Centrale nucleare di Krško

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Centrale nucleare di Krško
L'impianto di Krško
L'impianto di Krško
Informazioni generali
Stato Slovenia Slovenia
Località Krško
Coordinate 45°56′18″N 15°30′56″E / 45.938333°N 15.515556°E45.938333; 15.515556Coordinate: 45°56′18″N 15°30′56″E / 45.938333°N 15.515556°E45.938333; 15.515556
Situazione operativa
Proprietario GEN Energija
Gestore NEK
Anno di costruzione 1975-1981
Inizio produzione commerciale 1983
Reattori
Fornitore Westinghouse
Tipo PWR
Modello Westinghouse 212
Attivi 1 (688 MW)
In progettazione 1 (1000 MW)
Produzione elettrica
Nel 2009 5459 GWh
Totale 127.8 TWh
Ulteriori dettagli
Scadenza licenza 2023
Pagina web
(HRENSL) Sito ufficiale
Dati aggiornati al 18 giugno 2010

La centrale nucleare di Krško è sita a Krško, Slovenia. La centrale è stata connessa alla rete il 2 ottobre 1981, entrando in operatività il 15 gennaio 1983; è stata costruita come joint venture dalla Slovenia e dalla Croazia entrambe parti della Jugoslavia a quel tempo. È dotata di un reattore ad acqua pressurizzata Westinghouse di costruzione canadese da 696 MW elettrici netti contenente 48,7 tonnellate di "combustibile" a base di ossido d'uranio

La co-proprietà dell'impianto[modifica | modifica wikitesto]

La compagnia operativa della centrale Nuklearna Elektrarna Krško (NEK) è co-posseduta dalla compagnia slovena 'Gen-Energija', come parte della compagnia statale Elektro-Slovenija (ELES) e della compagnia statale croata Hrvatska elektroprivreda (HEP).

La centrale nucleare provvede a più di un quarto della elettricità slovena e a circa un quinto di quella croata.

La ragione per cui la centrale è co-posseduta dai due paesi è che le allora costituenti Repubbliche Federate della Jugoslavia avevano pianificato di costruire due centrali distinte, una in ogni Repubblica, secondo un accordo del 1970, ma il piano fu abbandonato dopo un referendum in Slovenia nel 1987 in seguito anche alle proteste per lo smaltimento dei rifiuti nucleari, smaltiti solo nelle vicinanze della centrale.

Nel 1997, ELES e NEK decisero di suddividere i costi tra ELES e HEP, ma quest'ultima rifiutò di pagare. Nel 1998 il governo sloveno ha nazionalizzato la NEK, chiudendo le forniture di elettricità alla HEP, dato che quest'ultima continuava a non pagare. Nel gennaio 2001, i leader dei due paesi si sono accordati per una gestione comune della centrale nucleare di Krško, per una responsabilità congiunta nella gestione dei rifiuti e per una compensazione dei debiti pregressi.

La gestione congiunta della centrale è perciò cominciata il 1º gennaio 2002, ma in seguito a proteste da parte della popolazione slovena la connessione con la Croazia è stata ristabilita solo nel 2003.

I rifiuti nucleari della centrale sono attualmente stoccati in loco ed entro il 2011 il sito raggiungerà la sua capienza rendendo necessario un altro sito. Tra l'altro la Croazia dovrà tenere fede agli accordi del 2001 e prendersi cura di metà dei rifiuti.

Futuro dell'impianto[modifica | modifica wikitesto]

Il futuro di questa centrale non è ancora certo, da molti anni sono stati evidenziati dagli Stati vicini le preoccupanti condizioni in cui versa, situazione messa in rilievo da numerosi episodi di allarme; fra i più recenti ricordiamo nel 2008 una fuga di acqua di raffreddamento del reattore, nel 2007 la centrale venne isolata e chiusa per un mese per interventi urgenti e non verrà comunicato mai come sarebbe da procedura in sede europea le precise motivazioni; nel 2005 il reattore è stato arrestato per problemi al sistema di contenimento di una ventola per il trattamento dei vapori. La Slovenia ha cercato di sopire le proteste esponendo un piano che prevede di togliere dal servizio ed in seguito demolire la centrale a partire dal 2023. Queste intenzioni però vanno in contrasto con la recente pubblicazione dell'ente governativo per l'energia nucleare slovena che prevede entro il 2017 il raddoppio della centrale e possibili accordi con partner internazionali per la vendita di energia.

Espansione dell'impianto[modifica | modifica wikitesto]

È in discussione la possibile espansione dell'impianto con un secondo reattore da 1000 MW di potenza, di proprietà interamente slovena. Si sono rincorse anche voci di una possibile partecipazione italiana (in particolare della regione Friuli-Venezia Giulia) nella costruzione, proprietà e gestione del nuovo reattore.

Incidente nucleare del 4 giugno 2008[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 giugno 2008 una perdita nel sistema di refrigerazione primario del reattore ha fatto scattare un allarme internazionale ed attivare la procedura di spegnimento dell'impianto[1] ma non è stata riscontrata alcuna fuga radioattiva nell'ambiente circostante e l'evento è stato classificato a livello 0 (deviazione non significativa per la sicurezza) nella scala INES dell'IAEA. Secondo l'agenzia di controllo nucleare slovena, non vi è stato rilascio di materiale radioattivo nell'ambiente ammettendo comunque che si è verificato ciò che nessuno si aspetta. Sempre secondo l'agenzia per l'energia nucleare slovena l'evento non ha influenzato i lavoratori, la popolazione vicina o l'ambiente.

Le autorità slovene hanno inizialmente fatto passare l'incidente per una esercitazione e solo alcune ore dopo in seguito a domande di chiarimenti da parte delle autorità austriache hanno avvisato le istituzioni internazionali, compresa l'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA) e l'ECURIE. .[2] L'Unione europea ha quindi notificato (tramite ECURIE) gli altri Stati membri dell'UE e diverse agenzie di stampa di tutto il mondo hanno poi riferito dell'incidente.

Secondo Greenpeace la procedura di allertaggio dell'UE fu insolita. Sorprendentemente, le autorità croate non furono direttamente informate circa l'incidente, anche se la Croazia partecipa al sistema ECURIE. Molti croati infatti sentirono le prime notizie attraverso i media stranieri e gli espatriati, anche se Krsko si trova a soli 15 km dal confine con la Croazia.

Secondo alcuni gruppi di esperti appartenenti ad enti nazionali all'interno dell'Unione europea, quali l'Autorité de sûreté nucléaire francese questo incidente è stato comunicato in forma errata dall'ECURIE in quanto l'ente ha l'obbligo di trasmettere le informative in forma completa non omettendone parti.[senza fonte] Le autorità slovene hanno chiuso la questione relegandola ad una fuga di acqua di raffreddamento del reattore da alcune pompe e rifiutando la richiesta di ispezione da parte delle autorità europee su eventuali malfunzionamenti delle strutture.

È stata riattivata il 9 giugno dello stesso anno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Incidente in una centrale nucleare. A Krsko paura ma «nessun rischio», Corriere della Sera, 4-06-2008. URL consultato il 4-06-2008.
  2. ^ Slovenia, incidente in una centrale nucleare., Ansa, 05-06-2008. URL consultato il 05-06-2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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