Centro sperimentale di cinematografia

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Fondazione
Centro sperimentale di cinematografia
Scuola nazionale di cinema
Cineteca Nazionale

Anno di fondazione: 1935
Presidente: Stefano Rulli
Preside S.N.C.: Caterina D'Amico
Vice Preside S.N.C.: Giovanni Oppedisano
Direttore generale: Marcello Foti
Direttore Lombardia: Bartolomeo Corsini
Direttore Piemonte: Sergio Toffetti
Direttore Sicilia: Ivan Scinardo
Consiglio di amministrazione: Olga Cuccurullo, Nicola Giuliano, Aldo Grasso, Carlo Verdone

Corsi: regia sceneggiatura recitazione fotografia scenografia costume montaggio suono produzione fiction TV animazione reportage

Il Centro sperimentale di cinematografia (CSC), oggi fondazione con sede centrale a Roma, è la più antica scuola italiana di insegnamento, ricerca e sperimentazione nel campo della cinematografia. Attualmente è una fondazione che opera attraverso due principali settori: la Scuola nazionale di cinema e la Cineteca Nazionale. Il Centro ha attualmente, oltre alla sede centrale, altre quattro sedi: il dipartimento Piemonte (settore animazione), il dipartimento Lombardia (settore TV), il dipartimento Sicilia (settore documentario), il dipartimento Abruzzo (settore reportage audiovisivo).

Storia[modifica | modifica sorgente]

La data di fondazione ufficiale è il 3 aprile 1935 anche se la Scuola nazionale di cinema, all'epoca "Scuola nazionale di cinematografia", era attiva già da qualche tempo. Come per Cinecittà il progetto era fortemente voluto da Benito Mussolini ma soprattutto da Galeazzo Ciano. L'edificio che lo ospita sorse infatti nel 1935 contemporaneamente a Cinecittà di fronte agli studi cinematografici nella periferia romana.

Dal 1935 al 1945[modifica | modifica sorgente]

La Scuola nazionale di cinema deve la sua prima ideazione al regista Alessandro Blasetti che nel 1930 insieme alla collaborazione di Anton Giulio Bragaglia istituisce come branca del conservatorio Santa Cecilia un corso di recitazione. Nel 1934 Luigi Freddi, posto come direttore della Direzione nazionale per la cinematografia, che riunisce le competenze sul cinema prima suddivise fra i vari ministeri, crea al suo posto il Centro sperimentale di cinematografia cui mette a capo Luigi Chiarini. Sotto le dirette dipendenze del Ministero della Stampa e la propaganda vista la mancanza di un organo di formazione dei mestieri del cinema, nel 1935 viene indetto un bando di concorso per 50 persone per cinque branche: recitazione, ottica, fonica, scenotecnica e produzione. I corsi sono tenuti nella sede provvisoria in via Foligno 40 a Roma e durano due anni; materie come estetica, storia del cinema e storia dell'arte sono in comune a tutte le specializzazioni. Nel 1937 con una parte dei fondi ricavati dalle casse del Casinò di Venezia gli architetti Antonio Valente e Pietro Ascheri iniziano la progettazione del complesso in via Tuscolana.

Sebbene controllato dagli organi statali per il finanziamento, Luigi Chiarini, in profondo contrasto con le direttive cinematografiche prettamente propagandistiche, chiama ad insegnare Umberto Barbaro, traduttore fra l'altro di Sergej Ejzenštejn e Béla Balázs, che con Alessandro Blasetti promuove un passaggio dalla propaganda al cinema politico ed educativo.

Nel 1938 L'ultima nemica di Barbaro e La peccatrice di Amleto Palermi vengono girati negli stabilimenti del Centro. Due anni dopo, nel 1940, Benito Mussolini inaugura la sede definitiva a Roma. Nel 1942 viene prodotto Via delle cinque lune con la regia dello stesso direttore Luigi Chiarini e la collaborazione di docenti, allievi ed diplomati. Nel 1943 il CSC viene saccheggiato dai tedeschi e la sua cineteca perde materiali unici.[1] Si ritiene che i film andarono distrutti nel corso degli eventi bellici e inutili furono tutti i tentativi di rintracciarli nel dopoguerra.

Una lista degli studenti iscritti in questo periodo:

Gli insegnanti:

Dal dopoguerra al 1968[modifica | modifica sorgente]

Dal dopoguerra e per circa un ventennio il conflitto politico in Italia determina una continua alternenza nella gestione del CSC; alla riapertura della fondazione nel 1946 viene eletto Umberto Barbaro che riattiva i corsi biennali nel 1947. Nel 1949 viene istituita per legge una Cineteca Nazionale che prevede il deposito di film di nazionalità italiana. Essendo per data di fondazione la seconda più antica istituzione specializzata nella formazione professionale in ambito cinematografico dopo il prestigioso istituto VGIK di Mosca - fondato nel 1919 -, molti sono gli stranieri che fanno domanda di ammissione alla scuola. Gabriel García Márquez e Fernando Birri, diplomati fondano la scuola di cinema di Cuba.

Gli allievi da annoverare:

I docenti:

Dal 1968 al 1974[modifica | modifica sorgente]

Nel 1968, durante la contestazione che coinvolge l'intero sistema cinematografico italiano, Roberto Rossellini è nominato commissario straordinario del CSC. La sua gestione improntata sulla multimedialità e sull'importanza della televisione riscontra grosse difficoltà a causa del clima derivato dalla contestazione studentesca e dalle divergenze degli stessi intellettuali.

In questi anni si fanno luce i diplomati Carlo Verdone, Beppe Cino e Roberto Faenza, mentre fra gli insegnanti si vedono le partecipazioni di Vittorio Storaro, Carlo Lizzani, Ennio Guarnieri, Furio Scarpelli.

Sono di questo periodo molti diplomati CSC che sono accreditati (fino al 1975, vedi paragrafo Gli accrediti CSC) in numerosissimi film dell'epoca, i cui nomi sono però noti quasi esclusivamente agli appassionati del cinema italiano degli anni settanta (Rosita Toros, Luigi Antonio Guerra, Lorenzo Piani, Vittorio Fanfoni, Carla Mancini eccetera: vedi http://www.caratteristi.it).

Gli anni Ottanta e Novanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1982 viene composto un consiglio di amministrazione e formato un nuovo organigramma. Nel 1983 viene emesso un bando di concorso che poi verrà ampliato durante tutto il ventennio.

I corsi attuali della Scuola nazionale di cinema con sede a Roma sono:

  • Regia
  • Fotografia
  • Sceneggiatura
  • Produzione
  • Montaggio
  • Scenografia
  • Costume
  • Tecnico del suono
  • Recitazione (divisa in 2 classi)
  • Animazione**

tutti con posti variabili tra i 6 e i 10 allievi a corso e di durata triennale, eccetto i corsi di sceneggiatura e tecnico del suono che sono di durata biennale.

La fondazione e decentramento[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997 viene cambiato lo stato giuridico in fondazione Scuola nazionale di cinema, fino al 2004 quando riacquista il nome di Centro sperimentale di cinematografia e viene avviato un decentramento delle attività.

Le sedi[modifica | modifica sorgente]

La sede di Torino è stata fondata per lo sviluppo delle tecniche di animazione sia tradizionale che computer grafica. La sede della Sicilia è a Palermo dal 2008 vi è il Centro di documentario storico artistico e docu-fiction, finanziato dalla Regione Siciliana. L'ammissione ai corsi post laurea (a numero chiuso) prevede un seminario propedeutico dopo una selezione sia scritta che orale insieme alla presentazione di materiale inerente all'ambito specifico.

La sede Lombardia[modifica | modifica sorgente]

La sede Lombardia del CSC, nata nel 2004 da un accordo tra la Fondazione Centro sperimentale di cinematografia e la Regione Lombardia, ha come obiettivo lo sviluppo della fiction televisiva, della comunicazione cinematografica d'impresa come il documentario e la pubblicità. La sede Lombardia ha un legame privilegiato con il territorio. Le attività della Sede si articolano su tre diversi livelli: ricerca, formazione, produzione e comunicazione. La sede si è trasferita recemente in viale Fulvio Testi a Milano nell'ex Manifattura Tabacchi.

Ex allievi[modifica | modifica sorgente]

I docenti[modifica | modifica sorgente]

Occupazione del 2010[modifica | modifica sorgente]

Gli studenti della Scuola nazionale di cinematografia si sono riuniti il 31 maggio 2010 in seguito alla notizia del taglio dei fondi pubblici destinati alla Fondazione Centro sperimentale di cinematografia previsti dal Ministero dell'Economia. Col sostegno di alcuni insegnanti e di personalità dello spettacolo (Francesco Rosi, Lina Wertmuller, Giuliano Montaldo, Roberto Andò, Gianni Zanasi, Valerio Mastandrea, Elio Germano, Citto Maselli, Carolina Crescentini, Paolo Sorrentino, Umberto Contarello, Gianluca Arcopinto e molti altri) gli studenti hanno occupato il Centro sperimentale.[2][3][4]

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Il CSC pubblica libri e riviste cinematografiche, tra cui Bianco e Nero, rivista quadrimestrale di critica e tecnica cinematografica nata nel 1937 (particolarmente interessanti i suoi numeri degli anni sessanta).

Degna di nota è la biblioteca "Luigi Chiarini" specializzata in cinema, che conta attualmente oltre 86.000 pubblicazioni. Grazie all'acquisizione di numerosi fondi librari e documentari, la biblioteca si è trasformata in uno dei più grandi centri di ricerca e documentazione sul cinema nel mondo.

Gli accrediti CSC[modifica | modifica sorgente]

La sigla CSC è leggibile nei crediti di moltissimi film italiani, editi fino al 1975: la si trova accanto ai nomi di alcuni attori o, meno frequentemente, accanto ai nomi dei componenti del cast tecnico. Ciò perché, a norma del 4º comma del Titolo II Art. 4 della legge del 4 novembre 1965 n. 1213 ("Nuovo ordinamento dei provvedimenti a favore della cinematografia"), per accedere ai vantaggi stabiliti dalla legge stessa, relativi al riconoscimento della nazionalità del film ed alla conseguente programmazione obbligatoria e/o agevolata - almeno due elementi del cast tecnico o artistico dovevano "risultare diplomati, al momento del loro impiego, presso il Centro sperimentale di cinematografia da non oltre cinque anni". Una norma successiva (legge del 21 giugno 1975 n. 287) ha poi modificato la precedente, sopprimendo il comma in questione, ponendo fine all'impiego obbligatorio dei CSC e conseguentemente al loro accredito nei titoli di testa e di coda di un film.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1], [2], [3]
  2. ^ Conferenza stampa, 1 giugno 2010
  3. ^ Occupazione creativa al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma
  4. ^ Comunicato degli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia, 31 maggio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gianpiero Brunetta, Storia del cinema italiano. 2. Il cinema del regime 1929-1945. Editori Riuniti, 2001. ISBN 8835950465
  • Orio Caldiron, Storia del cinema italiano. Vol. V. Marsilio Editore, 2006. ISBN 8831787489
  • Mario Verdone, Storia del cinema italiano. Newton & Compton, 1995. ISBN 8879838105

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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