Cetra

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Cetra
Britannica Cithara Phorminx.jpg
Suonatore di cetra a otto corde, da un'antica raffigurazione vascolare greca
Informazioni generali
Origine Grecia
Invenzione Antichità
Classificazione Cordofoni semplici
Famiglia Cetre
Utilizzo
Musica dell'antichità
Musica rinascimentale
Genealogia
Discendenti 
Lira

La cetra è uno strumento musicale appartenente alla famiglia dei cordofoni.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Con questo termine ci si riferisce impropriamente a un tipo di strumento, la citara (in greco kithàra) in uso nell'Antica Grecia. Lo strumento era inizialmente costruito come la lira ma con una cassa armonica di dimensioni maggiori, in legno. Con queste caratteristiche la cetra ebbe una notevole diffusione sin dall'antica Grecia dov'era suonata da citaredi professionisti; il suo uso inoltre prese corpo anche a Roma e in Corsica.

Nel corso dei secoli la sua struttura venne ulteriormente modificata, fino ad arrivare ad intendere per cetra quella che viene più correttamente chiamata cetera, ossia uno strumento dalla cassa di risonanza piatta le cui doppie corde metalliche venivano pizzicate, dotato di un lungo manico e dalla struttura paragonabile a quella di una pera. Questo modello di cetra venne utilizzato soprattutto dal XVI fino al XVIII secolo. Questo strumento, il cui nome deriva dal latino cithara, è chiamato cister in tedesco, cittern in inglese, cistre in francese, cistro, cedra o citola in spagnolo.

Con il termine cetra ci si può riferire anche allo zither, uno strumento musicale in uso ancor oggi soprattutto nei paesi meridionali della Germania e in Austria.

La cetra come famiglia organologica[modifica | modifica sorgente]

Il vocabolo cetra (ingl. zither; fr. cithare) indica propriamente una famiglia di strumenti cordofoni in cui non si distinguono un manico e una cassa. Si suddividono in vari tipi: cetre tubolari, a zattera, a tavola e a telaio.

La sottofamiglia delle cetre da tavola (ing. board zither), cioè costituite essenzialmente da una tavola, con ponticelli mobili, sono tipiche dell’Asia orientale: ne sono esempio lo zheng (guzheng) cinese, il kayagŭm coreano e il koto giapponese). Le cetre da tavolo sono strumenti popolari, ma in alcuni paesi (Ungheria, Paesi Bassi, Scandinavia) sono impiegati anche presso le classi borghesi.

Sinonimo di cetra è il vocabolo salterio (ingl. dulcimer, psaltery). Tuttavia si preferisce utilizzare il secondo termine per indicare strumenti diffusi nel mondo arabo-islamico analoghi a quelli esistenti in Europa, quali il cimbalom ungherese. Salteri a cassa (ingl. box zither) tipici dell'area sono il qānūn (a corde pizzicate) e il santūr (a corde percosse).

Storia della Cetra[modifica | modifica sorgente]

La cetra nell'antichità (citara)[modifica | modifica sorgente]

La storia della cetra si perde nei tempi bui dell'antichità. Dalla lettura della Bibbia veniamo a conoscenza che la usò molto Re Davide per i suoi salmi, tanto che in molti di essi compare il nome di questo strumento musicale. Esso era composto da cinque corde e aveva una piccola cassa di risonanza; per aumentare la tensione della corda si usava ripiegarla con un legnetto intorno alla paletta che poi veniva bloccato con un pezzo di ferro o di legno.

Dalle fonti antiche sappiamo che nell'antica Grecia la cetra fu molto spesso utilizzata, sia negli atenei che nelle corti, e troviamo tracce di questo strumento anche nella grande tradizione della mitologia. L'iconografia greca del V e VI secolo, quella relativa alle pitture sui vasi, ci permette di capire la forma che aveva questo strumento che il più delle volte era raffigurato in mano al dio Apollo mentre era intento a suonare.

La grandezza è circa la metà della persona umana rappresentata ed aveva una cassa armonica con due bracci, che all'interno erano vuoti, e che collegati tra loro da traversa; tra questa traversa e la base della cassa erano tese le corde.

Vi sono tracce di cetre anche nell'impero cinese antico, durante la dinastia Chou. In particolare la prima cetra asiatica fu il Guqin, una cetra a sette corde.

La cetra venne usata poi nel Medioevo, in accompagnamento alla lira, al liuto e ai cembali.

La cetra rinascimentale (cetera)[modifica | modifica sorgente]

Cetra rinascimentale

Con il termine cetra si è soliti indicare anche lo strumento a corde pizzicate in uso nel Medioevo e nel Rinascimento, e che appartiene alla famiglia dei liuti.

È uno strumento che si differenzia dal liuto per la forma della cassa di risonanza che è a fondo piatto e a forma di pera rispetto a quella del liuto che è invece a fondo concavo. La cetra rinascimentale presenta un manico allungato sul quale sono tese delle corde metalliche, solitamente doppie. Sul manico è presente la tastiera con delle traversine con le divisioni dei tasti. Da questo strumento deriverà poi la chitarra come è conosciuta oggi.

La cetra era impiegata come strumento solista oppure in coppia con il liuto o in complessi strumentali di vario tipo. Ebbe grande successo e per questo motivo ne vennero prodotti di vari tipi che assunsero svariati nomi a seconda della loro tipologia: pandora, orpharion, arcicetra e penorcon.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sestili Daniele, Musica e tradizione in Asia orientale. Gli scenari contemporanei di Cina, Corea e Giappone, Roma, Squilibri, 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]