Centro Televisivo Vaticano

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Centro Televisivo Vaticano
Logo CTV 2013.jpg
Paese Città del Vaticano Città del Vaticano
Lingua varie
Tipo tematico
Target fedeli cattolici
Versioni CTV 16:9 576i (SDTV)
(Data di lancio: 1983)
CTV HD 16:9 1080i (HDTV) e 2160p (SHDTV sperimentale)
(Data di lancio: 2011)
Editore Santa Sede
Direttore Dario Edoardo Viganò
Sito ctv.va, vatican.va/news_services
Diffusione
Terrestre
Tivù
CTV - Radio Vaticana
UHF 45 (Provincia di Roma e territori limitrofi)
DVB-T - FTA
555 HDTV, 16:9 1080i
Streaming
mediastream.vatican.va CTV (Feed H.264)
Centro Televisivo Vaticano CTV (YouTube)

Il Centro Televisivo Vaticano, in sigla CTV, è dal 1996 un organismo della Santa Sede nonché televisione ufficiale dello Stato della Città del Vaticano; fu fondato nel 1983. Lo scopo principale del CTV è di «contribuire all'annuncio universale del Vangelo, documentando con le immagini televisive il ministero pastorale del Sommo Pontefice e le attività della Sede Apostolica».[1] ca]] in mondovisione, e con TV2000, canale TV gratuito italiano di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana, che ne ritrasmette parte del palinsesto.

Attuale presidente del consiglio di amministrazione del Centro Televisivo Vaticano è l'arcivescovo Claudio Maria Celli, mentre l'attuale direttore della rete è il sacerdote Dario Edoardo Viganò[2].

Attualmente il CTV ha un rapporto di regia con Rai Vaticano, che provvede alla distribuzione dei grandi eventi della Chiesa cattolica.

Palinsesto e attività[modifica | modifica sorgente]

Il canale trasmette tutto l'anno, per 24 ore al giorno.

Scopo principale del CTV è riprendere in diretta le attività del papa (recita dell'Angelus, udienze generali, sante messe ecc...), ivi comprese le visite pastorali, in Italia e all'estero, e più in generale tutti gli eventi e manifestazioni che si svolgono in Vaticano. Il segnale audio-video viene distribuito a beneficio dei network televisivi e delle agenzie giornalistiche di tutto il mondo. Se non vi sono eventi da trasmettere, il CTV propone sui suoi canali un'immagine fissa proveniente da una telecamera puntata su piazza San Pietro.

Il CTV si occupa altresì di produrre documentari in varie lingue e di offrire assistenza tecnica agli organi stampa che mandano loro inviati nella Città del Vaticano.

Possiede un archivio di registrazioni audiovisive dall'anno 1984 in poi, conservato in ambienti ad atmosfera controllata e catalogato con sistemi informatici. La segreteria della struttura può rilasciare su supporti home video porzioni di registrazione provenienti da detto archivio.

Verso fine 2013 il CTV ha annunciato di voler intraprendere la digitalizzazione totale del proprio archivio audio-video, per renderlo fruibile ad un pubblico sempre più largo. Contestualmente, ha inaugurato un nuovo sito web ufficiale[3].

Tecniche di trasmissione[modifica | modifica sorgente]

L'emittente trasmette in digitale terrestre da Castel Gandolfo (UHF 45), mediante un ripetitore posizionato sul Palazzo Pontificio. All'interno del multiplex sono presenti varie versioni dell'emittente (con qualità e lingua dell'audio variabili) e Radio Vaticana; la copertura è limitata alla provincia di Roma e i territori limitrofi ad essa. il ctv ha reclamato un canale tv e un canale radio a copertura nazionale per contratto ma ancora il governo italiano non ha dato risposta.

Alcune trasmissioni e dirette del canale sono ripetute in simulcast, su tutto il territorio italiano, dall'emittente TV2000 e in tutta Europa, Nord America e Australia dal segnale satellitare di Telepace. Il canale è altresì visibile in streaming online (in diversi formati con qualità audio-video variabili) sul sito istituzionale della struttura, sul portale web del Vaticano e sul canale ufficiale YouTube.

Dal 17 aprile 2011 il CTV ha introdotto le trasmissioni in formato 16:9 (via via in maniera definitiva) e in standard HD a 1080i, sul canale CTV HD (LCN 555). In occasione della prima messa di papa Francesco, nel 2013, ha sperimentato anche la trasmissione in Super HD, annunciando poi di voler estendere sempre di più l'adozione di questo standard[3].

Loghi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Statuto del Centro Televisivo Vaticano; 1º giugno 1998.
  2. ^ Nomina del direttore del Centro Televisivo Vaticano e segretario del consiglio d'amministrazione
  3. ^ a b http://www.corrierecomunicazioni.it/media/23375_centro-televisivo-vaticano-avanti-tutta-sull-ultra-hd.htm

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]