Ceronda (torrente)

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Ceronda
Ceronda
Stato Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Lunghezza 22 km[1]
Portata media 3,4 m³/s[2]
Bacino idrografico 142.1 km²[2]
Altitudine sorgente circa 1350[3] m s.l.m.
Nasce versante settentrionale del Monte Colombano
Sfocia nella Stura di Lanzo a Venaria Reale
45°07′48.66″N 7°38′34.26″E / 45.130182°N 7.642851°E45.130182; 7.642851Coordinate: 45°07′48.66″N 7°38′34.26″E / 45.130182°N 7.642851°E45.130182; 7.642851
Mappa del fiume

Il Ceronda (Sunder o Srunda in piemontese[4]) è un torrente del Piemonte, affluente alla destra idrografica della Stura di Lanzo. Il suo corso si sviluppa interamente nel territorio della Provincia di Torino. L'intero bacino del Ceronda ha un perimetro di 55 km.[1] Una derivazione del torrente nota come canale Ceronda ha avuto una notevole importanza nell'industrializzazione dell'area nord di Torino.

Percorso[modifica | modifica sorgente]

Nasce dalla confluenza di tre rami torrentizi (il Rio dell'Adrit, il Rio Druina e il Rio Mortlera) nei pressi dell'ex poligono di tiro di Varisella. Il principale dei tre, il Rio dell'Adrit, ha la propria sorgente poco sotto il Monte Colombano a circa 1350 m di quota. La parte montana del suo bacino è disposta in direzione SudOvest-NordEst; il torrente compie poi un ampio giro attorno al Monte Bernard e, uscito nella pianura, cambia completamente direzione assumendo un andamento generale Nord-Sud.

Lungo il suo corso di circa 22 km riceve da sinistra il Rio Tronta, che drena le acque delle montagne ad Ovest di Vallo Torinese, e da destra il proprio principale tributario, il Torrente Casternone, che si getta nel Ceronda poco a Nord di Druento.

Dopo essere entrata per pochi km nella parte storica del Parco regionale La Mandria ed averne poi segnato il confine meridionale il Ceronda sfocia all'altezza di Venaria Reale nella Stura di Lanzo ad una quota di 247 m.[3]

Comuni attraversati[modifica | modifica sorgente]

Lo sbarramento di Venaria

Il canale Ceronda[modifica | modifica sorgente]

Il ramo destro del canale Ceronda nel 2011

A partire dal 1868, per iniziativa dell'allora sindaco di Torino Giovanni Filippo Galvagno, parte delle acque della Ceronda vennero captate dal Canale Ceronda per essere distribuite a varie industrie presenti nell'area nord del capoluogo piemontese.

Il canale, tuttora esistente, si origina in destra idrografica del torrente da una traversa realizzata a Venaria Reale. Raggiunto il quartiere di Lucento il canale viene diviso in due rami da un partitore, tuttora visibile a fianco di via Pianezza.
Il ramo sinistro prosegue in destra idrografica della Dora Riparia correndo nei pressi di corso Mortara e Lungo Dora Firenze e confluisce nel canale Regio Parco, il quale a sua volta si scarica nella Dora.
Il ramo destro fu invece ultimato nel 1873 : dopo aver superato con un ponte canale la Dora Riparia, questa diramazione proseguiva correndo parallela agli attuali corso Regina Margherita e via San Donato per andare poi a scaricarsi nel Po in via degli Artisti.

Le acque dal ramo sinistro vengono ancora utilizzate in funzione antincendio e per il lavaggio della rete fognaria, mentre nella seconda metà del XX secolo il loro uso industriale ed energetico è stato progressivamente abbandonato.[5] Il ramo destro non è invece più alimentato dalle acque del torrente e il ponte-canale che attraversa la Dora è stato recuperato come pista ciclabile nell'ambito del Parco fluviale della Dora.[6]

Il canale Ceronda diede il nome alla borgata Ceronda, un'area della città nata tra il 1875 e il 1915 in posizione intermedia tra i quartieri Lucento e San Donato.[7]

Principali affluenti[modifica | modifica sorgente]

La confluenza del Casternone

Regime[modifica | modifica sorgente]

Segnale della piena del 1878 sul ponte di via Amedeo di Savoia a Venaria

Nonostante la classificazione come torrente e la variabilità di portata, di solito non va in secca, sia perché viene alimentato in modo significativo dalla falda acquifera sotterranea, sia perché riceve il contributo di vari canali di irrigazione che prelevano acqua dalla Dora Riparia. Le piene del torrente hanno causato danni anche notevoli nel corso degli eventi alluvionali che hanno coinvolto il Piemonte, in particolare nella zona della confluenza con la Stura di Lanzo.[8]

Stato ambientale[modifica | modifica sorgente]

Lo stato ambientale delle acque del torrente è stato classificato al 2008 come "BUONO" dalla Regione Piemonte.[8]

Pesca[modifica | modifica sorgente]

La Ceronda al suo ingresso nel parco della Mandria

Le acque di buona qualità della Ceronda permettono la pratica della pesca sportiva (necessaria la licenza di tipo B2). Nel suo tratto a monte possono essere catturati vaironi, alborelle e trote, mentre più a valle sono presenti anche cavedani, barbi e lasche.[9] Il luccio, che era pressoché scomparso dal torrente forse a causa della costruzione di sbarramenti e delle alluvioni che si sono succedute verso al fine del XX secolo, viene nuovamente segnalato a partire dal 2006 nel tratto del corso d'acqua compreso nel parco della Mandria.[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b AA.VV., Elaborato I.c/5 (PDF) in Piano di Tutela delle Acque - Revisione del 1º luglio 2004; Caratterizzazione bacini idrografici, Regione Piemonte, 1-7-2004. URL consultato il 7-6-2012.
  2. ^ a b AA.VV., Elaborato I.c/7 (PDF) in Piano di Tutela delle Acque - Revisione del 1º luglio 2004; Caratterizzazione bacini idrografici, Regione Piemonte, 1-7-2004. URL consultato il 7-6-2012.
  3. ^ a b c Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
  4. ^ Una piacevole sorpresa, Italo Losero; articolo su www.lacassa.net (consultato nel giugno 2012)
  5. ^ Canale Ceronda, scheda su www.museotorino.it (consultato nel giugno 2012)
  6. ^ Parco della Dora, sito del parco www.parcodora.it/parcodora_files/Parco.htm (consultato nel giugno 2012)
  7. ^ Borgata Ceronda, scheda su www.museotorino.it (consultato nel giugno 2012)
  8. ^ a b Progetto di integrazione al piano stralcio per l'assetto idrogeologico (PAI); Autorità di bacino del Fiume Po (testo on-line)
  9. ^ .Percorsi MTB, scheda sul sito istituzionale del Comune di La Cassa www.comune.la-cassa.to.it (consultato nel giugno 2012)
  10. ^ Il Drago del Fiume: alla ricerca del luccio nel Parco La Mandria, articolo su www.parcomandria.it(consultato nell'aprile 2013)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vie d’acqua minori a Torino, Città di Torino - Assessorato per l’ecologia e l’igiene urbana QE7; Vallecchi, Firenze, 1980

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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