Centrophorus acus

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Centroforo ago
Immagine di Centrophorus acus mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Ittiopsidi
Classe Chondrichthyes
Sottoclasse Elasmobranchii
Superordine Selachimorpha
Ordine Squaliformes
Famiglia Centrophoridae
Genere Centrophorus
Specie Centrophorus acus
Nomenclatura binomiale
Centrophorus acus
Garman, 1906
Sinonimi

Centrophorus drygalskii
Engelhardt, 1912
Centrophorus steindachneri
Pietschmann, 1907

Areale

Centrophorus acus distmap.png

Il centroforo ago (Centrophorus acus Garman, 1906) è uno squalo appartenente alla famiglia Centrophoridae, diffuso nelle acque del Pacifico e dell'Atlantico. Questa specie è conosciuta anche con il nome di pescecane ago o squalo ago

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Presenta una colorazione scura tendente al marrone, molto simile ai fondali in cui vive (forma di mimetismo ambientale). Le femmine raggiungono dimensioni superiori ai 150 cm; i maschi sono più grandi e possono raggiungere anche dimensioni superiori a 160 cm. Caratteristica particolare di questa specie è la colorazione degli occhi: un azzurro molto vivace. La pinna caudale è molto sviluppata.
La bocca è molto piccola e provvista di due file di denti molto sottili e rivolti ambedue verso il basso (per facilitare la caccia lungo il fondale marino).

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Prediligono i periodi notturni per cacciare le proprie prede (principalmente piccoli pesci e calamari). Secondo recenti studi effettuati da Yano e Tanaka nel 1986, questa specie di squalo vive generalmente nella colonna d'acqua che dista dai 10 ai 50 m dal fondale marino. Alcuni esemplari sono stati trovati a profondità superiori, dai 500 ai 630 m, con alcune eccezioni che superavano i 900 m di profondità.

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

La pesca eccessiva intorno alle coste di Giappone e Taiwan lo hanno portato a essere classificato come una specie a rischio di estinzione. Molto pregiato viene considerato l'olio estratto dal fegato del selacio. Per tutti questi motivi non vi è un urgente bisogno di cattura indirizzate ad una adeguata classificazione e valutazione.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Vive principalmente in acque profonde lontano dalle costa. Poco conosciuto, il suo habitat si trova intorno alle acque del Pacifico occidentale vicino a Giappone, Taiwan, Filippine, ma pochi esemplari sono stati pescati lungo le coste dell'Australia settentrionale.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

I dati per creare una tassonomia esaustiva della specie risultano insufficienti. Pochi esemplari adulti sono stati catturati, poiché si tratta di una specie molto rara, con dimensioni molto grandi rispetto agli altri esemplari di specie affini. Si ritiene che fondamentalmente lo scarso numero di esemplari sia da mettere in relazione ai fattori inerenti alla riproduzione. Da recenti esami effettuati sulle gonadi, le femmine risultano poco feconde; in aggiunta a ciò, raggiungono la maturità sessuale molto tardi (circa 20 anni dopo la nascita).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Horodysky, A.Z. & Burgess, G.H., Centrophorus acus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Compagno, L.J.V., 1984. FAO Species Catalogue. Vol. 4. Sharks of the world. An annotated and illustrated catalogue of shark species known to date. Part 1 - Hexanchiformes to Lamniformes. FAO Fish. Synop. 125(4/1):1-249. Roma: FAO.
  • Compagno, L.J.V., 1999. Checklist of living elasmobranchs. p. 471-498. In W.C. Hamlett (ed.) Sharks, skates, and rays: the biology of elasmobranch fishes. John Hopkins University Press, Maryland.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]