Cerimonia di apertura dei IX Giochi paralimpici invernali

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« Breaking all limits, breaking all barriers »
(Claim della cerimonia di apertura Torino 2006)

La Cerimonia di Apertura dei IX Giochi Paralimpici invernali si è tenuta il 10 marzo 2006 alle ore 18:00 CET (17:00 UTC), presso lo Stadio Olimpico di Torino (ex Stadio Comunale). Grazie a centinaia di milioni di contatti televisivi e a 32 paesi in collegamento lo spettacolo è risultato il quarto evento sportivo più visto al mondo nel 2006. L'evento, promosso dal Comitato Organizzatore Comparto è stato ideato e prodotto da K2006 Filmmaster Group. Produttore Esecutivo Marco Balich, Produttore Associato e Regista Ric Birch, Autore e Responsabile dei Contenuti Alfredo Accatino, Art Direction Lida Castelli. Scenografia Mark Fisher, musiche originali di Enrico Cremonesi.

La produzione della Cerimonia ha coinvolto una squadra di 180 persone di staff e 2100 volontari, tra i quali 400 disabili. La Cerimonia è stata trasmessa in diretta dalla Rai. I diritti televisivi sono stati acquistati in tutti i continenti, compresa l'Africa e, per la prima volta, il Sud America, tanto da far diventare questa edizione, a livello di importanza mediatica, il terzo evento sportivo del 2006, dopo Olimpiade e Mondiali di calcio per spettatori e numero di contatti televisivi.

Indice

Programma [modifica]

Durante lo spettacolo, intitolato Breaking all limits, breaking all barriers: abbattiamo ogni pregiudizio, abbattiamo ogni barriera., i momenti protocollari della Cerimonia si sono alternati a quadri artistici legati al tema del superamento degli ostacoli e delle divisioni, mescolando performer abili e disabili, artisti professionisti e volontari.



Nel primo Segmento le bandiere delle otto precedenti edizioni dei Giochi Paralimpici invernali sono state portate sul palco da alfieri su pattini a rotelle, in mezzo a una rappresentativa di sbandieratori italiani. La bandiera italiana è stata portata nello stadio da Alvise De Vidi, vincitore della maratona alle Paralimpiadi di Atene 2004.

Si sono poi presentati sul palcoscenico l'alpinista Reinhold Messner e il pilota automobilistico Alex Zanardi che ha dato vita a un importante intervento: "Mi chiamo Alex Zanardi e "sono" un pilota automobilistico." Messner ha quindi consegnato una freccia ad una bambina, Silvia Battaglio, non vedente, che l'ha portata a Paola Fantato, cinque volte campionessa paralimpica di tiro con l'arco e in gara anche ai Giochi della XXVI Olimpiade. L'arciera ha scagliato la freccia contro la scenografia che rappresentava un gigantesco muro, simbolo di tutte le barriere, dando inizio alla coreografia che ha portato all'apertura di un varco.

È stata eseguita la sfilata delle 39 nazioni partecipanti ai Giochi Paralimpici. Le 38 delegazioni ospiti sono sfilate in ordine alfabetico, dall'Armenia all'Ungheria; la trentanovesima e ultima è stata l'Italia, nazione ospitante.

Dopo i discorsi della presidentessa del comitato organizzatore Tiziana Nasi e del presidente del Comitato Paralimpico Internazionale Phil Craven, alle 19:12 CET (18:18 UTC) il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi ha dichiarato ufficialmente "aperti i IX Giochi Paralimpici Invernali di Torino". Subito dopo è stato suonato l'inno paralimpico mentre faceva il suo ingresso nello stadio la bandiera paralimpica portata da otto esponenti dello sport paralimpico italiano, seguiti dagli sciatori Stefania Belmondo (ultimo tedoforo dei XX Giochi olimpici invernali), Paolo De Chiesa, Piero Gros e Alberto Tomba, dal pallavolista Andrea Zorzi e da una rappresentanza mista della Juventus Football Club, e di ex giocatori del Torino Football Club (guidata da Claudio Sala), essendo i granata impegnati in una gara in trasferta.

Dopo il giuramento paralimpico degli atleti e dei giudici, è entrata nello stadio la fiamma paralimpica, portata da Lorenzo Ricci accompagnato dalla sua guida. Ricci ha passato la torcia a Rolando Rueppe. Nella parte finale della staffetta, elemento fortemente innovativo nel protocollo paralimpico, sono stati coinvolti in una "catena umana" 39 atleti, uno in rappresentanza di ogni nazione presente ai Giochi, che si sono passati la torcia fino a consegnarla a Arnoldo Ruschioni, vincitore di tre medaglie d'oro ai I Giochi Paralimpici estivi che si tennero a Roma nel 1960. Ruschioni è stato raggiunto da Silvia Battaglio, la bambina che aveva portato la freccia, ed assieme hanno acceso il braciere olimpico.

Nel corso dello spettacolo si è esibito il cantante italiano Luciano Ligabue che ha cantato il suo brano Il giorno dei giorni.

La Cerimonia si è conclusa con un valzer ballato da performer disabili e non disabili, con una stella come la ballerina disabile Simona Atzori, che si è trasformata in una grande festa che ha coinvolto tutto lo stadio dando vita al più grande laser show mai presentato in Italia.

Nel crescendo musicale, mentre lo stadio diventava una grande discoteca, sono infine scesi sul pubblico 400 palloni colorati e sono state sparate in aria 2 tonnellate di kabuki e stelle filanti, che hanno fatto da cornice alla coinvolgente festa finale.

Concept Creativo [modifica]

Abbattiamo ogni pregiudizio, abbattiamo ogni barriera. Lo sport Paralimpico è agonismo allo stato puro: è voglia di vincere superando le restrizioni imposte da patologie e limitazioni fisiche, contro difficoltà logistiche e operative, contro limiti apparentemente impossibili da superare. Alla ricerca della prestazione estrema, nel segno del confronto e del miglioramento continuo. Con la volontà di elevare il gesto di ogni atleta da sfida privata a invito collettivo a lottare per un mondo migliore.

Un approccio innovativo, che ha voluto ribadire anche “visivamente” la necessità di abbattere ogni ostacolo, ogni barriera materiale, emotiva, psicologica, culturale, strutturale, architettonica, e che ha trasformato la Cerimonia Paralimpica nella "Cerimonia di Tutti". Nessuno escluso. La Cerimonia di chi non si arrende mai. Di chi, ogni giorno, lotta per crescere, per migliorarsi, per abbattere ostacoli fisici e mentali. Perché solo chi si batte per superare i propri limiti, qualsiasi essi siano, potrà un giorno sperare di cambiare il mondo.

Delegazioni [modifica]

Le trentanove delegazioni presenti in ordine di apparizione nel corso della sfilata.

Paese Portabandiera Sport
Andorra Andorra Francesca Ramirez Capitan sci alpino
Armenia Armenia Greta Khndzrtyan sci alpino
Australia Australia Michael Milton sci alpino
Austria Austria Ransa Haslacher sci alpino
Belgio Belgio Natasha De Troyer sci alpino
Bielorussia Bielorussia Liudmila Vauchok sci nordico
Bulgaria Bulgaria Aleksander Tsokanov sci nordico
Canada Canada Todd Nicholson hockey su slittino
Cile Cile Jorge Migueles sci alpino
Cina Cina Jie Zhang sci nordico
Corea del Sud Corea del Sud Sang Min Han sci alpino
Croazia Croazia Zlatko Pesjak sci alpino
Danimarca Danimarca Kenneth Orbaek curling in carrozzina
Finlandia Finlandia Sisko Kiiski sci nordico
Francia Francia Anne Floriet sci nordico
Germania Germania Martin Braxenthaler sci alpino
Giappone Giappone Yoshihiro Nitta sci nordico
Regno Unito Regno Unito Philip Saunders hockey su slittino
Grecia Grecia Ioannis Vlachos sci alpino
Iran Iran Sadegh Kalhor sci alpino
Kazakistan Kazakistan Zeinolla Seitov sci nordico
Lettonia Lettonia Maris Nimrods sci alpino
Messico Messico Armando Ruiz sci alpino
Mongolia Mongolia Sukhbaatar Nyamaa sci nordico
Norvegia Norvegia Helge Ivar Bjornstad hockey su slittino
Nuova Zelanda Nuova Zelanda Anthony Field sci alpino
Polonia Polonia Katarzyna Rogowiec sci nordico
Rep. Ceca Rep. Ceca Anna Kuliskova sci alpino
Russia Russia Valeriy Kupchinskiy sci nordico
Slovacchia Slovacchia Radomir Dudas sci alpino
Slovenia Slovenia Ziga Breznic sci alpino
Spagna Spagna Ian Santacana sci alpino
Stati Uniti Stati Uniti Christopher Devlin-Young sci alpino
Sudafrica Sudafrica Bruce Warner sci alpino
Svezia Svezia Rolf Johansson curling in carrozzina
Svizzera Svizzera Chiara Devittori sci nordico
Ucraina Ucraina Sergiy Khyzmnyak sci nordico
Ungheria Ungheria Agnes Vass sci alpino
Italia Italia Melania Corradini sci alpino

Collegamenti esterni [modifica]