Cesare Cavalleri

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Cesare Cavalleri

Cesare Cavalleri (Treviglio, 13 novembre 1936) è un giornalista e scrittore italiano, critico letterario e direttore delle Edizioni Ares.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cesare Cavalleri in un'immagine di lavoro.

Ha conosciuto l'Opus Dei durante gli anni universitari, e vi è entrato come numerario nel 1959.

Da sempre si è occupato di letteratura: anche la sua tesi di laurea in Statistica conteneva una ricerca sulla frequenza del fonema «doppio zeta» (zz) nei Pensieri del Leopardi (tale frequenza segue una curva di Poisson, la legge dei fenomeni rari).

Negli anni '60 ha fondato, a Verona, la rivista Fogli, «Rivista di cultura, attualità e di problemi giovanili», che, fra l'altro, ha avuto una polemica con Eugenio Montale a proposito dei rapporti fra le generazioni.

Ha curato la versione ritmica del Libro della Passione, del poeta e teologo cileno José Miguel Ibañez Langlois, diffusa anche in CD con musiche di Gianmario Liuni. Ha raccolto in volume l'Intervista sul fondatore dell'Opus Dei, di mons. Alvaro del Portillo. Ha curato numerose prefazioni di opere di poesia e di saggistica, fra cui "Fede e filosofia. Il pensiero cattolico dell'Italia del dopoguerra", di Chiara Ronchetti (ed. Mondadori-Leonardo). Una selezione antologica degli articoli di fondo pubblicati nei primi quarant'anni della sua direzione di Studi cattolici è stata pubblicata nel 2007 con il titolo "Editoriali".

Edizioni Ares[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1966 direttore di Studi Cattolici, «mensile di studi e di attualità», nonché direttore delle Edizioni Ares.

Collaborazioni giornalistiche[modifica | modifica wikitesto]

Collabora al quotidiano Avvenire, di cui è stato anche critico televisivo, dal primo numero (4 dicembre 1968). Dal 1985 al 2007, oltre ad articoli di critica letteraria e di costume, ha pubblicato ogni mercoledì su Avvenire una rubrica intitolata Persone & parole, che ha già dato luogo a quattro volumi antologici. Dal 2 gennaio 2008, sempre al mercoledì, tiene la rubrica Leggere, rileggere. Nel volume Letture, ha raccolto la sua esperienza trentennale di critico letterario.

Collabora a varie riviste, fra cui Il Domenicale, ed è membro del comitato scientifico delle riviste La Società e Humanitas (di Santiago del Cile).

Il 1º marzo 2009, in relazione ad alcune affermazioni giornalistiche secondo cui il papa Benedetto XVI sarebbe lasciato solo dai fedeli nei suoi insegnamenti morali, pubblica un editoriale sul quotidiano Avvenire.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cesare Cavalleri: "il Papa non è mai solo"

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Persone e parole, voll. 1-2-3-4, Ares, 1989/2008
  • Editoriale di studi cattolici, Ares, 2006
  • Letture (1967/1997), Ares, 1998
  • Postfazione, in Alberto Caramella, Lunares Murales, Firenze, Le Lettere, 1999, pp. 307-315.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 gli è stato assegnato il Premio Internazionale Medaglia d'Oro al merito della Cultura Cattolica, un riconoscimento che in precedenza era toccato ad Augusto Del Noce, ai cardinali Joseph Ratzinger e Giacomo Biffi, a mons. Luigi Giussani, all'economista Michael Novak, allo scrittore Eugenio Corti, al maestro Riccardo Muti.

Nella motivazione, redatta dal presidente della giuria, prof. Gianfranco Morra, si legge, tra l'altro: «Studi cattolici e le Edizioni Ares sono largamente aperte alle novità moderne, ma sempre sulla base di una identità mai posta in discussione. Ciò ha consentito a Cavalleri di porre la sua attività culturale al di sopra delle banali e interessate contrapposizioni tra modernisti e tradizionalisti, tra conciliari e anticonciliari, per non dire della fuorviante dicotomia tra cultura "di destra" e "di sinistra"».

Nel 2006 gli è stato assegnato l'Ambrogino d'oro, onorificenza che il Comune di Milano assegna ai cittadini benemeriti.