Cervello di Boltzmann

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Busto di Ludwig Boltzmann, di cui l'idea ha ricevuto il nome.

Il cervello di Boltzmann è un'ipotetica entità consapevole di sé, nata a causa di fluttuazioni quantistiche da uno stato di caos.
L'idea ha ricevuto il nome del fisico Ludwig Boltzmann, secondo il quale l'universo è in uno stato molto improbabile di non equilibrio e che sia nato da una fluttuazione casuale, ovvero nello stesso modo in cui potrebbero sorgere i cervelli di Boltzmann, poiché solo quando ciò avviene casualmente il cervello può esistere per diventare consapevole dell'universo.

L'ipotesi del cervello di Boltzmann viene considerata un paradosso. La locuzione vera e propria per indicare l'ipotesi di Boltzmann venne coniata nel 2004 da Lorenzo Sorbo e Andreas Albrecht[1].

Paradosso del cervello di Boltzmann[modifica | modifica wikitesto]

I cervelli di Boltzmann sono spesso menzionati nel contesto del "paradosso" o del "problema del cervello di Boltzmann". Sono anche chiamati "bambini di Boltzmann".[2]

Il concetto sorge dal bisogno di chiarire il perché osserviamo un alto grado di organizzazione nell'universo. Il secondo principio della termodinamica dichiara che l'entropia totale in un universo chiuso non diminuisce mai. Possiamo pensare che lo stato più probabile dell'universo sia quello ad entropia alta, e dunque senza ordine. Allora perché l'entropia osservata è così bassa?

Boltzmann ha supposto che noi e il nostro mondo di entropia bassa siamo una fluttuazione casuale in un universo di entropia alta. Perfino quasi in stato di equilibrio, ci sarebbero fluttuazioni stocastiche nel livello di entropia. Le fluttuazioni più frequenti sarebbero relativamente piccole, rilasciando solo una quantità piccola dell'entropia, mentre le fluttuazioni più grandi, e di conseguenza livelli di organizzazione alti, sarebbero comparativamente più rari. Fluttuazioni grandi sarebbero quasi inconcepibilmente rare, ma possibili per le enormi dimensioni dell'universo e all'idea che siamo risultato di queste fluttuazioni, ci sarebbe uno "effetto di selezione": osserviamo questo universo molto improbabile, perché abbiamo bisogno di condizioni improbabili per sorgere.

Il paradosso del cervello di Boltzmann è che qualunque osservatore (cervelli coscienti di sé con ricordi falsi, inclusi i nostri cervelli) sia molto più probabile che esista come cervello di Boltzmann piuttosto che come risultato dell'evoluzione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Albrecht, Andreas; Sorbo, Lorenzo (2004). "Can the universe afford inflation?". Physical Review D 70 (6).
  2. ^ (EN) Boltzmann babies in the proper time measure, eScholarship, 14 luglio 2008. URL consultato il 22 agosto 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]