Che mangino brioches!
| (FR) « S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche » |
(IT) « Se non hanno pane, che mangino brioche! » |
La frase «Se non hanno pane, che mangino brioche!» (S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche in francese) è tradizionalmente attribuita a Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, che l'avrebbe pronunciata riferendosi al popolo affamato, durante una rivolta dovuta alla mancanza di pane.
In realtà la frase è sicuramente precedente: infatti, nel Libro VI de Le confessioni, Jean Jacques Rousseau afferma che nel 1741 si trovava da Madame de Mably e, non volendo entrare in panetteria vestito in maniera elegante poiché sarebbe stato considerato poco consono, racconta questo aneddoto:
| « Allora mi ricordai il suggerimento di una grande principessa a cui avevano detto che i contadini non avevano più pane e che rispose: che mangino delle brioches. Perciò mi comprai una brioche. » |
| (Jean Jacques Rousseau, Le confessioni[1][2]) |
La principessa a cui fa riferimento non può però essere Maria Antonietta, poiché quest'ultima nacque nel 1755 e sarebbe giunta in Francia soltanto nel 1770. È possibile che i detrattori di Maria Antonietta abbiano in un secondo momento identificato la principessa del brano con la regnante austriaca per delegittimarla agli occhi dell'opinione pubblica.
Secondo la storica Antonia Fraser, la «grande principessa» di cui parla Rousseau andrebbe identificata in Maria Teresa d'Austria, infanta di Spagna e moglie di Luigi XIV.[3]
Note [modifica]
- ^ Lever, op. cit., pp.422-423.
- ^ s:fr:Les_Confessions_(Rousseau)/Livre_VI.
- ^ David Emery. (EN) Let Them Eat Cake; er, Brioche. Oh, Nevermind.... Urbanlegends.about.com. URL consultato in data 28 febbraio 2011.
Bibliografia [modifica]
- Evelyne Lever, Maria Antonietta - L'ultima regina, Milano, BUR Biografie, 2007. ISBN 978-88-17-00940-9
- Antonia Fraser, Maria Antonietta - La solitudine di una regina, collana Oscar Storia, traduzione di Joan Peregalli e Claudia Pierrottet, Arnoldo Mondadori Editore, 2004, pp. 554, cap. 27. ISBN 978-88-04-51311-7