Centro italiano ricerche aerospaziali

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Coordinate: 41°07′16.18″N 14°10′29.21″E / 41.12116°N 14.17478°E41.12116; 14.17478

CIRA scpa
Centro italiano ricerche aerospaziali
Stato Italia Italia
Tipo società consortile per azioni
Fondazione luglio 1984 a Capua
Fondata da ASI e CNR
Sede principale Capua
Settore aeronautica
aerospaziale
Prodotti programmi spaziali
programmi aeronautici
elicotteristica
Slogan «new concepts for the future»
Sito web www.cira.it

Il Centro italiano ricerche aerospaziali, o CIRA, è una società consortile per azioni, a maggioranza pubblica, che opera nel campo delle ricerche aerospaziali presso Capua nella provincia di Caserta.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il CIRA fu fondato nel 1984, nell'ambito del Programma nazionale di ricerche aerospaziali, grazie ad un protocollo d'intesa firmato da enti privati (Boeing, Nasa ed altre aziende aerospaziali) e pubblici (Regione Campania che detiene tuttora circa il 30% delle azioni). Presieduto inizialmente da Luigi Napolitano, poi da Carmine Golia, attualmente conta circa 340 impiegati tra tecnici e ricercatori. Dal CIRA sono fuoriusciti importanti progetti quali, ad es., l'Icing Wind Tunnel e la formazione di ghiaccio sulle ali degli aeroplani. Recentemente il CIRA ha elaborato un piano per l'utilizzo di biplani e velivoli leggeri, da 2-6 posti con ipotesi di ammaraggio, per decongestionare il traffico aereo dell'Aeroporto di Capodichino che permetterebbe di rilanciare l'economia offrendo pacchetti ad hoc per i turisti.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

La sede e i laboratori del centro sono situati a circa 50 km a nord di Napoli presso la città di Capua, zona scelta per l'alta concentrazione di aziende aerospaziali e la presenza di ben due università con corsi di ingegneria aerospaziale, Federico II e la Seconda Università di Napoli.

Il centro si sviluppa su circa 600.000 m2, un'area che, oltre agli uffici del personale, ospita diversi laboratori scientifici dove vengono effettuati gli esperimenti.

I laboratori teorico numerici[modifica | modifica sorgente]

Laboratori di questo tipo permettono di condurre analisi teoriche in svariati campi. È qui che, nelle fasi iniziali, si sviluppa il progetto e se ne valutano, sempre a livello teorico, la fattibilità, i limiti e i pregi. Solo una volta che queste analisi hanno dato esito soddisfacente si passa alla fase successiva della sperimentazione nei laboratori di terra. I principali campi in cui sono effettuate le analisi sono:

I laboratori di terra[modifica | modifica sorgente]

Di solito la seconda fase di un progetto consiste nello sperimentarne la validità in condizioni ambientali controllate, ottenibili solo all'interno di appositi laboratori a terra.

Qui i progetti sono testati in particolari condizioni, decise di volta in volta in base alle caratteristiche dello stesso. Molto spesso ciò richiede condizioni estreme a causa dei forti stress di natura differente che, per loro stessa natura, sarebbero difficili da ottenere in un ambiente non artificiale, e, comunque, mai regolabili o gestibili con la stessa facilità e precisione di un laboratorio a terra.

Molti dei laboratori di terra del CIRA sono unici al mondo per dimensione o capacità di impiego e spesso sono utilizzati per progetti di paesi molto sviluppati in campo aerospaziale che, nonostante le proprie capacità e risorse, si affidano al CIRA per effettuare esperimenti inattuabili in altri centri di ricerca.

Icing Wind Tunnel (IWT)[modifica | modifica sorgente]

Qui sono effettuati gli esperimenti che simulano la bassa temperatura delle quote superiori della troposfera e le condizioni di formazione di ghiaccio sulle superfici portanti degli aeromobili all'interno delle nubi.

Galleria ipersonica al plasma[modifica | modifica sorgente]

Scirocco[modifica | modifica sorgente]

Scirocco è un impianto che appartiene alla classe delle galleria al plasma. Per certi versi è l'opposto del IWT: qui infatti, come evocato dal nome, si fanno esperimenti ad altissima temperatura e a velocità tipiche di un rientro in atmosfera dallo spazio, piuttosto che di un volo in troposfera.

Scirocco è il PWT più potente al mondo, con un arco elettrico della potenza di 70 MW: il secondo impianto più grande in Europa, appartenente alla stessa classe di funzionamento, dispone di un arco elettrico della potenza di "soli" 3 MW.

Ghibli[modifica | modifica sorgente]

Ghibli è una struttura dalle stesse caratteristiche di Scirocco ma con una minor potenza installata (2 MW).

Pilot Transonic Wind (PT1)[modifica | modifica sorgente]

È una galleria del vento per regimi che vanno dal subsonico al supersonico caratterizzata da alta versatilità operativa e costi di gestione relativamente contenuti utilizzata principalmente per effettuare prove aerodinamiche e di acustica.

Laboratorio d'Impatto di Strutture Aerospaziali (LISA)[modifica | modifica sorgente]

È il crash test per aeromobili, in cui si valutano le caratteristiche di impatto e di resistenza all'impatto delle strutture degli aeromobili.

Laboratori di Volo[modifica | modifica sorgente]

Come già accennato, il CIRA è uno dei pochi centri di ricerca al mondo ad avere dei laboratori di volo che consistono in aeroplani e navette spaziali in grado di testare, in un ambiente reale, le tecnologie sviluppate e testate precedentemente nei laboratori di calcolo teorico e di terra di cui dispone il centro. L'utilizzo di questi laboratori è suddiviso in due programmi principali.

Programma "velivolo aereo non pilotato" (APR)[modifica | modifica sorgente]

Consiste nella creazione di una famiglia di velivoli pilotati da intelligenza artificiale da utilizzare come piattaforma per la sperimentazione di tecnologie aeronautiche soprattutto di quelle il cui utilizzo è previsto all'interno della troposfera.

Programma "velivolo spaziale senza pilota" (USV)[modifica | modifica sorgente]

Programma ambizioso che prevede la creazione di una famiglia di navette spaziali in grado di testare diverse configurazioni di volo soprattutto quelle riguardanti il rientro in atmosfera dallo spazio. Su questi veicoli verranno testate principalmente le nuovissime tecnologie in campo di materiali termo-resistenti, il sistema automatico di volo di cui dispone l'USV e, naturalmente, la particolare configurazione aerodinamica che si verrebbe a creare in un volo ad alto numero di Mach.

Le prime fasi del programma prevedono il lancio del primo modello tramite pallone aerostatico dalle basi italiane di Salto di Quirra, in Sardegna, e Trapani Milo in Sicilia.

La seconda fase punta sul lancio della navicella tramite un propulsore Vega dalla base spaziale europea di Kourou e il rientro in atmosfera dopo un breve volo orbitale, mantenendo una configurazione di discesa planata e più lenta di quello degli Space Shuttle. Questo consente una migliore dissipazione della velocità e, quindi, un minore riscaldamento dello scudo termico che protegge la navicella durante il rientro.

Dal 2005, il Centro italiano ricerche aerospaziali è anche uno dei soci del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC).

Prospettive sul CIRA[modifica | modifica sorgente]

Il CIRA è uno dei pochi centri di ricerca aerospaziale al mondo ad avere laboratori sia di terra che di volo, la cui sinergia, grazie anche a quelli teorico-numerici, permette di avviare progetti scientifici altamente tecnologici e innovativi, sviluppandoli e seguendoli fino alla fase di commercializzazione. Tali caratteristiche, oltre che alle capacità dello staff che vi lavora, rendono il centro molto importante anche a livello internazionale.

Emerografia[modifica | modifica sorgente]

  • ”Il Mattino”, 6 gennaio 2012, Taxi del cielo, decollano business e turismo.
  • ”Il Mattino”, 13 novembre 1997, Due gallerie per le tecnologie del futuro.

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]