Charas

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Palline e "Bastoncini" di Charas
Pallina di Charas

La charas è un tipo di hashish prodotto dall'estrazione della resina di Cannabis, esso contiene la stessa sostanza psicoattiva della Cannabis (THC) e fa parte delle cosiddette "droghe leggere". Il vocabolo è l'antico nome in lingua himalaiana dell'hashish.

Proviene prevalentemente dall'India e viene fatto raccogliendo la resina delle piante di Cannabis strofinando le mani sulla parte inferiore delle foglie e successivamente raschiando il materiale dalla pelle facendone delle palline. Si differenzia appunto dagli Hashish Marocchini (pollini) per la lavorazione che avviene per estrazione della resina da pianta viva, mentre in quelli prodotti in Marocco viene staccata dalle infiorescenze essiccate (piante morte) mediante la percossione di queste ultime. La charas deve proprio a questo tipo di lavorazione il suo odore molto vicino a quello della cannabis verde e la sua alta concentrazione di THC. Si deve a tale tipo di lavorazione anche la sua scarsa disponibilità dovuta, oltre che alla distanza tra luogo di produzione e quello dove viene richiesta, alla possibilità di produrre questa qualità di hashish soltanto nel periodo in cui le piante di cannabis sono fiorite, non potendo immagazzinarle per produrlo poi in un secondo momento come è possibile per gli hashish Marocchini.

La charas è un tipo di Hashish pregiato,da molti fumatori considerato il migliore, molto amato e ricercato dai consumatori di Cannabinoidi, data l'alta concentrazione di THC e la scarsissima disponibilità.

Indice

[modifica] Effetti indotti

Fra i vari effetti indotti dall'uso di tale sostanza, che viene generalmente fumata assieme al tabacco ma può essere anche ingerita, sono svariati, cambiano da persona a persona e dalle circostanze in cui la si assume e dall'esperienza del fumatore; i principali comunque sono: distorsione del reale (capacità recettive) aumento delle percezioni sensoriali, rilassamento fisico e mentale, lieve abbassamento di pressione sanguigna, ilarità, tendenza a concentrarsi sul presente (ma non necessariamente sul reale), senso di appagamento dalla situazione vissuta. Non sempre l'uso di tali sostanze provoca solamente gli effetti sopra elencati, in alcuni individui infatti si possono verificare anche effetti come: repentini cali di pressione, nausea, senso di smarrimento e, a lungo andare, apatia.

Tutto ciò è sempre condizionato in maniera influente da due fattori principali: il set (lo stato d'animo di chi consuma) e il setting (la compagnia con cui si trova il consumatore e il luogo dove avviene il consumo). La molecola che provoca gli effetti psicoattivi nell'hashish è il THC, o più precisamente il tetra-idro-cannabinolo, che è presente in quantità maggiore rispetto alla marijuana.

[modifica] Concentrato delle resine

La charas risulta essere un concentrato della resina ricavata dalla parte superiore della pianta cime cristallizzate di resina concentratasi grazie alla purissima aria che si può respirare nelle altissime vette dell'himalya della Cannabis sativa o indica che produce la stessa per un principio di autodifesa dalle continue variazioni di temperatura causate dalle forti piogge alternate a lunghe ore di sole durante il periodo monsonico dell'anno. Deriva da una lavorazione praticata dagli originari dei seguenti paesi India, Afghanistan, Pakistan, Nepal. Si differenzia dall'hashish - marocchino che si ricava dalla lavorazione delle piante tagliate e messe ad essiccare per vari mesi e in seguito battute su dei setacci per raccogliere le ghiandole di resina essiccata, originarie del bacino Medio-Orientale e del Nord-Africa, dette dai locali kheef. Per ottenere la charas la lavorazione avviene principalmente con le mani, strofinando la parte inferiore delle foglie e delle cime infiorescenti, ma a pianta ancora viva per un fatto religioso, si fa attaccare la resina sul palmo della mano. Raggiunta una certa quantita si stacca e si pressa per ottenerne pezzi interi. Per questo motivo la charas non è venduta mai (o quasi) in panette come l'hashish Marocchino ma in piccoli pezzettini 5-10g incartati in pezzetti di plastica a volte di colori diversi per determinarne la qualità.

[modifica] Origine etimologica

Il termine charas deriva dalla composizione di queste due parole indiane "char" e "ras" letteralmente "quattro","sapori" secondo le tradizioni dei locali del nord india si riferisce a Dio, la terra, le piante, l'uomo.

[modifica] Cenni mitologici

Gli induisti delle zone del nord India ritengono che la nascita delle piante di cannabis sia da attribuire a Shiva divinità indù, che giunto alla sedicesima reincarnazione ebbe la sfortuna di perdere l'amore della sua amata Parvati altra divinità del luogo, che lo rinnegò. Affranto da tale perdita egli si strappò un seme dalla coscia e lo gettò sulle montagne circostanti dando così origine alla crescità spontanea delle piante, dopodiché per compensare la mancanza della sua amata si dedicò fino alla sua morte al consumo della charas che lo aiutò a non sentire la mancanza della sua perduta donna.

[modifica] Cenni socio-culturali

Ancora oggi la charas viene consumata dai sadhu indiani (asceti) per favorire la meditazione yoga, è frequente vederne far uso all'interno dei templi shivaiti del nord India, prima delle meditazioni. Nonostante la sostanza sia ufficialmente proibita dallo stato indiano la sua diffusione e il suo utilizzo, radicato nelle tradizioni dei locali, è molto diffuso. La sostanza viene consumata dai locali all'interno di pipe dritte di terra cotta chiamate cylum.

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