Charles Melchior Artus de Bonchamps

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Charles Melchior Artus de Bonchamps

Charles Melchior Artus de Bonchamps (Juvardeil, 10 maggio 176018 ottobre 1793) è stato un generale francese. Figlio di Anne-Artus, marchese de Bonchamps, fu generale dell'armata vandeana e combatté nelle Guerre di Vandea.

Stemma della famiglia Bonchamps

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Servì con distinzione nella Guerra di indipendenza americana. Era capitano del reggimento di fanteria d'Aquitania, quando la rivoluzione francese, che disapprovava, gli fece lasciare questo posto. Si ritirò in un castello a Saint-Florent; è in questa occasione che gli insorti della Vandea vennero a cercarlo per farlo diventare loro capo.

Generale prudente ed abile, qualche volta batté le truppe repubblicane; ma i suoi colleghi lo accusarono spesso per la sua indecisione. Fu scelto nel 1793 con Maurice Louis Joseph Gigot d'Elbée come il generale dell'esercito cattolico e reale di Vandea. Ottenne inizialmente alcuni successi ad Anjou, e contribuì alla presa di Bressuire e di Thouars.

Il 17 settembre 1793, l'esercito della bassa Vandea, comandato da Charette e da Bonchamps, fermo sul bordo della grande strada di Tiffauges a Cholet, di fronte a Torfou, fu attaccato dai repubblicani sotto gli ordini di Kléber.

Kléber già seriamente ferito e sentendosi sempre più pressato dai vandeani, arrivò al ponte di Boussay, vi fece mettere due pezzi di artiglieria. Dopo questo fallimento, il generale in capo Canclaux ordinò al generale Beysser di dare supporto alle truppe a Boussay. Charette e Bonchamps decisero di attaccarlo. Lo raggiunsero a Montaigu, e là, a seguito di un combattimento dove il generale repubblicano, vanne raggiunto da una pallottola, passò per morto per alcuni istanti, la sua colonna si fece completamente prendere dal panico e si diede ad una fuga scomposta, che continuò fino a Aigrefeuille.

Da Montaigu, Charette andò a Saint-Fulgent, dove batté nuovamente i repubblicani, prese 22 dei loro cannoni, i loro bagagli e numerose munizioni. Il giorno dopo, Bonchamps e di Elbée assalirono vicino a Clisson il generale Canclaux. Già Bonchamps aveva preso dai carri, delle ambulanze e una parte dell'artiglieria repubblicana; ma Charette non venne all'appuntamento, e i vandeani furono superati a loro volta.

Il 30 settembre, Kléber, messo agli ordini di Canclaux, incontrò, a due miglia da Montaigu, gli avamposti di Bonchamps e di Elbée. I due generali si erano accampati con 40mila uomini ed una numerosa artiglieria. Kléber diede il segnale dell'attacco. Dopo una dura battaglia di due ore, i vandeani, travolti dall'impeto di un assalto a sorpresa alla baionetta, si ruppero e furono messi in rotta.

Ai combattimenti di Saint-Christophe-du-Ligneron e di Tremblaie, i vandeani, comandati da Bonchamps, Elbée, Lescure e La Rochejaquelein, sono nuovamente sconfitti dopo una sanguinosa battaglia. Lescure fu mortalmente ferito. Nella Battaglia di Cholet, il 17 ottobre 1793, 24mila repubblicani combatterono contro 40mila vandeani scoraggiati, molto male equipaggiati e poco disciplinati. Ci furono poche battaglie dove le due parti si batterono con una tale furia. I vandeani ebbero a lungo il vantaggio. Fu il giovane generale Marceau che decise la vittoria.

"Il perdono di Bonchamps" di David d'Angers

Le perdite tra i vandeani sono state di circa 10.000 uomini. Elbée fu ferito gravemente e Bonchamps mortalmente. Quest'ultimo, portato a Saint-Florent, vi morì il giorno dopo. Anche le perdite dei repubblicani furono considerevoli, soprattutto tra gli ufficiali.

Bonchamps morì mentre passavano la Loira, venne seppellito sulla spiaggia di Varades. De Barante, redattore delle memorie della moglie di La Rochejacquelein, sostiene che alcuni giorni dopo i repubblicani lo esumarono per tagliargli la testa, ed inviarla alla Convenzione Nazionale.

Fra i 5000 soldati repubblicani, di cui Bonchamps e Lescure chiesero la grazia il 18 ottobre a Saint-Florent-le-Vieil, si trovava il padre dell'artista David d'Angers. Quest'ultimo creò la famosa statua "Il perdono di Bonchamps" l'originale si trova a Saint-Florent-le-Vieil ed una copia alla galleria "David di Angers" ad Angers

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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