Charles de la Bédoyère

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Charles de la Bédoyère, ritratto, 1815

Charles Angélique François Huchet, Cavaliere e Conte de la Bédoyère, più semplicemente noto come Charles de la Bédoyère (Parigi, 17 aprile 1786Parigi, 19 agosto 1815), è stato un generale francese durante il regno di Napoleone.

Più volte distintosi per il provato coraggio in battaglia, ottenne tra le più alte onorificenze, tra cui la Legion d'Onore.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da una famiglia bretone, figlio di Charles-Marie-Philippe de La Bédoyère (1751-1809) e di Félicité-Judith des Barres (1757-1817), entra in servizio militare all'età di 20 anni in qualità di sottotenente. Presto diventa aiutante di campo del maresciallo Jean Lannes ed in seguito del generale Eugenio di Beauharnais in Spagna. A Tudela rimase ferito, ma continuò il suo impegno militare seguendo il suo comandante nella Campagna di Germania.

Si distinse per il suo coraggio nella presa di Ratisbona ma ricevette un nuovo infortunio durante la successiva Battaglia di Aspern-Essling, svoltasi poche settimane dopo.

Capo battaglione nel 1811, prese ancora brillantemente parte in Russia, ottenendo il grado di colonnello. Tuttavia un nuovo infortunio (alla coscia sinistra) nel 1813 lo costrinse a tornare in Francia, dove nel novembre dello stesso anno sposò Georgine de Chastellux.

Dopo l'abdicazione di Fontainebleau, la sua famiglia che cercava di convertirlo alle idee monarchiche, si adoperò per lui affinché ottenesse la Croce di San Luigi che egli effettivamente ricevette nel 1814. Dunque ottenne il comando del VII Reggimento di Fanteria, in guarnigione a Grenoble.

La nuova Camera uscita dalle elezioni legislative tenute il 14 agosto 1815 (composta per la maggior parte da ultras monarchici) fece arrestare 70.000 uomini per "delitti politici" e ne condannò oltre 6.000, tra i quali figurava lo stesso Bédoyère. Fu fucilato il 19 agosto 1815. Lo stesso destino toccò al maresciallo Ney, eroe della campagna di Russia, che fu fucilato nel mese di dicembre dando egli stesso - secondo la leggenda - l'ordine di fare fuoco al plotone d'esecuzione.

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