Ceson di San Pietro in Valle

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Coordinate: 45°08′13.73″N 11°03′46.65″E / 45.137146°N 11.062959°E45.137146; 11.062959

Chiesa di San Pietro in Monastero detta il "Ceson"
Il "Ceson" - S. Pietro in Monastero
Il "Ceson" - S. Pietro in Monastero
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Località Gazzo Veronese
Religione cattolica
Titolare S. Pietro
Diocesi Verona

Il Cesòn (Chiesone in italiano) è il nome con cui è conosciuta la chiesa di San Pietro in Monastero che sorge nei pressi di San Pietro in Valle, frazione di Gazzo Veronese, sulle rive del Tione.

La chiesa, che faceva parte dei domini della Abbazia di San Zeno di Verona, ha avuto una storia gemella con quella di Santa Maria Maggiore che fece parte dei domini dell'abazia di Santa Maria in Organo di Verona, anch'essa frutto di un lascito da parte dei Longobardi.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

L'insieme della chiesa è stato costruito in tre fasi, le prime due interessano la torre e la terza la chiesa stessa. L'attuale struttura è sorta su una cappella precedente.

La cappella era il luogo di culto della corte regia Aspo che era una delle corti in cui era suddiviso il territorio longobardo nel veronese. La data di fondazione è ignota, come è ignoto l'utilizzo della torre precedente.

L'accostamento fra la torre e la chiesa ne fa un pezzo architettonico unico nel basso veronese. Fu data come lascito dai longobardi alla Abazia di San Zeno di Verona che ne ebbe cura e sfruttò le campagne intorno per alcune centinaia di anni.

La chiesa[modifica | modifica wikitesto]

In contrasto col nome, il Ceson è una piccola chiesetta. La struttura della chiesa riporta all'anno mille. È molto particolare l'utilizzo di mattoni e di marmi di recupero dalle molte ville romane presenti sul territorio. L'utilizzo dei marmi, quasi sempre usati come elemento decorativo, ne fa un insieme degno di studio. La pianta della chiesa è a croce latina con le volte a botte che sovrastano le braccia del transetto e con un pavimento in marmo greco policromo.

All'esterno vi sono come decorazioni marmi romani recuperati dalle ville della zona. Il più importante è situato nella parte inferiore dello stipite sinistro dell'unica porta.

È una stele funeraria in marmo rosso di Verona. A questa stele è collegata una leggenda, nella parte superiore vi è un volto molto deteriorato dal tempo con due profonde fenditure a fianco del volto stesso. La leggenda, comune a molti luoghi di culto, narra che il diavolo sferrò una terribile unghiata per far crollare la chiesa. Fu naturalmente vinto e cacciato.

La torre[modifica | modifica wikitesto]

Sulla torre non vi sono tracce scritte della sua presenza precedentemente alla chiesa. Due sono le ipotesi più sostenute, la prima è che servisse come difesa del territorio come torre di avvistamento, la seconda, che non esclude la prima, che fosse una torre lanternaria. Sulla torre è stata costruita una sopraelevazione che funge da campanile.