Centaurea stoebe

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Centaurea dei prati steppici
Centaurea stoebe 281007b.jpg
Centaurea stoebe
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Centaureinae
Genere Centaurea
Specie C. stoebe
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Centaureinae
Nomenclatura binomiale
Centaurea stoebe
L., 1753
Nomi comuni

Fiordaliso di Muret

La centaurea dei prati steppici (nome scientifico Centaurea stoebe L., 1753) è una pianta erbacea, perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Centaurea) deriva dal Centauro Chirone. Nella mitologia greca si racconta che Chirone, ferito ad un piede, guarì medicandosi con una pianta di fiordaliso.[1] Il nome specifico di questa pianta ( stoebe ) ha una etimologia un po’ incerta. Lo scrittore e naturalista romano Plinio (Como, 23 – Stabia, 79) con il vocabolo ”stoebe” cita una pianta non meglio identificata chiamata anche ”pheos”; ma lo stesso nome ( ”stoibe”) venne usato anche dal medico, botanico e naturalista greco della Roma antica Dioscoride (Anazarbe, 40 – 90) indicando la specie Poterium spinoso (ora appartenente al genere Sarcopoterium con il nome di Sarcopoterium spinoso[2]).[3]
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto per la prima volta da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" del 1753.[4]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento

L’altezza di queste piante varia da 3 a 8 dm (massimo 12 dm). La forma biologica è emicriptofita bienne (H bienn), ossia sono piante con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve; si distinguono dalle altre per il ciclo vitale di tipo biennale. Tutta la pianta è verde con un tomento ragnateloso effimero.[5]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da fittone.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea è fittonante.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta e ramosa; la superficie è ruvida con striature longitudinali.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie si distinguono in foglie basali e foglie cauline.

  • Foglie basali: sono assenti alla fioritura; la lunghezza è di 1 dm e più; sono simili a quelle cauline ma più grandi.
  • Foglie cauline: hanno una lamina di tipo 2-pennatosetta con 2 – 4 paia di stretti segmenti laterali e uno centrale terminale con una forma lineare-spatolata; la foglia è lunga 2 – 6 cm; i segmenti laterali sono larghi 1 – 2 mm, quello terminale è largo 2 – 4 mm e lungo 15 – 25 mm. Le insenature tra i segmenti sono acute. La superficie è pubescente.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L’involucro

Le infiorescenze sono formate da numerosi capolini in formazione corimbosa. I capolini sono formati da un involucro composto da diverse squame disposte in modo embricato e ravvicinato (le appendici si toccano o si sovrappongono) al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. La forma dell’involucro è in genere piriforme; nella parte alta si apre ed acquista una forma emisferica (diametro di 12 mm e oltre). Le squame sono dotate di un'appendice interamente nera portante 6 – 10 ciglia per lato di colore più chiaro (le ciglia sono lunghe 1,5 – 2,5 mm e superano la parte indivisa della squama); le ciglia sono strettamente concresciute alla base; le squame sono inoltre dotate di una nervatura centrale. Diametro dei capolini: 15 – 25 mm. Diametro dell’involucro: 8 – 10 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori

I fiori sono tutti del tipo tubuloso[6] (il tipo ligulato, i fiori del raggio, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono ermafroditi (in particolare quelli centrali), tetra-ciclici (sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi).

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[7]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è tubulosa con apice a 5 lobi esili. Quelli centrali sono zigomorfi e sono ermafroditi, quelli periferici sono attinomorfi, più grandi (i lobi sono allargati), sterili e disposti in modo patente per rendere più appariscente tutta l’infiorescenza (in queste specie i fiori raggianti sono numerosi).[1]. Il colore della corolla è roseo.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi ma corti (sono pelosi verso la metà della loro lunghezza), mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo e lungo quasi quanto la corolla; la parte superiore è costituita da prolungamenti coriacei.[8] I filamenti delle antere sono provvisti di movimenti sensitivi attivati da uno stimolo tattile qualsiasi (come ad esempio un insetto pronubo) in modo da far liberare dalle antere il polline. Contemporaneamente anche lo stilo si raddrizza per ricevere meglio il polline.[1]
  • Antesi: la fioritura va da giugno a luglio (settembre).

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono lunghi 3 – 3,5 mm, mentre il pappo è lungo fino a 2 mm.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[9] – Distribuzione alpina[10])
  • Habitat: l’habitat tipico sono i prati aridi steppici; ma anche le aree presso le rupi, i muri o i ripari sotto roccia, i margini erbacei dei boschi e arbusteti meso-termofili. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.[10]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1500 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la pianta di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[10]

Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche
Classe: Festuco-Brometea
Ordine: Festucetalia valesiacae

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della Centaurea stoebe (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[12] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[13]). Il genere Centaurea contiene circa 750 specie, una settantina delle quali fanno parte della flora spontanea italiana.
La C. stoebe appartiene al gruppo delle centauree dall'involucro con le squame con appendice decorrente fino più o meno alla base della squama (in base alla suddivisione indicata da Pignatti[14]). Gli altri gruppi hanno (1) le squame appuntite senza appendice, (2) appendice nettamente separata da una strozzatura, (3) squame terminati in spine. Questa suddivisione comunque è priva di valore tassonomico ma puramente di comodo dato il grande numero di specie spontanee di Centaurea presenti sul territorio italiano.
Da un punto di vista più specificatamente tassonomico la C. stoebe fa parte del Gruppo di Centaurea paniculata.[15] I principali caratteri di questo gruppo sono:

  • ciclo biologico bienne;
  • fusti ampiamente ramosi;
  • foglie con lamine 2- pennatosette con segmenti tipo strette lacinie;
  • capolini piccoli;
  • appendice delle squame a forma triangolare terminante con diverse ciglia non spinose;
  • pappo sempre presente.

A questo gruppo (in Italia) appartengono le seguenti specie:

Un gruppo affine al gruppo della Centaurea paniculata è il Gruppo di Centaurea kartschiana differisce dal primo per l’appendice terminante con una spinula acuta.
La tassonomia di questa specie è rimasta confusa per diversi anni a causa della forte variabilità di alcuni suoi caratteri (vedi paragrafo seguente). Spesso per questa entità sono stati usati diversi nomi alternativi: C. rhenana, C. maculosa e C. biebersteinii. Manca ancora uno studio approfondito e completo su questo gruppo.[16] Attualmente (secondo alcune checklist[17]) in C. stoebe sono incluse anche le seguenti specie:

  • Centaurea coziensis Nyár.
  • Centaurea cylindrocephala Bornm.
  • Centaurea kemulariae Dumbadze
  • Centaurea kubanica Klokov
  • Centaurea pseudomaculosa Dobrocz.
  • Centaurea savranica Klokov
  • Centaurea vatevii Degen & al.


Il numero cromosomico di C. stoebe è: 2n = 18 e 36.[18].

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

La Centaurea stoebe è una specie molto variabile. I caratteri più soggetti a variabilità sono il colore e l’aspetto delle appendici delle squame dell’involucro, la lunghezza del pappo, la disposizione delle squame (l’apice dell’appendice della squama sottostante può ricoprire variamente la squama soprastante).
Sandro Pignatti nella sua opera “Flora d’Italia” descrive diverse entità ora considerate incluse nella specie di questa voce.[19] Queste entità anche se non hanno nessun valore tassonomico vengono ugualmente descritte qui sotto a puro scopo documentativo.

  • Centaurea rhenana Boreau: le squame medie sono debolmente embricate in quanto le appendici delle squame sottostanti non ricoprono la base di quelle soprastanti; le appendici delle squame dell’involucro sono lunghe 1 – 1,5 mm; il pappo è lungo 2 – 3 mm. Il tipo corologico (area di origine) è Centro-Europeo Sudsiberiano. L’habitat di questa entità sono i pascoli steppici. La distribuzione più vicina all’Italia è l’areale che va dalla Boemia al bacino viennese. Questa varietà potrebbe non essere presente in Italia.
  • Centaurea maculosa Lam. - Fiordaliso dei pascoli: le appendici delle squame dell’involucro sono brune (non nere) con ciglia di colore pallido o biancastro; il pappo è lungo solamente 1 mm. Il tipo corologico (area di origine) è Centro-Europeo. L’habitat tipico di questa entità sono i prati aridi steppici, i pendii aridi e in genere le zone incolte. In Italia è presente, ma raramente, al nord.
  • Centaurea chaubardii Rchb.: la pianta si presenta con un tomento biancastro; i capolini sono più piccoli (6 – 8 mm); le ciglia delle appendici sono allungate fino a 2 mm. Potrebbe essere presente in Piemonte.
  • Centaurea brachtii Rchb. (sinonimo di Centaurea pestalotii De Not. ex Ces.[20]): ha un'altezza minore (3 – 5 dm); le ciglia più esterne delle appendici sono incompletamente divise, sono cioè saldata ad una irregolare lamina lacerata. Si trova forse sulle coste dell’Italia settentrionale.

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Per questa specie attualmente sono riconosciute valide le seguenti sottospecie:[21]

  • Centaurea stoebe subsp. serbica (Prodan) Ochsmann, 2000 (basionimo: Centaurea affinis subsp. serbica Prodan) - Distribuzione: Penisola Balcanica[23]
  • Centaurea stoebe subsp. stoebe (è la stirpe più comune presente in Italia).

Sinonimi e nomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[11]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

  • Acosta biebersteinii (DC.) Dostál (sinonimo della sottospecie australis)
  • Acosta chaubardii (Rchb.f.) Holub
  • Acosta maculosa (Lam.) Holub
  • Acosta micranthos (S.G.Gmel.) Soják (sinonimo della sottospecie australis)
  • Acosta muretii (Jord.)
  • Acosta radoslavoffii (Urum.) Holub (sinonimo della sottospecie australis)
  • Acosta rhenana (Boreau) Soják
  • Acosta stoebe <smal> (L.) Soják
  • Acosta subalbida (Jord.) Holub
  • Acosta tartarea (Velen.) Holub (sinonimo della sottospecie serbica)
  • Acrolophus biebersteinii (DC.) Á.Löve & D.Löve (sinonimo della sottospecie australis)
  • Acrolophus maculosus Cass.
  • Acrolophus rhenanus (Boreau ex Nyman) Á.Löve & D.Löve
  • Acrolophus subalbidus Fourr.
  • Acrolophus tenuisectus Fourr.
  • Centaurea affinis subsp. serbica Prodan (sinonimo della sottospecie serbica)
  • Centaurea affinis subsp. tartarea (Velen.) T.Georgiadis (sinonimo della sottospecie serbica)
  • Centaurea australis Pančić ex A.Kern. (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea biebersteinii DC.
  • Centaurea biebersteinii DC. subsp. australis (A.Kern.) Dostál (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea biebersteinii DC. subsp. biebersteinii (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea biebersteinii DC. subsp. radoslavoffii (Urum.) Dostál (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea biebersteinii DC. subsp. rhodopaea Dostál
  • Centaurea chaubardii Rchb.
  • Centaurea coerulescens subsp. muretii (Jord.) Nyman
  • Centaurea coziensis Nyár.
  • Centaurea epapposa Simonk. (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea leptoloma Nyman
  • Centaurea maculata Andrz.
  • Centaurea maculosa Eichw. (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea maculosa Lam.
  • Centaurea maculosa Lam. subsp. albida (Lecoq & Lamotte) Dostál
  • Centaurea maculosa Lam. subsp. biebersteinii (DC.) Nyman (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea maculosa Lam. subsp. chaubardii (Rchb.f.) Dostál
  • Centaurea maculosa Lam. subsp. maculosa
  • Centaurea maculosa Lam. subsp. micranthos (Griseb.) S.G.Gmel. ex Gugler (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea maculosa Lam. subsp. muretii (Jord.) H.P.Fuchs
  • Centaurea maculosa Lam. subsp. rheana (Boreau) Gugler
  • Centaurea maculosa Lam. subsp. renana
  • Centaurea maculosa Lam. subsp. subalbida (Jord.) Dostál
  • Centaurea maculosa Lam. var. albida Lecoq & Lamotte
  • Centaurea maculosa Lam. f. rhodopaea Hayek & J. Wagner (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea micranthos S.G.Gmel. (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea micranthos (Griseb.) S.G.Gmel. ex Hayek (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea mierghii Jord.
  • Centaurea murettii Jordan
  • Centaurea paniculata subsp. maculosa (Lam.) Rouy
  • Centaurea paniculata var. micranthos Griseb. (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea pedemontana Jord.
  • Centaurea radoslavoffii Urum. (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea rhenana Boreau
  • Centaurea rhenana Nyman
  • Centaurea rhenana subsp. rhenana
  • Centaurea rhenana subsp. tartarea (Velen.) Dostál (sinonimo della sottospecie serbica)
  • Centaurea rhenana var. rhenana
  • Centaurea stoebe L. subsp. maculosa (Lam.) Schinz & Thell.
  • Centaurea stoebe L. subsp. maculosa (Lam.) Hayek
  • Centaurea stoebe L. subsp. micranthos (S.G.Gmel. ex Gugler) Hayek (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea stoebe L. subsp. rhenana (Boreau) Schinz & Thell.
  • Centaurea stoebe L. subsp. tartarea (Velen.) Stoj. & Acht. (sinonimo della sottospecie serbica)
  • Centaurea subalbida Jord.
  • Centaurea sublanata subsp. australis (A. Kern.) Nyman (sinonimo della sottospecie australis)
  • Centaurea tartarea Velen. (sinonimo della sottospecie serbica)
  • Centaurea tenuisecta Jord.
  • Centaurea ustulata Besser (sinonimo della sottospecie australis)

Nomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco seguente indica alcuni nomi della specie di questa voce non ritenuti più validi (tra parentesi il taxon a cui si riferisce eventualmente il nome obsoleto):

  • Centaurea stoebe subsp. calvescens (Pančić) Hayek (sinonimo di Centaurea reichenbachii DC.)
  • Centaurea stoebe subsp. micrantha
  • Centaurea stoebe subsp. vatevii Stoj. & Stef. (sinonimo di Centaurea vatevii)
  • Centaurea stoebe f. alba Sigunov
  • Centaurea stoebe f. cuneifolia (Sm.) Stoj. & Acht. (sinonimo di Centaurea subulata)

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

Nomi comuni[modifica | modifica wikitesto]

La centaurea dei prati steppici in altre lingue viene chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Rheinische Flockenblume
  • (FR) Centaurée stoebé
  • (EN) Spotted knapweed

Invasività[modifica | modifica wikitesto]

In alcune aree degli USA la specie Centaurea stoebe è considerata invasiva.[24] Da alcuni studi fatti[25] sembra che il successo di alcune piante invasive sia dovuto in parte al fatto che gli organismi nativi non siano capaci di far fronte a cambiamenti chimici del terreno causati dalle specie invasive; nel presente caso si è riscontrato che l’essudato (catechina) delle radici di Centaurea stoebe impedisce la nitrificazione del terreno mettendo quindi in difficoltà le specie native.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Motta 1960, Vol. 1 - pag. 314
  2. ^ Pignatti 1982, Vol. 1 - pag. 568
  3. ^ Botanical names. URL consultato il 5 settembre 2012.
  4. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 5 settembre 2012.
  5. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 187
  6. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 2
  7. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  8. ^ a b Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1
  9. ^ a b Conti et al. 2005, pag. 74
  10. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 602
  11. ^ a b Global Compositae Checklist. URL consultato il 7 settembre 2012.
  12. ^ Judd 2007, pag. 520
  13. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  14. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 174
  15. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 186
  16. ^ eFloras - Flora of North America. URL consultato il 7 settembre 2012.
  17. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 7 settembre 2012.
  18. ^ Tropicos Database. URL consultato il 7 settembre 2012.
  19. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 6 settembre 2012.
  20. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 6 settembre 2012.
  21. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 6 settembre 2012.
  22. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 7 settembre 2012.
  23. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 7 settembre 2012.
  24. ^ USDA United States Department of Agriculture. URL consultato il 7 settembre 2012.
  25. ^ Andrea S. Thorpe & Ragan M. Callaway, Biogeographic differences in the effects of Centaurea stoebe on the soil nitrogen cycle: novel weapons and soil microbes in Biol Invasions (2011) 13:1435–1445.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 1, 1960, pag. 514.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 187, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 602.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 72-74, ISBN 88-7621-458-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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