Centrophorus granulosus

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Centroforo
Centrophorus gran.JPG
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Classe Chondrichthyes
Sottoclasse Elasmobranchii
Superordine Selachimorpha
Ordine Squaliformes
Famiglia Centrophoridae
Genere Centrophorus
Specie Centrophorus granulosus
Nomenclatura binomiale
Centrophorus granulosus
(Bloch & Schneider, 1801)
Areale

Centrophorus granulosus distmap.png

Il Centroforo (Centrophorus granulosus (Bloch & Schneider, 1801)) è un pesce cartilagineo appartenente alla famiglia Centrophoridae.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Mandibola di Centrophorus granulosus

È uno squalo che non raggiunge grandi dimensioni, raggiunge al massimo 1,5 metri di lunghezza. Come tutti gli squali appartenenti all'ordine Squaliformes è privo di pinna anale. Presenta due pinne dorsali munite anteriormente di un aculeo, che può usare per difesa quando si sente minacciato. Presenta due pinne pelviche e due pinne pettorali ampie ed angolate. La pinna caudale presenta il lobo ventrale più piccolo di quello dorsale. Ha un muso lungo e largo, dentelli cutanei ampiamente spaziati e piatti, caratteristica distintiva di questa specie da altre dello stesso genere.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

In Centrophorus granulosus vive in acque profonde al di sotto dei 200 m e fino a profondità anche di 1.200 m. È una specie ovovivipara, dando alla nascita piccoli già in grado di nuotare. La principale fonte alimentare sono i pesci ossei. È diffuso nel nord del Golfo del Messico, nell'Oceano Atlantico orientale dallo Zaire settentrionale fino alla Francia, nell'Oceano Indiano, intorno all'isola del Madagascar e Aldabra, e nell'Oceano Pacifico meridionale nella zona di Honshū.[1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ F. Serena, Field identification guide to the sharks and rays of the Mediterranean and Black Sea. FAO Fischery purposes. ISBN 92-5-105291-3. ISSN: 1020-6868

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