Centrale elettronucleare Latina

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Centrale elettronucleare Latina
I destra l'impianto con il reattore Magnox, a sinistra invece il CIRENE.
I destra l'impianto con il reattore Magnox, a sinistra invece il CIRENE.
Informazioni generali
Stato Italia Italia
Località Borgo Sabotino (frazione del comune di Latina)
Coordinate 41°25′31.21″N 12°48′25.35″E / 41.425337°N 12.807043°E41.425337; 12.807043Coordinate: 41°25′31.21″N 12°48′25.35″E / 41.425337°N 12.807043°E41.425337; 12.807043
Situazione chiusa
Proprietario SOGIN S.p.A.
Gestore SOGIN S.p.A.
Anno di costruzione 01/11/1958 – 31/12/1962
Inizio produzione commerciale 01/06/1963
Chiusura 01/12/1987
Reattori
Fornitore The Nuclear Power Group LDT
Tipo GCR
Modello Magnox
Spenti 1 (153 MW)
Produzione elettrica
Nel 1987 0 GWh
Totale 25.4 TWh
Ulteriori dettagli
Costruttore SIMEA S.p.A.
Dati aggiornati al 16 febbraio 2012

La centrale elettronucleare Latina è una centrale elettronucleare situata nella frazione di Borgo Sabotino del comune di Latina e avente un unico reattore da 220 MW di potenza elettrica lordi e 200 MW netti, a uranio naturale, moderato a grafite e raffreddato con anidride carbonica (Magnox).

Costruita dal 1º novembre 1958 al 31 dicembre 1962,quando raggiunse la sua prima criticità, dalla SIMEA S.p.A. (della quale erano azionisti al momento della realizzazione Agip Nucleare con il 75% e IRI con il 25%) con tecnologia della società inglese The Nuclear Power Group LDT, è stata la prima centrale nucleare ad entrare in funzione in Italia e, all'epoca dell'entrata in servizio, era anche il reattore più potente d'Europa.

Il 1º giugno 1963 l’impianto ha iniziato a produrre energia, con una potenza elettrica di 200 MWe.

Nel dicembre 1964 la sua proprietà è passata all’Enel e la sua attività è stata fermata nel 1987, all'indomani del referendum sul nucleare. Da allora, è stato garantito il mantenimento in sicurezza delle strutture e degli impianti a tutela della popolazione e dell’ambiente.

Dall'inizio dell'esercizio fino al giorno del definitivo arresto (il 26 novembre 1986), l'impianto ha prodotto circa 26 miliardi di kWh di energia elettrica con un fattore di disponibilità medio del 76% e massimo del 96% (raggiunto nel 1983).

Dall'aprile del 1991 la licenza di esercizio è stata modificata per condurre le attività necessarie per la messa in custodia protettiva passiva dell'impianto.

Nel 1999 Sogin è divenuta proprietaria dell’impianto con l’obiettivo di realizzare il decommisioning[1]. Dal 20 Settembre 2013 il Presidente della Società è Giuseppe Zollino e l'Amministratore Delegato Riccardo Casale[2].

Principali attività realizzate da Sogin[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il fermo della centrale, la prima operazione di decommissioning ha riguardato l’allontanamento del combustibile dall’edificio reattore con il sistema di movimentazione e caricamento, successivamente smantellato. Nel 2006 è stato terminato lo smantellamento e rimozione delle condotte inferiori dell’edificio reattore[3].

Nel 2007 Sogin ha realizzato il nuovo laboratorio di dosimetria che si occupa dell’approvvigionamento, preparazione e lettura dei dosimetri assegnati agli operatori degli impianti. Nel 2008 è stata completata la demolizione delle strutture interne degli edifici turbine, diesel e sala soffianti est.

Nel 2009 sono stati conclusi i lavori di adeguamento della stazione rilascio materiali, dove vengono analizzati i materiali prodotti dalle attività di smantellamento prima che vengano rilasciati come rifiuti convenzionali. Nel 2010 sono stati terminati i lavori di adeguamento della linea d circolazione dell'acqua del mare.

Nel 2011 si sono concluse le operazioni di smantellamento delle condotte superiori del circuito primario dell’impianto. Inoltre, nel settembre del 2011, dopo solo 40 giorni dall'avvio, sono terminati i lavori di demolizione del pontile della centrale[4][5], con cantiere aperto 24 ore su 24. Queste operazioni hanno riguardato la rimozione delle travi e successivamente il taglio dei pilastri del pontile, una struttura in cemento armato lunga 750 metri. Le tecnologie impiegate nell'operazione hanno consentito di svolgere i lavori senza disperdere in mare e nell’ambiente alcun frammento della struttura.

A ottobre 2011 è stato emesso il decreto di Compatibilità Ambientale (VIA)[6] per il decommissioning della centrale, a firma congiunta dei Ministeri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dei Beni e le Attività Culturali.

Nel dicembre 2012 Sogin ha concluso i lavori, avviati nell'agosto 2012[7] , di smantellamento dell’edificio turbine della centrale, una struttura in cemento armato, lunga 128,5 metri, larga 35,5 e alta 24, che durante l’esercizio ospitava le turbine dell’impianto. La demolizione della struttura, con un volume di 120.000 metri cubi, ha prodotto 14.400 tonnellate di cemento, circa il peso del ponte di Brooklyn[8].

In merito alle attività di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, Sogin sta costruendo un deposito temporaneo in cui custodire in sicurezza i soli rifiuti derivanti dell’esercizio della centrale e dalle attività di smantellamento, in attesa del loro trasferimento al futuro Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi. Sono in corso i lavori di realizzazione dell’edificio dove saranno trattati e cementati i fanghi e gli splitters prodotti durante l’esercizio della centrale. Tutto il combustibile nucleare irraggiato presente nella centrale è stato allontanato e trasferito in Inghilterra per il riprocessamento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (1) Video SoginChannel: Progetto Sogin per il decommisioning della Centrale
  2. ^ Ministero dell'Economia e delle Finanze: Sogin, rinnovati i vertici
  3. ^ Smantellamento e rimozione delle condotte inferiori Centrale di Latina
  4. ^ Video SoginChannel: Centrale di Latina - Sogin completa lo smantellamento del pontile
  5. ^ Comunicato stampa Sogin “Terminata la demolizione del pontile della centrale nucleare di Latina”
  6. ^ Decreto di Compatibilità Ambientale Centrale di Latina
  7. ^ Sogin: avvio smantellamento dell'edificio turbine
  8. ^ Latina: smantellato l'edificio turbine - La foto del giorno – Corriere.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]