Challenger 1

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Challenger 1
Challenger 1 in mostra presso il Bovington Tank Museum, Regno Unito
Challenger 1 in mostra presso il Bovington Tank Museum, Regno Unito
Descrizione
Equipaggio 4 (capocarro, pilota, cannoniere, servente)
Utilizzatore principale Regno Unito British Army
Dimensioni e peso
Lunghezza 11,5 m
Larghezza 3,51 m
Altezza 2,95 m
Peso 62 t
Propulsione e tecnica
Motore diesel Perkins Condor CV12 TCA
Potenza 1200 hp
Rapporto peso/potenza 19
Trazione cingolata
Sospensioni Idropneumatiche
Prestazioni
Velocità max 56 km/h
Autonomia 450 km
Armamento e corazzatura
Apparati di tiro visore termico e sistema di controllo del tiro TOGS
Armamento primario Cannone L11A5 a canna rigata da 120 mm con 64 colpi
Armamento secondario Mitragliatrice coassiale L8A2 da 7,62 mm, mitragliatrice antiaerea L37A2 da 7,62 mm; disponibilità di 4000 colpi
Corazzatura Composita ed omogenea

Battletanks.com[1]

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L'inglese Challenger 1 era il MBT dell'esercito britannico dal 1983 fino alla metà degli anni '90. Oggi è usato solo dalle forze armate giordane sotto il nome di Al Hussein.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Carro Challenger della versione Warfighter in Kuwait, 1991.

Il Challenger 1 è stato costruito dalla Royal Ordnance Factories (ROF). È stato progettato dalla MVEE (Military Vehicles and Engineering Establishment) vicino a Chobham nel Surrey dall'originaria richiesta iraniana di una versione potenziata del carro Chieftain in loro possesso. I carri iraniani in servizio allora erano lo Chieftain Mk.5, lo Shir 1 e lo Shir 2. Con la caduta dello Shah in Iran e il fallimento del progetto MBT80 il Regno Unito era diventato l'acquirente del nuovo carro armato, sviluppato dalla MVEE per il bisogno di un carro nell'Europa centrale. Per un breve periodo il carro era stato chiamato Cheviot, perché nella seconda guerra mondiale era già stato creato un carro con il nome Challenger, anche se questo era un carro incrociatore.

La parte più rivoluzionaria di questo carro è stata l'adozione della corazza composita Chobham sulla parte frontale di scafo e torretta, di gran lunga più resistente della normale d'acciaio (RHA) che era d'ordinanza in tutti i carri dell'epoca. Questa corazza è stata usata anche da altri come gli Stati Uniti per il loro M1 Abrams o la Germania con i loro Leopard 2. Il Challenger 1 ha partecipato alla competizione del Canadian Army Trophy nel 1987, ma il sistema di estinzione del fuoco e di visione non si sono rilevate soddisfacenti e lo hanno fatto finire ultimo nella classifica contro gli altri carri. Ma dopo con nuovi aggiornamenti molti problemi sono stati risolti.

C'erano però dei nuovi requisiti da rispettare e la Vickers decise se scegliere un Challenger migliorato, un M1 Abrams americano, un Leclerc francese o un Leopard 2 tedesco.

Il progetto della Vickers, chiamato Challenger 2, era stato finalmente scelto. Questo carro era molto più efficace del predecessore e, anche se manteneva lo scafo progettato dalla MVEE, presentava una nuova torretta e una corazza Chobham ancora più avanzata, questa volta presente anche nella parte laterale dello scafo.

C'era anche una versione del Challenger senza torretta per il tiro antiaereo.[2]

Utilizzi e guerre[modifica | modifica wikitesto]

180 carri Challenger 1 sono stati utilizzati nella Prima Guerra del Golfo dalla 1ª Divisione Corazzata britannica nel corso dell'Operazione Granby riuscendo a distruggere 300 carri iracheni al costo di uno messo fuori combattimento. Durante questa guerra un Challenger, alla distanza di 5,1 km, colpì un carro iracheno, distruggendolo.

Carri Challenger sono stati usati in Bosnia e nell'Operazione Joint Guardian, l'operazione condotta dalla NATO in Kosovo.[3]

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Challenger 1 Mk 1: versione iniziale.
  • Challenger 1 Mk 2: versione con TOGS (Thermal Observation Gunnery Sight).
  • Challenger 1 Mk 3: modifiche nella sistemazione delle munizioni.
  • Challenger 1 Warfighter: versione con corazza addizionale nel frontale dello scafo e la prima parte delle gonne[4].

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 1983 - Great Britain Challenger 1 MBT. URL consultato il 19 marzo 2013.
  2. ^ Challenger 1 Main Battle Tank. URL consultato il 19 marzo 2013.
  3. ^ Challenger Main Battle Tank (UK). URL consultato il 19 marzo 2013.
  4. ^ http://www.jedsite.info/tanks-charlie/charlie/challenger_series/challenger-series.html

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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