cuccioli, una volta cresciuti, siano stati abbandonati nei canali dell'Agro Pontino ed abbiano creato una piccola comunità.

[modifica] Biologia

È aggressiva quando fuori dall'acqua. Passa la maggior parte del tempo immersa nutrendosi di pesci, anfibi, rettili e piante.

L'accoppiamento della C. serpentina avviene da aprile a novembre, poiché d'inverno cade in letargo.

[modifica] Sottospecie

  • Chelydra serpentina serpentina
  • Chelydra serpentina osceola
  • Chelydra serpentina rossignonii
  • Chelydra serpentina acutirostris

[modifica] Note

  1. ^ Chelydra serpentina. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
  2. ^ «Rovigo, tartaruga azzannatrice sul Po». Corriere del Veneto, 23-6-2009. URL consultato in data 8-11-2010.
  3. ^ http://www.corriere.it/animali/11_marzo_16/tartaruga-azzannatrice-salvata-anguillara_21d3f7a8-4fd9-11e0-acff-d18cea4068c4.shtml
  4. ^ Foto del giorno. 28-8-2010. URL consultato il 8-11-2010.
  5. ^ http://www.infocilento.it/notizie/Cilento_Perdifumo-ritrovato-esemplare-di-tartaruga-azzannatrice_10670.html

[modifica] Bibliografia

  • Steyermark A.C., Finkler M.S., Brooks R.J., Biology of the snapping turtle (Chelydra serpentina), Johns Hopkins University Press, 2008.

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