Centrale elettronucleare Garigliano

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Centrale elettronucleare Garigliano
Da sinistra a destra: la sala turbina, il contenitore di sicurezza (del diametro di 48 metri) e il camino (dell'altezza di 110 metri).
Da sinistra a destra: la sala turbina, il contenitore di sicurezza (del diametro di 48 metri) e il camino (dell'altezza di 110 metri).
Informazioni generali
Stato Italia Italia
Località Sessa Aurunca (CE)
Coordinate 41°15′29.36″N 13°50′03.82″E / 41.258155°N 13.834394°E41.258155; 13.834394
Situazione chiusa
Proprietario SOGIN S.p.A.
Gestore SOGIN S.p.A.
Anno di costruzione 01/11/1959 – 01/01/1964
Inizio produzione commerciale 01/06/1964
Chiusura 01/03/1982
Reattori
Fornitore GE-Ansaldo
Tipo BWR
Modello BWR 1 a ciclo duale
Spenti 1 (150 MW)
Produzione elettrica
Nel 1982 0 GWh
Totale 12.2 TWh
Generatori Ansaldo Meccanico Nucleare
Ulteriori dettagli
Costruttore Società Elettronucleare Nazionale S.p.A.
Dati aggiornati al 13 marzo 2009

La centrale elettronucleare Garigliano è una centrale elettronucleare situata nel comune di Sessa Aurunca (CE) e avente un unico reattore da 160 MW di potenza elettrica netta, a uranio leggermente arricchito, moderato ad acqua leggera e raffreddato secondo lo schema BWR 1[1] (di prima generazione).

Storia dell'impianto[modifica | modifica sorgente]

Costruita dal 1º novembre 1959 al 1º gennaio 1964 su progetto dell’architetto Riccardo Morandi dalla Società Elettronucleare Nazionale S.p.A. (SENN S.p.A., ai tempi parte del gruppo IRI-Finelettrica e compartecipata anche da Finmeccanica e Finsider) sotto l'egida del CNRN e con tecnologia della società americana General Electric, ha iniziato l'attività commerciale dal 1º giugno 1964.

Nel 1965 la proprietà della centrale è stata assunta da Enel. È stata oggetto di un guasto a un generatore di vapore nel 1978 e, dopo aver valutato come antieconomici i costi della sua riparazione vista la poca vita residua dell'impianto,[2] è stata disattivata definitivamente il 1º marzo 1982.

Da allora è stato garantito il mantenimento in sicurezza delle strutture e degli impianti a tutela della popolazione e dell’ambiente. La centrale ha complessivamente prodotto 12,5 miliardi di kWh di energia elettrica. Nel 1999 Sogin è divenuta proprietaria dell’impianto con l’obiettivo di realizzare la bonifica ambientale del sito[3]: allontanamento del combustibile nucleare, decontaminazione e smantellamento delle strutture e gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. Dal 20 Settembre 2013 il Presidente della Società è Giuseppe Zollino e l'Amministratore Delegato Riccardo Casale[4].

Il decommissioning[modifica | modifica sorgente]

Dopo il fermo della centrale, sono stati drenati tutti i circuiti idraulici del reattore e, successivamente all'allontanamento degli elementi di combustibile della centrale, è stata svuotata la piscina all'interno della quale erano custoditi. Nel 2007 sono terminate le attività di rimozione dell'amianto dall'edificio turbina e nel 2008 SOGIN ha ripristinato gli impianti elettrico, di ventilazione, di drenaggi liquidi e di monitoraggio radiologico per la bonifica amianto. Nel 2009 è avvenuta la realizzazione dei laboratori chimici “freddo” e “caldo”. Nel 2010 è terminata la bonifica dell’edificio reattore dal coibente contenente amianto ed è stato, inoltre, pubblicato il decreto di compatibilità ambientale (VIA) per l’ "attività di decommissioning – disattivazione accelerata per il rilascio incondizionato del sito”. A tale proposito, la VIA prevede che le attività di smantellamento non riguardino gli edifici reattore e turbina, progettati dall’architetto Riccardo Morandi, dichiarati patrimonio architettonico italiano come stabilito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nel 2011 è stato avviato l'iter per il lancio della gara per la demolizione del camino. In attesa della sua conclusione, è stato aperto il cantiere per le predisposizioni degli impianti necessari per i successivi lavori di demolizione.

La centrale di Garigliano è stata la seconda delle quattro centrali nucleari italiane, dopo quella di Trino, ad ottenere il 28 settembre 2012 il decreto di disattivazione[5], approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Nel dicembre 2012 Sogin ha emesso i bandi di gara per: la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di ripristino dei sistemi ausiliari dell'edificio reattore[6]; la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di smantellamento dei sistemi e componenti del ciclo termico dell'edificio turbina[7], compreso il ripristino dei sistemi ausiliari necessari alle operazioni di smantellamento, la fornitura delle apparecchiature per il trattamento dei materiali smantellati e l’alienazione dei materiali rilasciabili, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 15 dicembre; l'esecuzione dei lavori di scarifica e demolizione dell'attuale camino e realizzazione di un nuovo camino[8], pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 28 dicembre. È stata completata la realizzazione del nuovo deposito temporaneo per i rifiuti radioattivi e l’adeguamento a deposito temporaneo dell’edificio ex-diesel.

Nell’ambito delle predisposizioni necessarie per effettuare lo smantellamento dei componenti e delle prescrizioni per garantire l’integrità degli edifici turbina e reattore (sfera), sono in corso i lavori per il ripristino del rivestimento protettivo delle due strutture. È in corso l’iter di gara per la realizzazione del nuovo sistema di trattamento effluenti liquidi radioattivi, denominato Radwaste, e stanno per terminare i lavori di realizzazione delle strutture di coperture delle trincee, con i relativi edifici e impianti ausiliari, necessarie per le successive operazioni di bonifica[9].

Nell’ambito delle attività di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, è terminato, nel 1987, l’allontanamento del combustibile irraggiato della centrale, che è stato trasferito in Inghilterra per il riprocessamento e al deposito Avogadro di Saluggia. Quest’ultimo è destinato al trasferimento in Francia anch’esso per il riprocessamento. I trasporti del combustibile dal deposito Avogadro sono iniziati nel febbraio 2011.

Sogin ha terminato i collaudi dell’edificio ex diesel adibito a deposito temporaneo e la costruzione di un nuovo deposito temporaneo, denominato D1, in cui saranno custoditi in sicurezza esclusivamente i rifiuti radioattivi presenti nella centrale del Garigliano, in attesa del loro trasferimento al Deposito Nazionale. In particolare, per il deposito temporaneo ex diesel è in corso l’iter di autorizzazione all’esercizio.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile del 2014 sono comparsi in rete alcuni articoli riferiti ai risultati di studi condotti all'inizio degli anni '80 in sede ENEA, CNEN e SIMP (Società italiana di Mineralogia e Petrologia).[10] [11] Gli articoli rimandano agli "Atti del Convegno italo-francese di radioprotezione - Firenze 30 Maggio, 1 Giugno 1983", alla studio condotto in ambito ENEA dal titolo: “Influenza dei Fattori Geomorfologici sulla distribuzione dei Radionuclidi - Un esempio: dal M. Circeo al Volturno” (di A. Brondi, O. Ferretti, C. Papucci) e al "Rendiconto n.38 della Società italiana di Mineralogia e Petrologia"[12], che a sua volta si riferisce ai risultati delle ricerche ambientali condotte alla fine degli anni '70 dal CNEN.


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Boiling Water Reactor BWR: Anydex
  2. ^ Scorie al Garigliano, opposizione unanime, «Il Tempo.it», 11 febbraio 2010.
  3. ^ 2. Video su Canale Sogin di YouTube - Centrale di Garigliano - Progetto Sogin per la Bonifica Ambientale del sito
  4. ^ Ministero dell'Economia e delle Finanze: Sogin, rinnovati i vertici
  5. ^ Decreto di disattivazione della centrale nucleare di Garigliano
  6. ^ Bando di gara per progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di ripristino dei sistemi ausiliari dell'edificio reattore presso la centrale di Garigliano
  7. ^ GUUE n. 2012/S 242-398249 del 15/12/2012 –Avviso di gara per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di smantellamento dei sistemi e componenti del ciclo termico dell'edificio turbina, compreso il ripristino dei sistemi ausiliari necessari allo smantellamento, fornitura apparecchiature per il trattamento dei materiali smantellati e alienazione materiali rilasciabili, presso la centrale di Garigliano -
  8. ^ GUUE n. 2012/S 249-412883 del 28/12/2012 – Avviso di gara per l'esecuzione dei lavori di scarifica e demolizione dell'attuale camino e realizzazione di un nuovo camino presso la centrale di Garigliano
  9. ^ Comunicato stampa Sogin, “Sogin, presentati i risultati 2011-2012 e il programma di bonifica dei siti nucleari laziali e campani” – 16.11.2012
  10. ^ www.formialibera.it.
  11. ^ sulatestagiannilannes.blogspot.it
  12. ^ "Studio preliminare dei sedimenti della piattaforma costiera nella zona della foce del Garigliano" (di B. Anselmi, O. Ferretti, C. Papucci)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]