Charles Hernu

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Hernu (a destra) con Caspar Weinberger.

Charles Hernu (Quimper, 3 luglio 1923Villeurbanne, 17 gennaio 1990) è stato un politico francese.

Funzionario del governo di Vichy[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un ex gendarme divenuto controllore sui mezzi pubblici, abbandona gli studi prima della licenza magistrale. Il passato di Hernu a Lione durante Regime di Vichy è controverso. È incorporato nei Chantiers de la jeunesse (formazione paramilitare istituita dal governo collaborazionista), nei quali presta il periodo di leva imposto dal 1940 al 1944 a tutti i francesi al compimento del ventesimo anno di età. Ultimato il servizio obbligatorio, è delegato dipartimentale all'informazione sociale del governo collaborazionista. Alla Liberazione nel 1944 è tenuto per due mesi agli arresti. Scarcerato per l'insussistenza delle accuse, si arruola come gendarme.

Attività politica[modifica | modifica sorgente]

Dal 1947 lavora per qualche tempo come funzionario del CNCE, l'istituto per il commercio estero francese. Divenuto giornalista, entra in politica e nel 1951 fonda il Club dei Giacobini, una formazione della sinistra radicale che sostiene Pierre Mendès France. Entra anche nella massoneria, assumendo nel tempo dignità elevate al suo interno.

È eletto deputato all'Assemblée Nationale nel 1956 con la lista del Fronte Repubblicano, un cartello elettorale che riunisce i partiti della sinistra non comunista con alcune formazioni centriste. Si oppone al ritorno di de Gaulle e all'instaurazione della Quinta Repubblica, e alle elezioni del 1958 non è rieletto. Nel 1962 entra nel Parti Socialiste Unifié (PSU), dal quale uscirà successivamente per aderire al Parti Socialiste. Risale a quel periodo l'inizio del lungo sodalizio con François Mitterrand.

Le accuse di spionaggio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996, il settimanale L'Express pubblica un dossier basato sulle rivelazioni di un'ex spia bulgara, secondo il quale a partire dal 1953, e per una decina d'anni, Hernu avrebbe agito come informatore per i servizi segreti dei paesi dell'Est. I familiari dello scomparso ex-ministro sono successivamente riusciti a dimostrare l'infondatezza delle rivelazioni, che già di per sé non apparivano verosimili, giacché nel 1953 Hernu non era ancora parlamentare e non era certo in grado di venire a conoscenza di segreti militari o altro.

Sindaco di Villeurbanne[modifica | modifica sorgente]

Nel 1977 è eletto sindaco di Villeurbanne (Rodano), carica che conserverà fino alla scomparsa nel gennaio 1990 dovuta a un attacco cardiaco. Nel 1978 è eletto deputato all'Assemblée Nationale per il PS. Rieletto nel 1981, 1986 e 1988.

Ministro della Difesa di Mitterrand[modifica | modifica sorgente]

Viste le sue competenze nel campo militare, dopo l'elezione di François Mitterrand alla presidenza della Repubblica il 10 maggio 1981 è nominato ministro della Difesa nel primo governo Mauroy (22 maggio 1981 - 23 giugno 1981). Riconfermato alla Difesa nel secondo (23 giugno 1981 - 22 marzo 1983) e terzo governo Mauroy (22 marzo 1983 - 19 luglio 1984) e nel governo Fabius insediatosi il 19 luglio 1984.

L'Affare del Rainbow Warrior[modifica | modifica sorgente]

Il 10 luglio 1985, l'imbarcazione di Greenpeace Rainbow Warrior è fatta esplodere nel porto di Auckland in Nuova Zelanda per opera di agenti della DGSE, i servizi segreti militari francesi. L'attentato costa la vita a un fotografo olandese. Nelle settimane successivi vengono alla luce le responsabilità dei servizi segreti francesi e Hernu, che in un primo tempo ne aveva solennemente dichiarato l'assoluta estraneità, è costretto a dimettersi il 20 settembre 1984.

Fino a pochi anni fa, la tesi più diffusa indicava in Hernu il mandante dell'operazione, o perlomeno l'elemento più alto in carica che fosse ne a conoscenza. Nel 2005, il quotidiano della sera Le Monde ha pubblicato gli estratti di un rapporto del capo dei servizi segreti dell'epoca, l'ammiraglio Pierre Lacoste, in base ai quali è dimostrato che il presidente della Repubblica François Mitterrand riteneva opportuna la "neutralizzazione" del Rainbow Warrior (cosa che, ovviamente, non sta a significare che fosse al corrente dell'operazione di sabotaggio o che l'avesse addirittura ordinata).

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