Chassepot

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Chassepot
Fusil modèle 1866
Chassepot con la sua sciabola-baionetta tipo yatagan.
Chassepot con la sua sciabola-baionetta tipo yatagan.
Tipo fucile
Origine Francia Francia
Impiego
Utilizzatori Francia Francia
Conflitti Battaglia di Mentana
Guerra franco-prussiana
Produzione
Progettista Antoine-Alphonse Chassepot
Costruttore Manufacture Impériale de Châtellerault
Manufacture Impériale de St-Etienne
Manufacture Impériale de Tulle
Manufacture Impériale de Mutzig
Cahen Lyon et cie
Date di produzione 1866-1874
Entrata in servizio 1866
Varianti vedi varianti
Descrizione
Peso 4,100 kg scarico
4,724 kg con baionetta
Lunghezza 1,310 mm
1,885 mm con baionetta
Lunghezza canna 795 mm
Rigatura 4 righe sinistrorse
Munizioni 11 mm Chassepot
Tipo munizioni in carta con proiettile in piombo e carica in polvere nera
Peso proiettile 25 g
Azionamento otturatore girevole-scorrevole
Velocità alla volata 405 m/s
Tiro utile 150 m
Alimentazione monocolpo
Organi di mira alzo a ritto e cursore su zoccolo a gradini graduato a 1200 m
Peso della carica 5,5 g

[1]

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Lo Chassepot, o fusil modèle 1866, è un'arma individuale in dotazione all'esercito francese nella seconda metà del XIX secolo. È uno dei primi fucili a retrocarica con percussione ad ago utilizzati in operazioni di larga scala.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prese il nome da Antoine-Alphonse Chassepot (18331905), l'inventore del sistema d'otturazione in gomma che lo equipaggiava. Fu adottato dall'esercito francese nel 1866, dopo un lungo dibattito alla luce dei risultati che il fucile ad ago prussiano Dreyse aveva ottenuto nella battaglia di Sadowa lo stesso anno.

Lo Chassepot era in realtà una generazione più avanti rispetto al Dreyse: la guarnizione e la lunghezza della canna consentiva una portata utile fino a 1300 metri e il percussore era assai robusto e affidabile. Nonostante avesse un calibro inferiore (11 mm anziché i 15.4 del tedesco), in realtà il proiettile usciva con un terzo della velocità in più, migliorando precisione e penetrazione.

La terribile potenza di fuoco dello Chassepot diede ai francesi nel 1870 un reale vantaggio tattico che, se meglio sfruttato, sarebbe potuto rivelarsi decisivo durante la guerra franco-prussiana.

L'esercito francese che sbarrò la strada alla spedizione garibaldina per annettere Roma all'Italia e la sconfisse nella battaglia di Mentana era equipaggiato con quest'arma. I francesi ebbero facilmente ragione dei garibaldini, equipaggiati con obsolete armi ad avancarica: il comandante francese Pierre Louis Charles de Failly, al termine dello scontro, commentò: "I nostri Chassepot hanno fatto meraviglie".

Il fucile fu rimpiazzato nel 1874 dal Gras Modèle 1874, che impiegava una cartuccia con bossolo metallico a percussione centrale e non di carta, come sullo Chassepot. Tutti gli Chassepot ancora in uso vennero convertiti per accettare la stessa cartuccia (fusil d'infanterie modèle 1866-74). Alcuni esemplari subirono anche le modifiche successive indicate dai punzoni M80.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

L'otturatore ed il blocco di culatta dello Chassepot.

Il fucile si compone di quattro parti: l'assieme canna/blocco di culatta, l'otturatore, la cassa ed i fornimenti.

Sulla canna, avvitata alla culatta, sono fissati lo zoccolo dell'alzo, il mirino ed il fermo e la guida per la baionetta sul lato destro della volata. L'alzo è del tipo a ritto e cursore su zoccolo a gradini, con il ritto graduato da 500 metri fino a 1200 metri, più una linea di mira fissa da combattimento a 150 metri (quando è rovesciato) e posizioni intermedie sui gradini a 200, 300, 350 e 400 metri. Il blocco di culatta è fresato per permettere lo scorrimento dell'otturatore e l'inserimento manuale di ogni singolo colpo.

L'otturatore è formato da quattro componenti (dall'indietro all'avanti): il cane, il cilindro dell'otturatore, la testa mobile e l'ago. Il cane con il percussore, avvolto dalla sua molla, sono inseriti nel cilindro dell'otturatore; il percussore termina con il porta-ago nel quale si inserisce l'ago. Il cilindro dell'otturatore, con il manubrio, è connesso alla testa dell'otturatore; la testa è la parte più innovativa del sistema di chiusura: essa infatti adotta il sistema De Bange, ovvero è formata da un anello di gomma su un dischetto metallico di supporto, con al centro un tubetto nel quale scorre l'ago; al momento dello sparo, i gas stessi comprimono il dischetto e l'anello di gomma si espande, garantendo la tenuta dei gas stessi. Ovviamente la gomma andava incontro a rapida usura, ma poteva essere sostituita sul campo dal soldato stesso.

La cassa in legno è in un sol pezzo, forata lungo il fusto per ospitare la bacchetta nettatoia ed intagliata in corrispondenza della fascetta e del bocchino. La bacchetta è in acciaio temprato e presenta una testa cilindrica; una spalla a poca distanza dalla testa, che va ad incastrarsi su un bordo del bocchino, tenendo così in sede la bacchetta; una estremità filettata.

I fornimenti per il sistema di bloccaggio della canna sono costituiti dal bocchino e dalla fascetta con la maglietta superiore per la bandoliera; a questi si aggiungono il calciolo metallico, il ponticello del grilletto e la maglietta inferiore sul profilo della pala del calcio.

Azione[modifica | modifica sorgente]

Disegni in sezione del meccanismo.

La chiusura è assicurata da una vite sul lato destro la cui punta funge da guida alla scanalatura elicoidale sul cilindro dell'otturatore. Per aprire la culatta si arma il cane manualmente arretrandolo fino ad impegnare il dente di scatto; poi si ruota di 90° verso l'alto il manubrio dell'otturatore e lo si arretra; si camera la cartuccia e si porta avanti e si ruota l'otturatore. Premendo il grilletto, il dente di scatto rilascia il cane; il percussore si lancia in avanti spinto alla sua molla e l'ago, attraversando il foro centrale della testa dell'otturatore, penetra nell'involucro della cartuccia fino all'innesco di fulminato di mercurio; la percussione dell'innesco causa la deflagrazione della carica.

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Fusil d'infanterie mle 1866[modifica | modifica sorgente]

Si tratta della variante standard per la truppa di fanteria ed è quella fin qui descritta.

Fusil mle 1866 pour la cavalerie d'Afrique[modifica | modifica sorgente]

Carabine de cavalerie mle 1866[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una variante del fusil più corta e più leggera, destinata alla cavalleria ed in particolare ai reggimenti di dragoni. Questa carabina mantiene la medesima meccanica e la stessa munizione dell'arma originaria. Questo, a causa del minore peso dell'arma, causa un rinculo molto maggiore ma ancora gestibile dall'operatore. Essa pesa 3,600 kg e la canna è più corta di circa 13 centimetri rispetto al fusil, portando la lunghezza totale dell'arma a 1,175 metri. Le particolari condizioni di porto di un'arma di cavalleria imposero anche altre piccole modifiche: il manubrio dell'otturatore è piegato, in modo da non discostarsi dal fusto quando l'otturatore è in chiusura; non essendo prevista la baionetta, mancano la guida ed il fermo sul lato destro della canna; la maglietta inferiore per la bandoliera viene spostata davanti alla guardia del grilletto, mentre la maglietta superiore viene spostata su una terza fascetta, posta tra la fascetta a mezza canna ed il bocchino; l'alzo, graduato solo fino a 1.000 metri, ha gli angoli del cursore arrotondati ed il ritto, quando abbattuto, è incassato tra due bordi per evitare gli urti; la bacchetta nettatoia non presenta la spalla e la testa si incastra direttamente nel bocchino. Come per tutte le armi dei dragoni, le forniture sono in ottone.

Carabine de gendarmerie mle 1866[modifica | modifica sorgente]

La carabina per la Gendarmerie nationale coincide con la carabine de cavalerie, con la differenza che questa presenta il fermo, verso la volata della canna, per inastare la baionetta a ghiera Mle 1866 a sezione cruciforme, lunga 513 centimetri.

Mousqueton d'artillerie mle 1866[modifica | modifica sorgente]

La versione moschetto, destinata ai serventi di artiglieria, viene introdotta con decreto ministeriale del 13 gennaio 1873. Utilizza meccanismo e munizione del fusil, ma la lunghezza totale dell'arma è ridotta a 0,984 m, mentre con la baionetta inastata a 1,555 m; il peso scende a 3,150 kg scarico ed a 3,800 kg con la baionetta. Il moschetto ha la forma dell'alzo e del manubrio piegato comuni alla carabine, mentre sulla canna conserva il fermo e la guida per la sciabola-baionetta Mle 1866 come il fusil. La canna è fissata da una fascetta con maglietta e da un bocchino d'ottone; la bacchetta nettatoia, come sul fusil, presenta una spalla che si incastra sul bocchino. Per compensare i maggiori effetti dell'asimmetria della culatta su un'arma molto più corta, la rigatura della canna è destrorsa invece che sinistrorsa ed il mirino è spostato 1,2 mm a sinistra. L'alzo è graduato fino a 1.200 metri e la precisione soddisfacente, nonostante il potente rinculo sulla spalla del tiratore.

Le baionette[modifica | modifica sorgente]

Sciabola-baionetta Mod. 1866[modifica | modifica sorgente]

Impugnatura della sciabola baionetta ed il suo attacco sul fucile.

La sciabola baionetta dello Chassepot ha impugnatura in ottone con scanalatura a T e pulsante di blocco. L'elsa presenta un ramo incurvato in avanti e terminante con un pomolo, mentre l'altro ramo termina con l'anello che impegna la volata della canna quando inastata. La scanalatura coincide invece con una guida ed un fermo sul lato destro della canna. La lama è del tipo yatagan, ad un solo filo, lunga 57 centimetri.

Baionetta Mod. 1866[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una baionetta a ghiera a sezione cruciforme, lunga 513 centimetri. Si inserisce sulla volata della canna, dove impegna un fermo apposito. È impiegata sulla carabina per la gendarmeria.

La munizione[modifica | modifica sorgente]

La munizione è una cartuccia completamente combustibile di calibro 11 mm.

La capsula di percussione si trova dentro all'interno dell'involucro, tenuta in posizione da una flangia di cartone a forma di stella, con le punte di cartone rivoltate sul cilindro di carta della munizione.

L'involucro è costituito da un rettangolo di carta arrotolato e con i bordi incollati a formare un cilindro; esso è rinforzato da una garza di seta incollata ed accoglie inferiormente la stella con la capsula. Il cilindro viene caricato con 5,5 grammi di polvere nera.

Il proiettile è in piombo, pesante 24,5 grammi, con punta ogivale e corpo cilindrico con tallone posteriore di 11,8 mm di diametro per forzare la rigatura. La palla è avvolta in un cono formato di cartoncino ripiegato, collegato all'involucro della cartuccia tramite una legatura.

Gallery[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • The World's Great Rifles, Roger Ford, Brown Books, Londra 1998.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]