Cercopi

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I Cercopi (greco: Κέρκοπες) erano, nella mitologia greca, due fratelli che vivevano nella regione delle Termopili, nell'isola di Eubea o in Asia minore.

I Cercopi erano due briganti celebri per i loro spergiuri, gli imbrogli e i furti[1], ed erano figli di Teia e Oceano. I loro nomi variano a seconda dell'autore: Passalo e Acmone, Basala e Achemone, Olo ed Euribato, Sillo e Triballo.

Un giorno, mentre Eracle, che si trovava in Lidia al servizio della regina Onfale[2], si riposava, gli sottrassero le armi. Al suo risveglio scoprì l'accaduto e, vinti i due briganti, li legò alle estremità di due aste e li mise a testa in giù dietro la schiena. Durante la loro infanzia la madre gli profetizzò che un uomo di nome Melampigo (sedere nero) li avrebbe un giorno vinti; Eracle, la cui pelle di leone scopriva i glutei, aveva il sedere abbronzato, e quando i Cercopi se ne accorsero scoppiarono a ridere. Quando Eracle chiese il motivo di tanta ilarità la risposta lo divertì tanto che lasciò liberi i fratelli.

In seguito, a causa del loro comportamento, Zeus li trasformò in scimmie e li trasportò nelle Pitecuse[3], dove la loro discendenza diede il nome all'arcipelago (isole delle scimmie). Secondo un'altra versione Zeus li trasformò in rocce[4] nei pressi delle Termopili, dove esisteva effettivamente un santuario dedicato ai Cercopi[5].

Alcune loro rappresentazioni ci giungono dal tempio C di Selinunte e dalla casa degli affreschi di Akrotiri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luciano, Alessandro o il falso profeta
  2. ^ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, II, 6.3
  3. ^ Ovidio, Metamorfosi, XIV, 92
  4. ^ Ferecide, frammento
  5. ^ Erodoto, Storie, VII, 216

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

mitologia greca Portale Mitologia greca: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mitologia greca