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Per approfondire, vedi la voce Cf. |
cf. (o cfr.) è un'abbreviazione per la parola latina confer (imperativo singolare del verbo "conferre"), nel significato di "compara", ed è usato per indicare ulteriore materiali o idee che possono fornire informazioni o argomenti simili o differenti. È principalmente usato in contesti accademici o formali, principalmente in ambito umanistico e in testi legali.
cf. è usato in saggi[1], tesi[2] testi tecnici[3] e in opinioni legali[4]. La finalità è di mettere a raffronto o in opposizione l'affermazione immediatamente precedente con un'altra affermazione nello stesso lavoro o, più spesso, con un'affermazione in un altro lavoro[2]. È anche usato per citare riferimenti biblici. ad esempio::
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« That which is animal, therefore, does not perceive the things that are of God cf. 1 Cor 2:14.[5] » |
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cf. è talvolta usato in modo non corretto al posto di "v." (vedi), come in:
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« The Australian language Dyirbal has a remarkable gender system; cf. Dixon (1972).[6] » |
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In una forma corretta, l'abbreviazione ha un solo punto, posto dopo di essa (cioè non è "c.f.", cf. "q.v.") dato che rappresenta la singola parola confer, non due parole come "quod vide". L'uso del corsivo per l'abbreviazione di parole e frasi straniere è diventato meno frequente nella prassi attuale, specialmente per abbreviazioni comuni come cf., e.g., i.e., and viz.
- ^ Peter Redman, Good essay writing: a social sciences guide, p. 114.
- ^ a b William Giles Campbell, Form and style in thesis writing, p. 41.
- ^ Dan Richard Jones, Technical writing style, p. 101.
- ^ Joyce J. George, Judicial opinion writing handbook , p. 358.
- ^ Cardinal Nicholas of Cusa, Selected spiritual writings, ed. H. Lawrence Bond, pp. 183, 315
- ^ Abbreviations. Informatics.sussex.ac.uk. URL consultato il 14 luglio 2010.
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