Cha cha cha

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Cha-cha-cha)
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Cha cha cha (disambigua).

Il Cha cha cha è una danza latino-americana.

Nato a Cuba nei primi anni del XX secolo, si chiamava in origine Cha Cha. In seguito fu contaminato da altre danze: Mambo, Rumba, Danzón e Son.

Esistono 4 differenti ipotesi sul significato letterale dell'espressione "Cha Cha Cha":

  • Attributo onomatopeico strettamente legato al ritmo della danza, scandito dal tempo delle percussioni.
  • Riproduzione del suono prodotto dalle scarpe durante la danza, in particolar modo nel triplo passo.
  • "Cha cha" è il nome di un sonaglio cubano, propriamente adoperato durante la danza.
  • Riproduzione del suono emesso dallo sbattere dei piedi sulla battigia.

Il "Cha Cha Cha" è una danza relativamente semplice da apprendere, ma i passi di base sono leggermente più complicati di quelli di altre danze. Il ritmo che viene contato durante l'esecuzione dei passi è: "due-tre-cha cha cha".

Passi base:

  • tempo 2: il ballerino con il suo piede sinistro trasferisce il peso del corpo in avanti, tenendo il piede destro fermo (la ballerina trasferisce il peso indietro).
  • tempo 3: il ballerino trasferisce il peso del corpo verso il dietro tenendo fermi entrambi i piedi (la ballerina trasferisce il peso in avanti).
  • tempo 4 e 1 (o cha cha cha) il ballerino esegue uno chassé verso la propria sinistra (la ballerina fa lo chassé verso la propria destra).

Si ricomincia invertendo il ruolo tra la ballerina e il ballerino.

Il cha cha cha è composto da tre passi: sinistro, destro e cha cha cha. Il tempo quattro è diviso in due mezzi tempi (piede sx e poi dx), al tempo 1 si chiude il cha cha cha di nuovo sul piede sx. Se è avanti o laterale sx, il cha cha si inizia col piede sx e poi dx (tempo 4), e di nuovo sx (tempo 1). Viceversa, se si muove indietro o laterale sx, il cha cha inizia al contrario con piede dx, sx e poi dx (tempo 1). Il cha cha cha è ballato sul posto, ad eccezione del giro dx e sx, dove è eseguito durante il giro, quindi in linea curva. Nel giro sx, si esegue il cha cha cha per mezzo giro (sx avanti, perno sul dx ruota a 45°, sx avanti), l'altro mezzo giro è dx avanti, sx gira sul posto e dx chiude avanti (come nella guelta sinistra in salsa), e secondo cha cha cha sul posto.

In genere, i piedi sono di solito allineati tra loro in orizzontale, oppure in linea obliqua nel pasitos dell'unghia/ calcio, o incrociati.

Tra i cha cha cha più celebri possiamo ricordare Torero di Renato Carosone e Cha cha cha della segretaria di Michelino & il suo complesso, e ci sono anche altri, come La mucca regina di Dolores Olioso e Fabio Cobelli e Estate cha cha cha di Giada Monteleone e Fabio Cobelli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il cha cha cha, tra i ritmi di provenienza afro-cubana, è forse quello che ha goduto di maggiore popolarità. Sviluppato all'inizio del secolo a Cuba insieme al danzòn, al son e alle prime forme di rumba e mambo, si diffuse come ballo di coppia nei primi anni cinquanta. Sembra che a dare il nome a questa danza sia stato un sonaglio, il cha-cha. Ricavato dal baccello di alcune piante caraibiche, il cha-cha costituiva, nelle tipiche formazioni voodoo di Haiti, una sorta di metronomo, utilizzato dalla guida del gruppo per scandire il tempo delle danze e dei canti di contenuto religioso. Tuttavia altre fonti sostengono che cha-cha-cha sia un termine onomatopeico: evocherebbe il fruscio prodotto dal movimento dei piedi sul terreno. Nel 1948 il musicista Enrique Jorrìn cominciò a suonare una parte del danzòn con un nuovo ritmo sincopato (in 4/4). Si trattava di “Nunca”, un motivo messicano di grande successo che, modificato nella seconda parte secondo il nuovo stile di musica e canto, venne lanciato come “La engañadora”. Il ritmo era quello di un mambo lento e i ballerini cubani cominciarono a danzarlo con un triplo movimento dei fianchi; gradualmente questo ancheggiamento venne modificato in tre passi e nacque il cha cha cha.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Simona Griggio, "La storia dei balli", Milano, Edizioni Sipiel S.r.l., 1995. ISBN 88-380-0231-2