Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Celtic Football Club

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Celtic Glasgow)
Celtic F.C.
Calcio Football pictogram.svg
Campione di Scozia in carica Campione di Scozia in carica
Celticstemma.png
The Bhoys; Tims; The Celts; The Hoops; The Tic
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Celtico orizzontale.png bianco-verde
Simboli quadrifoglio
Inno You'll Never Walk Alone
R. Rodgers - O. Hammerstein
Dati societari
Città Glasgow
Paese Regno Unito Regno Unito
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Scotland.svg Scottish SFA
Campionato Scottish Premiership
Fondazione 1888
Presidente Scozia Ian Bankier
Allenatore Norvegia Ronny Deila
Stadio Celtic Park
(60.355 posti)
Sito web www.celticfc.net
Palmarès
Spltrophy10.pngSpltrophy10.pngSpltrophy10.pngSpltrophy10.pngSpltrophy.pngSpltrophy.pngSpltrophy.pngSpltrophy.pngSpltrophy.pngSpltrophy.png Coppacampioni.png
Titoli di Scozia 46
Trofei nazionali 36 Coppe di Scozia
15 Coppe di Lega Scozzesi
Trofei internazionali 1 Coppe dei Campioni/Champions League
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
(EN)

« This Celtic Football Club is much more than a Football Club. To a lot of people it's a way of life[1] »

(IT)

« Il Celtic Football Club è molto più di una squadra di calcio. Per molta gente è uno stile di vita. »

(Sir Robert Kelly)

Il Celtic Football Club (colloquialmente solo Celtic, pronunciato "seltik" /sɛltɪk/ e impropriamente chiamato anche Celtic Glasgow) è una società di calcio britannica con sede nella città di Glasgow, in Scozia della quale rappresenta da sempre la minoranza Cattolica e indipendentista.

I bianco-verdi sono l'unico club calcistico del Paese ad aver sempre giocato nella massima divisione scozzese sin dalla fondazione di questa ed, insieme all'Aberdeen, a non esser mai retrocessi da essa.

Il club ha come soprannome ufficiale The Bhoys, mentre il nome completo è The Celtic Football Club, sebbene sia impropriamente spesso chiamato Glasgow Celtic o Celtic Glasgow, soprattutto dai commentatori stranieri. Fino al 1994 il nome completo del club era The Celtic Football and Athletic Company Ltd.

Il Celtic gioca le sue partite casalinghe al Celtic Park, che è, alla stagione 2014-2015, il terzo stadio per capienza dell'intero Regno Unito. Nella stagione 2005-06, il Celtic Park ha avuto una media di spettatori di circa 58.149 paganti[2], ponendo il Celtic dietro soltanto al Manchester United[3] in tutta la Gran Bretagna.

Insieme alla rivale di Glasgow, il Rangers F.C., forma la cosiddetta Old Firm, una delle più forti ed accese rivalità sportive. Il Celtic viene tradizionalmente associato alla comunità cattolica di Glasgow, ha un nutritissimo seguito tra i cattolici irlandesi e tra i supporters sono numerosi gli stendardi irlandesi. La divisa del Celtic è conosciuta in tutto il mondo, ovvero a strisce orizzontali bianco-verdi con pantaloncini e calzettoni bianchi.

Nel 1967, il Celtic è divenuto il primo club[4] britannico e nord-europeo a vincere la Coppa dei Campioni, prerogativa fino a quel momento di squadre italiane, portoghesi e spagnole. Nello stesso anno vinse ogni competizione alla quale partecipò, record in Scozia mai battuto, ovvero campionato, coppa, coppa di lega e Coppa di Glasgow. Nella stagione 1966 - 1967, il Celtic è diventata anche la prima squadra in assoluto, nella storia del calcio europeo, ad aver completato il cosiddetto Treble classico (o Triplete classico - Campionato nazionale, Coppa nazionale e Champions League). Il Celtic rimane l'unico club scozzese ad aver raggiunto la prestigiosa finale di Coppa dei Campioni, e l'unica in Europa ad averlo fatto con giocatori tutti provenienti dal vivaio;[5][6] tutti i giocatori erano scozzesi e nati a meno di 30 miglia dallo stadio. Il Celtic raggiunse nuovamente la finale nel 1970, ma stavolta venne battuto dal Feyenoord ai supplementari. Nel 2003 Martin O'Neill guidò il club alla finale, invece, di Coppa UEFA a Siviglia dove però fu sconfitto dal Porto 3-2 ai supplementari. Circa 80.000[7][8][9] tifosi bianco-verdi partirono per Siviglia per il match. La squadra occupa la 53a posizione del Ranking UEFA.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione ed esordi[modifica | modifica wikitesto]

Fratello Walfrid, il fondatore della società.

Il Celtic venne costituito formalmente il 6 novembre 1887. La sede della fondazione fu la Chiesa cattolica di Santa Maria ad East Rose Street (poi diventata Forbes Street), Calton, Glasgow, su iniziativa di un frate marista chiamato Fratello Walfrid[10], originario di Ballymote, villaggio irlandese della Contea di Sligo; proprio nella città era sorta infatti una scuola dei fratelli maristi che si occupava in particolar modo dell'educazione cattolica dei giovani. L'iniziativa, almeno originariamente, era a scopo di carità, per la The Poor Children's Dinner Table, una sorta di organizzazione a sostegno dei cattolici della città[11]; l'esempio principale da cui partì l'idea del frate fu quella dell'Hibernian Football Club, club di Edimburgo fondato per motivi simili 30 anni prima.

Il nome Celtic fu scelto per richiamare le radici storico-culturali di natura celtica delle popolazioni scozzesi e irlandesi. Il soprannome ufficiale della formazione invece, Bhoys, deriverebbe dall'usanza di molta gente di chiamare i calciatori dei primi anni della squadra bianco-verde bold boys ("ragazzi audaci"): il club fece subito propria questa definizione, tanto che una cartolina di inizio '900 ritraeva la squadra con impressa una scritta the Bould Bhoys, dove l'aggiunta della "u" e della "h" di troppo riflettevano un richiamo all'accento particolare della parlata irlandese.

La prima partita del Celtic fu disputata il 28 maggio 1888, quando sconfisse in amichevole quelli che sarebbero stati i rivali di sempre, i Rangers, per 5-2[12]. Il primo gol storico del club fu siglato da Neil McCallum, anche se la compagine di quel match era composta per gran parte da giocatori prestati dall'Hibernian.

Il primo trofeo in assoluto nella storia del club fu, secondo gli annali, la Glasgow North Eastern Cup, che si aggiudicò nel 1889 e 1890[13]. Nel 1892 il Celtic vinse la Coppa di Scozia per la prima volta, mentre nel 1893 vinse il suo primo campionato[12].

L'era Maley, Jimmy McGrory e L'Empire Exhibition Trophy[modifica | modifica wikitesto]

Il Celtic nel 1908 con la Glasgow Charity Cup, la Coppa di Scozia e la Glasgow Cup, durante il record di allora di sei titoli nazionali consecutivi.

Il primo manager della storia del Celtic fu Willie Maley, che guidò il club alla conquista di 30 trofei di elevata importanza per addirittura 43 anni. Sotto la sua gestione, il Celtic diviene la prima squadra in Scozia a registrare un record: il Celtic vinse infatti ben sei campionati di fila, dal 1904 al 1910, record che rimase imbattuto per circa settant'anni, precisamente fino al 1971, quando fu prima raggiunto e poi sorpassato dallo stesso Celtic guidato da Jock Stein.

Nel 1902 il Celtic si aggiudicò la sua prima "coppa internazionale", ovvero la British League Cup, sconfiggendo, prima il Sunderland vicecampione d'Inghilterra, poi, in una finale tutta scozzese, i Rangers, che avevano precedentemente battuto l'Everton, campione d'Inghilterra. Non meno importante, il confronto con gli inglesi del Burnley Football Club che si tenne a Budapest, nello stadio del Ferencváros, il 21 maggio 1914. Questa data verrà ricordata come la prima trasferta dei Bhoys oltre i confini britannici. Entrambe le squadre erano detentrici delle rispettive coppe nazionali. Alla squadra vincitrice dell'incontro sarebbe andato un trofeo d'argento, mentre il ricavato sarebbe stato devoluto in beneficenza. La partita terminò con un pareggio per 1-1. Le due squadre decisero di rigiocare la sfida in Inghilterra, allo stadio Turf Moor di Burnley. Nel secondo confronto fu il Celtic ad avere la meglio, battendo gli inglesi per 2-1. Purtroppo, il premio argenteo in palio per la sfida era sparito: in seguito si scoprì che era stato devoluto in beneficenza alla croce rossa ungherese. Solo nel 1988, l'anno del centenario, la dirigenza del Ferencváros decise di rendere omaggio al Celtic con un vaso dalla forma simile ad un trofeo, il Ferencváros vase, a memoria dell'evento di 74 anni prima.[14] A tutti gli effetti, quella è considerata la prima "coppa europea" vinta dal club[15].

Dal 1910 al 1930, la squadra vinse sette campionati e sei volte la Coppa di Scozia (tenendo conto dell'interruzione della coppa nazionale dal 1914 al 1919 a causa della prima guerra mondiale), contro le due coppe nazionali, ma con ben tredici campionati vinti dai Rangers. Infatti, dopo il dominio dei primi campionati, nel 1930 il Celtic venne superato proprio dai Rangers, che da allora detengono il record di "scudetti" scozzesi. Gli uomini di Maley, ritornarono a vincere il campionato nel 1936.

Nel 1937 venne raggiunto il record imbattuto di spettatori per una partita di calcio di un club europeo: a vedere la finale della Coppa di Scozia contro l'Aberdeen all'Hampden Park di Glasgow c'erano 146.433 spettatori. la gara termina 2-1 per i Bhoys, che mettono in bacheca la 15a coppa. Molti dei successi dell'era Maley sono ascrivibili alle prestazioni di Jimmy McGrory la cui vena realizzativa risultò determinante per la squadra. McGrory, durante la sua permanenza in maglia biancoverde (dal 1927 al 1937, eccezion fatta per periodo in prestito al Clydebank), divenne capocannoniere del campionato scozzese per ben tre volte [16][17]. Nel 1927 e nel 1928, rispettivamente con 49 e 47 reti realizzate. Ma, nel 1936 le reti furono addirittura 50, un record tuttora imbattuto in Europa.

Jimmy McGrory con la maglia del Celtic nel 1930.

Nel 1938 la compagine biancoverde si aggiudica il 19º titolo di campione di Scozia, l'ultimo dell'era Maley. Sempre nel 1938 un altro prestigioso trofeo si aggiunse alla bacheca del Celtic. Infatti, in occasione del British Empire Exhibition, manifestazione espositiva internazionale che si tenne a Glasgow dal mese di Maggio a Dicembre, la compagine bianco-verde partecipò ad un torneo anglo scozzese che si disputò all'Ibrox Park. Il Celtic affrontò al primo turno gli inglesi del Sunderland. La partita terminò 3-0, con una doppietta di John Divers e goal di Johnny Crum, al termine dei tempi supplementari. In semifinale ci fu il confronto con gli Hearts, battuti per 1-0, con goal di Johnny Crum. In finale il Celtic, ancora grazie ad una rete di Crum, sconfisse l'Everton per 1–0 nei tempi supplementari e si aggiudicò l'Empire Exhibition Trophy[18]. Insieme alla Coronation Cup vinta nel 1953, rappresenta uno dei trofei più cari ai sostenitori del club, per la sua natura di torneo unico nella storia: fu giocato solo quell'anno. Tali competizioni erano molto sentite prima della nascita delle coppe europee, in quanto sancivano periodicamente la "Leadership Britannica".

Il periodo di Maley fu contraddistinto anche da una tragedia, accaduta durante un match della Old Firm del 5 settembre 1931, ovvero quando il portiere John Thomson rimase ucciso in campo gettandosi coraggiosamente sui piedi dell'avversario Sam English, riportando una grave frattura al cranio che ne causò la morte in ospedale la sera stessa[19][20].

Dal 1939 al 1946 tutte le competizioni furono interrotte a causa del secondo conflitto mondiale.

Durante e dopo la guerra, la Coronation cup e la Coppa di Lega 1957[modifica | modifica wikitesto]

L'ex calciatore della squadra Jimmy McStay divenne manager del club durante gli anni della Seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1945, periodo nel quale non fu però giocata alcuna competizione ufficiale. Viene ricordata, comunque, la vittoria della Victory in Europe Cup, primo trofeo vinto nel dopoguerra, avvenuta il 9 maggio 1945, ad Hampden Park, in un derby contro il Queens Park F.C.. Per la cronaca, la partita terminò 1-1. Fu, comunque, il Celtic ad aggiudicarsi il trofeo, per via del maggior numero di tiri in porta effettuati e calci d'angolo ottenuti[21]

Nel 1945 fu sostituito da un altro ex, il vecchio capitano Jimmy McGrory, sotto la cui guida il Celtic si mise in luce per varie prestazioni rimaste negli annali.

Nelle stagioni dal 1946 al 1951, non si registrano risultati di un certo livello, fatta eccezione la conquista della 16a Coppa di Scozia, battendo in finale 1-0 il Motherwell nel Maggio del 1951. Nell'Agosto dello stesso anno, un altro importante trofeo nella storia del club entrò nella bacheca del Celtic Park, la St.Mungo Cup.[22] Il torneo in cui fu messa in palio questa coppa rientrò tra gli eventi celebrativi del Festival of Britain, e coinvolse 14 squadre dell'allora First e Second Division. A contendersi la vittoria finale contro il Celtic fu l'Aberdeen. L'incontro si disputò difronte ad 82.000 spettatori presenti ad Hampden Park. Dopo aver concluso il primo tempo sotto di due reti, il Celtic ribaltò il risultato nella ripresa, vincendo l'incontro 3-2, grazie ad una doppietta di Sean Fallon e un goal di Jimmy Walsh.

Nelle due stagioni seguenti, i biancoverdi ottennero rispettivamente solo un nono ed un ottavo posto in campionato. Nel maggio del 1953 la squadra scozzese partecipò ad un altro torneo unico nella storia, la Coronation Cup, istituito eccezionalmente per l'incoronazione della regina Elisabetta II del Regno Unito. Il fatto curioso fu che il Celtic non avrebbe dovuto partecipare a questa competizione, in quanto non era riuscita a classificarsi tra le prime quattro posizioni al termine dell'ultimo campionato. Tuttavia, gli organizzatori dell'evento decisero di invitare ugualmente la compagine bianco-verde, per via del grosso seguito di pubblico che avrebbe portato all'evento. Tutti gli incontri furono disputati a Glasgow, non potendo in quel periodo usufruire di nessun impianto a Londra. Contro ogni pronostico, al primo turno, una rete di Bobby Collins nel corso del primo tempo permette al Celtic di battere l'Arsenal per 1-0[23]. In semifinale i biancoverdi battono il Manchester United per 2-1, con reti di Bertie Peacock e Neil Mochan[24]. L'atto finale del torneo si disputò contro l'Hibernian[25], che aveva precedentemente eliminato il Tottenham e il Newcastle. Il 20 maggio, in una cornice di 117.000 spettatori stimati ad Hampden Park, il Celtic piegò 2-0 la compagine di Edimburgo, grazie alle reti di Mochan e Walsh, aggiudicandosi il prestigioso trofeo e il titolo di "Unofficial British Champions". La stagione successiva sarebbe poi ritornato il titolo di campione di Scozia, che mancava dal 1938.

Il 19 ottobre 1957, invece, il Celtic inflisse ai Rangers un 7–1 da record nella finale della Coppa di Lega Scozzese all'Hampden Park di Glasgow[26], conquistando ancora il titolo che avevano vinto per la prima volta nella loro storia solo l'anno prima (vincendo per 3-0 nel derby con il Partick Thistle). Il punteggio rimane insuperato ad oggi in una finale di una coppa nazionale britannica; potrebbe essere stata questa la prima occasione in cui fu cantato You'll Never Walk Alone. La vittoria è celebrata ancora oggi dai sostenitori bianco-verdi con il coro Hampden in the sun, sulle note della canzone Island in the Sun[27]. Questo trofeo rappresenta l'ultimo della gestione McGrory. Prima di ritornare a sollevare un trofeo importante, bisognerà aspettare l'arrivo di Jock Stein.

Nel 1962 il Celtic partecipa per la prima volta ad una competizione europea, la Coppa delle Fiere. L'esordio non è dei migliori. Infatti, i Bhoys vengono eliminati al primo turno dagli spagnoli del Valencia, perdendo 4-2 in Spagna e pareggiando 2-2 a Glasgow[28]. Decisamente meglio, invece, l'esperienza in Coppa delle Coppe nel 1964, quando il Celtic arriva fino alla semifinale, trovando come avversari gli ungheresi dell'MTK Budapest. La squadra vince la prima sfida al Celtic Park per 3-0, per poi perdere clamorosamente in Ungheria per 4-0, fallendo così l'accesso alla finale[29].

Stein ed i Lisbon Lions[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lisbon Lions e Celtic Football Club 1966-1967.
« Le maglie del Celtic non sono per le seconde scelte. Non si ritirano per star bene a giocatori inferiori »
(Jock Stein)
Coppa dei Campioni 1967- Finale

Lisbona, Stadio Nazionale di Jamor, 25 maggio 1967

Celtic Celtic - Inter 2-1

Marcatori: Soccerball shade.svg 6' Mazzola (rig.), Soccerball shade.svg 63' Gemmell, Soccerball shade.svg 84' Chalmers
CELTIC: Simpson; Craig, Gemmell, Murdoch, McNeill (c); Clark, Johnstone, Wallace Chalmers; Auld, Lennox; All.: Stein

INTER: Sarti; Burgnich; Facchetti; Bedin, Guarneri; Picchi (c), Domenghini, Mazzola, Cappellini; Bicicli, Corso; All.: Herrera
Arbitro: Germania Kurt Tschenscher
Spettatori: 45.000

Jimmy Johnstone.jpg Tommy Gemmell, Willie Wallace 1971.jpg
Alcuni dei Lisbon Lions: Johnstone a sinistra, Gemmell e Wallace a destra.

Jock Stein sostituì McGrory nel 1965. Anch'egli ex-giocatore oltre che capitano della squadra, Stein è di sicuro molto più ricordato per i grandi traguardi raggiunti da allenatore del Celtic, ed è considerato da molti uno dei migliori manager di sempre. In ambito casalingo guidò il Celtic dal 1965 al 1978, vincendo ben dieci titoli nazionali, di cui nove di fila, esattamente dal 1966 al 1974, che divenne al tempo congiuntamente un record per la Scozia e per il mondo (mai raggiunto fino al 1997). A questi si aggiungono otto Coppe di Scozia e sei coppe di Lega scozzese. Di quest'ultime, addirittura cinque consecutive, dal 1966 al 1970.

Il primo trofeo dell'era Stein fu la Coppa di Scozia del 1965(vinta in finale per 3-2 contro il Dunfermline). In virtù della vittoria della coppa nazionale, l'anno successivo il Celtic partecipa per la seconda volta alla Coppa delle Coppe,arrivando ancora in semifinale. L'avversario di turno questa volta è il Liverpool. La gara d'andata, in Scozia, termina 1-0 per gli uomini di Stein. Nel ritorno, però, al termine di una partita molto controversa, dove la squadra biancoverde si vide annullare un goal per un sospetto fuorigioco proprio nel finale (lo stesso arbitro dell'incontro ammetterà il proprio errore pochi giorni dopo), fu il Liverpool a vincere per 2-0, eliminando il Celtic dalla competizione. Arriva comunque la vittoria del campionato.

Ma fu il 1967 l'anno glorioso della squadra bianco-verde, quando il Celtic vinse ogni competizione alla quale partecipò: il campionato scozzese, la Coppa di Scozia, la Coppa di Lega scozzese, la Glasgow Cup e, soprattutto, la Coppa Campioni. Capitanati da Billy McNeill, i Bhoys sconfissero in finale l'Inter 2-1 all'Estádio Nacional di Lisbona, Portogallo, il 25 maggio 1967: proprio per la località della finale, i calciatori passarono alla storia come Lisbon Lions ("Leoni di Lisbona"). Jimmy Johnstone, Bobby Lennox e Bobby Murdoch, tra i più acclamati giocatori della storia della squadra, facevano parte di quella squadra formata, oltretutto, da ragazzi provenienti tutti da Glasgow e dintorni. L'ultima soddisfazione, a coronamento di quella che fu definita "a season in the sun", arrivò il 7 giugno, quando il Celtic accettò l'invito del Real Madrid allo stadio Santiago Bernabéu per la partita d'addio al calcio del leggendario Alfredo Di Stéfano. Una rete di Lennox, su un perfetto assist di Johnstone, nel secondo tempo, garantì il successo alla truppa di Stein per 1-0. In ricordo di quella prestigiosa vittoria, seppur ottenuta in un incontro amichevole, i Lisbon Lions portarono a casa l'ultimo pezzo d'argenteria della stagione, l'Alfredo Di Stefano Trophy[30]. A questo si aggiunse il prestigioso BBC Sports Personality Team of the Year Award[31], che la squadra, nella persona di Stein, ricevette nel corso di una cerimonia televisiva dalle mani del celebre allenatore Matt Busby, maestro di cerimonie per l'occasione e campione d'Europa l'anno seguente con il Manchester United. Molto sfortunata, invece, l'avventura nella Coppa Intercontinentale, dove il Celtic si trovò ad affrontare la squadra argentina del Racing Club. La sfida contro la compagine sudamericana fu molto accesa e vide i biancoverdi subire molto il gioco violento degli avversari. Nonostante tutto, nella gara d'andata a Glasgow, il Celtic vince per 1-0, con rete del capitano McNeill[32]. Nel ritorno ad Avellaneda, la violenza e le intimidazioni in campo contro gli uomini di Stein scoppiano prima del fischio d'inizio, quando il portiere Ronnie Simpson viene colpito da un oggetto durante la fase di riscaldamento[33]. Dopo l'iniziale vantaggio di Tommy Gemmell su rigore, alla fine sono gli argentini a vincere in rimonta per 2-1. Nello spareggio di Montevideo va in scena un'altra "battaglia" , caratterizzata da provocazioni, falli e ben sei espulsi (quattro per il Celtic e due per il Racing), e vinta 1-0 dal Racing[34][35].

Nella stagione 1967-1968, in Coppa dei Campioni il Celtic viene fermato al primo turno, sconfitto dalla Dinamo Kiev con un 3-2 complessivo (sconfitta per 2-1 in casa e pareggio esterno per 1-1). In patria, invece, la squadra aggiunge al 25o titolo nazionale la Coppa di Lega, battendo in finale l'Hibernian per 6-2.

L'anno seguente arriva il secondo treble casalingo (campionato, Coppa di Scozia e Coppa di Lega)della storia del club. In Coppa dei Campioni, gli uomini di Stein arrivano fino ai quarti di finale. Il cammino dei Bhoys viene interrotto dal Milan (poi vincitore della competizione), in virtù del pareggio a reti inviolate a Milano, seguito dalla sconfitta per 1-0 a Glasgow.

Nel 1970 il Celtic, oltre a confermare la leadership in campionato, si aggiudica anche la Coppa di Lega, battendo per 1-0 St.Johnstone nella finale di Hampden Park. In Europa, la squadra si ripresenta in finale di Coppa Campioni nel 1970. Gli uomini di Stein eliminano prima il Basilea, pareggiando 0-0 in Svizzera e trionfando 2-0 in Scozia. Successivamente, afforntano i portoghesi del Benfica con cui danno vita a 180 minuti molto intensi. Infatti, alla vittoria per 3-0 dell'andata in patria, segue una sconfitta con lo stesso risultato nella gara di ritorno in terra portoghese. Il lancio della moneta favorisce i Bhoys, che si qualificano così per i quarti. Il sorteggio pone sul cammino dei biancoverdi la Fiorentina, che il Celtic piega per 3-0 a Glasgow, perdendo successivamente a Firenze per 1-0. In semifinale si assiste al derby britannico con gli inglesi del Leeds. Il Celtic vince entrambe le partite (1-0 e 2-1). Nella finale di "San Siro", a Milano, i biancoverdi non riescono però a ripetere il successo del 67. Infatti, pur passando in vantaggio, vengono raggiunti e superati per 2-1 dagli olandesi del Feyenoord al termine di tempi supplementari. Il 1970 è da ricordare per un record tuttora imbattuto: il maggior numero di spettatori per una partita di calcio valida per una coppa europea. Avvenne nella semifinale di quella stessa competizione, quando il Celtic affrontò gli inglesi del Leeds United: la partita di ritorno giocata a Hampden Park venne vista da 133.961 spettatori. Al di là della mancata conquista della seconda Coppa dei Campioni, in virtù dei brillanti risultati comunque conseguiti in patria e all'estero nella stagione 1969-70, il Celtic riceve il premio di migliore squadra dell'anno (la Statuette of Samothrace) dalla nota rivista France Football[36].

La divisa con la quale il Celtic vinse la finale della Coppa di Scozia del 1977, l'ultimo trofeo dell'era Stein.

Durante la gestione Stein, la squadra raggiunse per altre due volte la semifinale della massima competizione europea: nel 1972 affrontò ancora l'Inter, che eliminò l'undici bianco-verde ai calci di rigore (entrambe le sfide si erano concluse sullo 0-0). Nel 1974, invece, il Celtic fu eliminato dall'Atletico Madrid, pareggiando 0-0 in Scozia, e perdendo 2-0 in Spagna.

Nel 1975 arriva un terzo posto in campionato, ma il Celtic ottiene comunque un double nelle coppe nazionali, assicurandosi prima Coppa di Lega, battendo l'Hibernian per 6-3, e poi la Scottish Cup, con la vittoria per 3-1 sull'Airdrieonians. L'avventura in Coppa dei Campioni è piuttosto deludente, terminando al primo turno contro i greci dell'Olympiakos, pareggiando 1-1 in casa e perdendo 2-0 in trasferta .

La stagione successiva arriva solo un secondo posto in campionato. In Coppa delle Coppe, il Celtic sconfigge al primo turno il Valur con un 9-0 complessivo (vittoria per 7-0 al Celtic Park e 2-0 a Reykjavík). Al termine dei 180 minuti contro la compagine islandese, la squadra portò a casa un trofeo particolare, il Polar Bear Trophy[37]. Agli ottavi, gli uomini di Stein sconfiggono i portoghesi del Boavista, pareggiando 0-0 in Portogallo e vincendo 3-1 in Scozia. Il cammino termina in maniera sorprendente ai quarti contro i tedeschi del Zwickau, con un pareggio casalingo per 1-1, seguito da una sconfitta esterna per 1-0.

Nel 1977 l'avventura europea dei biancoverdi si ferma al primo turno della Coppa UEFA, per mano del Wisla Cracovia, pareggiando per 2-2 in casa e perdendo 2-0 in Polonia. La stagione è comunque caratterizzata dal double, campionato e Scottish Cup. L'aritmetica conquista del titolo nazionale arriva il 16 aprile (a quattro giornate dalla fine del torneo), con la vittoria per 1-0 in trasferta ad Edimburgo contro l'Hibernian. Di Joe Craig il goal partita nel corso della ripresa[38]. La finale di Coppa di Scozia, invece, viene disputata il 7 maggio contro i Rangers, e vinta per 1-0 grazie ad un rigore trasformato d Andy Lynch nel corso del primo tempo. La conquista della coppa nazionale (la 25a per i Bhoys) rappresenta l'ultimo trofeo sollevato da Jock Stein (la sua 8a Coppa di Scozia e 25o trofeo in assoluto) ad Hampden Park, alla guida dei cattolici di Glasgow[39]. Secondo gli annali, però, Jock Stein si congedò dalla società portando in bacheca un altro trofeo, la World of Soccer Cup[40], vinto in un torneo amichevole che si tenne in Australia dal 21 al 31 luglio, dove il Celtic trionfò su Stella Rossa, Arsenal e una selezione Australiana.

Gli anni di Cesar e la "rissa di Hampden" del 1980[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la lunga e gloriosa era di Stein, nel 1978 passò alla guida del Celtic Billy McNeill (soprannominato "Cesar"), ex calciatore e capitano dei Lisbon Lions, che iniziò subito la sua carriera da allenatore in grande strappando il titolo nazionale (il 31o per i Bhoys) ai rivalissimi Rangers con una vittoria per 4-2 nell'ultima partita della stagione. Molti tifosi ricordano quella vittoria come uno dei trionfi più grandi della storia del club, secondo solo alla conquista della Coppa dei Campioni a Lisbona. Era il 21 maggio 1979 e il derby si disputava al Celtic Park di fronte a 52.000 spettatori. La compagine biancoverde, rimasta in 10 uomini dal 51' e sul punteggio di 2-2 (grazie alle reti di McCluskey e Roy Aitken), si portò in vantaggio grazie ad un'autorete del difensore dei Rangers Colin Jackson all' 85', per poi mettere al sicuro il risultato al 90' con una splendida rete realizzata da Murdo MacLeod. Quel giorno nacque la canzone TEN MEN WON THE LEAGUE[41]. McNeill condusse il Celtic alla vittoria di altri due titoli nazionali, rispettivamente nel biennio 1981 e 1982. Nel 1980 vinse la Coppa di Scozia, in finale contro i Rangers. Era il 10 maggio ad Hampden Park. Quella partita, purtroppo, passerà alla storia come la "rissa di Hampden". Il Celtic vinse l'incontro 1-0 ai tempi supplementari con goal di McCluskey. L'incontro si era svolto in un clima di tranquillità sia in campo che sugli spalti. Vista la calma apparente, la polizia abbassò la guardia consentendo ad un centinaio di tifosi biancoverdi un'invasione di campo al fine di festeggiare i propri beniamini. I supporters dei Rangers, però, intesero quel gesto come una provocazione e si riversarono a loro volta sul terreno di gioco: ne nacquero violenti incidenti che coinvolsero 9.000 persone, con il bilancio finale di centinaia di feriti e un morto. Nella stagione1982-83 arrivò anche la Coppa di Lega. La finale fu sempre contro gli eterni rivali dei Rangers, battuti stavolta 2-1, grazie alle reti di MacLeod e Charlie Nicholas. Il periodo di Caesar fu contraddistinto anche da un altro evento triste: il 19 ottobre del 1981 morì all'età di 30 anni il centrocampista e idolo dei tifosi del Celtic Johnny Doyle, folgorato mentre lavorava nella propria abitazione[42]. Nonostante i successi in patria, la mancanza di prestazioni brillanti in Europa (unico acuto fu il raggiungimento dei quarti di finale di Coppa dei Campioni nel 1980) e delle dispute su dei fondi economici destinati ai trasferimenti dei calciatori segnalarono ben presto che l'avventura sulla panchina del vecchio eroe di Lisbona sarebbe durata poco, ed infatti lasciò il club nel 1983.

Davie Hay ed i broken Hearts[modifica | modifica wikitesto]

Fu un altro ex calciatore, David Hay, a sostituire McNeill nel luglio 1983, e ci vollero ben due anni prima che il Celtic tornasse a vincere qualcosa. Nel 1985 il Celtic rimontò un 1-0 di fine primo tempo vincendo per 2-1 contro il Dundee United nella finale del centenario della Coppa di Scozia, grazie a un calcio di punizione incredibile di Davie Provan ed a un gol di testa in tuffo di Frank McGarvey. L'anno seguente la formazione bianco-verde si aggiudicò il suo 34o titolo nazionale all'ultima giornata nella peggiore e meno probabile delle circostanze: per vincere il campionato, infatti, il Celtic doveva vincere la sua ultima gara con almeno tre gol di scarto contro il St. Mirren e al contempo sperare che gli Hearts perdessero col Dundee. Per fortuna loro, gli Hearts persero la partita 2-0, e i tre gol di scarto richiesti col St.Mirren divennero addirittura cinque, dato che il match finì 5-0. Per questa circostanza nacque il detto broken Hearts (gioco di parole che significa "cuori infranti"). In ambito europeo, durante la sua gestione, la squadra raggiunse gli ottavi di finale della Coppa UEFA 1983-1984. Dopo aver eliminato al primo turno i danesi dell'Aarhus con un 5-1 complessivo (1-0 in Danimarca e 4-0 in Scozia), nei sedicesimi Celtic riuscì ad eliminare i portoghesi dello Sporting Lisbona, perdendo 2-0 in Portogallo, ma vincendo 5-0 in patria. Il cammino fu interrotto dagli inglesi del Nottingham Forest, con un pareggio a reti inviolate in trasferta, seguito da una sconfitta per 2-1 in casa. Una pagina molto amara nella storia europea biancoverde fu scritta in occasione della Coppa delle Coppe 1984-1985, nel corso della gara di ritorno degli ottavi di finale contro il Rapid Vienna. Dopo esser stati sconfitti per 3-1 in Austria, il Celtic stava vincendo per 3-0 a Glasgow, quando il difensore del Rapid, Rudolf Weinhofer, si gettò a terra, sostenendo di essere stato colpito da una bottiglia lanciata dagli spalti dai sostenitori del Celtic. Nonostante le immagini televisive dimostrassero che il giocatore non fosse stato minimamente sfiorato, l'UEFA decise di annullare la partita, e di farla rigiocare in campo neutro. Al Celtic fu anche comminata una multa di 17.000 sterline e la squalifica del campo per una partita. La ripetizione si disputò all'Old Trafford di Manchester, dove il Rapid si impose per 1-0 e guadagnò il passaggio del turno.[43] David Hay lasciò la panchina del club al termine della stagione 1986-87, sostituito di nuovo da Billy McNeill, lasciando comunque un buon ricordo nel pubblico.

Il ritorno di Cesar[modifica | modifica wikitesto]

Billy McNeill, ex capitano del Celtic. Allenò la compagine biancoverde dal 1978 al 1983 e dal 1987 al 1990.

Quando Billy McNeill tornò a gestire la squadra nel 1987, il Celtic sembrò destinato ad un altro periodo di dominio assoluto, stabilendo un record di imbattibilità di 31 partite, culminato in una storica vittoria del campionato 1987-88 e, il 14 maggio, della coppa nazionale (2-1 contro il Dundee United, con doppietta di Frank McAvennie). Il 1988 rappresenta, poi, l'anno del centenario per il Celtic. Tra gli eventi celebrativi, il 7 agosto, al Celtic Park, in una suggestiva cornice di 42.000 spettatori, si tenne un'amichevole di lusso con i brasiliani del Cruzeiro. Il Celtic vinse il match per 4-2 , con una tripletta di Andy Walker e ad un goal di McAvennie, aggiudicandosi la Coppa del Centenario. Nonostante il successo iniziale degli uomini di McNeill, al double campionato e coppa della stagione 1987-88, ne seguì una molto più modesta, soprattutto in campionato, evidenziata da una brutta sconfitta contro i Rangers per 5-1 ad inizio stagione. La squadra terminò il campionato al terzo posto, dietro i rivali cittadini dei Rangers e all'Aberdeen. Tuttavia, la stagione 1988-89 fu salvata grazie alla vittoria della Scottish Cup battendo i Rangers 1-0 con un gol di Joe Miller. Inoltre, il 4 aprile 1989, prima della fine del campionato, gli uomini di McNeill, campioni di Scozia in carica, si tolsero la soddisfazione di conquistare il titolo di 'Unofficial British Champions'. Infatti, il Celtic affrontò il Liverpool, campione d'Inghilterra, nella terza (e ultima) edizione della Dubai Champions Cup. Tale competizione prevedeva una sfida annuale tra i campioni di Scozia e Inghilterra da disputarsi negli Emirati Arabi Uniti. Le due precedenti edizioni avevano visto trionfare prima il Liverpool (sul Celtic), poi i Rangers (sull'Everton), sempre ai calci di rigore. L'edizione del 1989 si svolse allo stadio Al-Nasar di Dubai. Ai Bhoys non bastò la rete di Mark McGhee, e le squadre terminarono i tempi regolamentari sul punteggio di 1-1. Anche questa volta, si ricorse ai calci di rigore, e fu il Celtic ad aggiudicarsi il trofeo e la British Championship, vincendo per 4-2[44].

Nella stagione 1989-90 il nuovo attaccante polacco del Celtic Dariusz Dziekanowski segnò quattro gol nel primo turno della Coppa delle Coppe contro il Partizan Belgrado, e la squadra uscì dalla competizione per la regola dei gol fuori casa (fu sconfitta 2-1 a Belgrado e vinse 5-4 a Glasgow). In campionato arrivò quinta. Giunta in finale di coppa di Scozia, invece, subì la sconfitta contro l'Aberdeen ai calci di rigore.

La stagione seguente il Celtic apparì fuori dai giochi in campionato molto presto, nonostante il loro centrale Paul Elliott fosse stato eletto il giocatore dell'anno. Raggiunsero la finale di Coppa di Lega per essere poi battuti dai Rangers ai supplementari. Comunque, la vendetta fu consumata nel quarto di finale della Coppa di Scozia: in una folle giornata di San Patrizio, il Celtic vinse 2-0 con i rivali grazie alle reti di Gerry Creaney e Dariusz Wdowczyk, in una partita caratterizzata da 4 espulsioni (3 per i Rangers ed 1 per il Celtic). La soddisfazione durò poco anche in quella competizione, dato che il Celtic fu poi eliminato in semifinale dal Motherwell con un pesante 4-2, che determinò l'ultimo abbandono di McNeill alla guida del club.

Liam Brady, Neuchatel Xamax e Lou Macari[modifica | modifica wikitesto]

Liam Brady fu scelto come nuovo allenatore del Celtic poco dopo l'abbandono di McNeill, divenendo soltanto l'ottavo manager dopo cento anni; ma fu anche il primo ad allenare la squadra senza mai avervi giocato. Nonostante le sue credenziali come calciatore di Arsenal e Juventus, oltre che per la Nazionale di calcio irlandese, la sua gestione risultò abbastanza fallimentare. Il 22 ottobre 1991, al secondo turno di Coppa UEFA contro la formazione svizzera del Neuchatel Xamax, il Celtic perse 5-1, una delle peggiori sconfitte europee della storia del club.[senza fonte] Nella partita di ritorno il Celtic non andò oltre la vittoria per 1-0, e fu eliminata con un risultato totale di 5-2. Con una sconfitta contro l'Airdrie nella Coppa di Lega poche settimane prima, Brady lasciò il club presto, e i cosiddetti barren years del club continuarono con la guida di un altro ex-calciatore, Lou Macari. L'unica soddisfazione di "rilievo" in quei primi anni 90, fu la vittoria di un'edizione del Tennets Sixes, un torneo di calcio a sei tra squadre scozzesi di I e II Division, avvenuta il 14 gennaio del 1992 (vittoria in finale per 4-2 contro il St Johnstone F.C.). Infatti, nelle successive stagioni il Celtic non alzò alcun trofeo. Nel campionato 1991-92 e 1992-93 si classificò al terzo posto, ottenendo comunque la qualificazione alla Coppa UEFA. Arrivò quarto, invece, al termine del campionato 1993-94, rimanendo fuori da qualsiasi competizione europea.

Il rinnovamento di Fergus McCann[modifica | modifica wikitesto]

Fase di partita della finale di Coppa di Scozia del 1995 vinta contro l'Airdrieonians.

La Bank of Scotland informò il Celtic il 3 marzo 1994 che aveva un debito superiore a 5 milioni di sterline. Fu in quel momento che l'imprenditore Fergus McCann, ormai residente in Canada, prese controllo del 51% del club: subito estromise le famiglie storiche che avevano gestito il Celtic dalla sua fondazione e cominciò un lavoro di rinnovamento. L'intervento di McCann fu per molti provvidenziale, e secondo i media riuscì ad impossessarsi del club otto minuti prima che fosse dichiarata la bancarotta.

Per ripianare il debito considerevole della squadra McCann trasformò il Celtic in una public limited company - Celtic PLC -, equivalente in Italia ad una società a responsabilità limitata solo con partecipazione pubblica, in un'operazione talmente riuscita da essere considerata una delle migliori nella storia dei mercati finanziari britannici. Ben presto la dirigenza ripianò il debito e rimpinguò le casse di 14 milioni di sterline, furono ampliati servizi relativi al club e, soprattutto, fu ricostruito il Celtic Park nella moderna struttura attuale, in modo da rivaleggiare ai migliori impianti europei. Sotto l'aspetto tecnico, Lou Macari fu licenziato da McCann e sostituito dall'ex calciatore Tommy Burns, che adottò un sistema di gioco molto più offensivo.

Nonostante il periodo buio a livello finanziario, e mantenendo una gestione comunque accorta dei conti economici del club, il Celtic ha comunque conseguito buoni successi.

Sotto la guida di Burns, i bianco-verdi vinsero la Scottish Cup nel 1995 1-0 contro l'Airdrieonians, con goal dell'attaccante olandese Pierre van Hooijdonk (rifacendosi della precedente sconfitta ai rigori in finale di coppa di lega contro il Raith Rovers), ma si piegarono al predominio dei rivali Rangers in campionato. Al termine della stagione, si classificarono nuovamente al quarto posto. Arrivò un secondo posto l'anno successivo, sempre dietro i Rangers, con 4 punti di distacco. Dopo l'ulteriore occasione sfumata, nel 1997, per ritornare a vincere il titolo di campione di Scozia (per i Rangers si trattava, invece, del 9º campionato consecutivo), Burns fu esonerato con l'intero staff tecnico.

In questo periodo accadde anche un incidente piuttosto sgradevole riguardante Jim Farry, che in funzione di principale organo esecutivo della SFA, deliberatamente ritardò l'iscrizione al campionato del calciatore nazionale portoghese Jorge Cadete, lasciando il Celtic privo del suo nuovo acquisto per gran parte dei match importanti della stagione. Fergus McCann protestò con la SFA, che ritenne Jim Farry colpevole di condotta gravemente scorretta in relazione alla sua posizione.

L'anno di Jansen[modifica | modifica wikitesto]

Henrik Larsson, calciatore simbolo del Celtic degli anni novanta e vincitore della Scarpa d'oro nel 2001.

Dopo le dimissioni di Burns, per la stagione 1997-98 tutti si aspettavano l'incarico affidato all'ex difensore della squadra Roy Aitken. Invece, la dirigenza scelse a sorpresa il tecnico olandese Wim Jansen, cambiando inoltre alcune posizioni all'interno del club: la posizione centrale del manager fu abolita, e fu istituita una doppia figura, l'head coach (l'allenatore) e il general manager. Quest'ultimo compito fu affidato, non senza controversie, al legale ed ex commentatore televisivo Jock Brown. Jansen fu aiutato da Murdo MacLeod nella gestione tecnica della squadra.

Con parecchi nuovi ingaggi, tra i quali quello di Henrik Larsson, uomo simbolo del Celtic anni '90, per un prezzo di £.650.000 dagli olandesi del Feyenoord Rotterdam, il 30 novembre 1997, il Celtic si aggiudicò il primo trofeo stagionale, ovvero la Scottish League Cup, battendo il Dundee United per 3-0, grazie alle reti di Marc Rieper, Craig Burley e dello stesso Larsson. In Coppa UEFA gli uomini di Jansen superano facilmente i primi due turni preliminari, eliminando i gallesi dell'Inter Cardiff FC e gli austriaci del FC Wacker Tirol, rispettivamente con un punteggio complessivo di 8-0 e 7-5. L'avventura nella competizione termina ai trentaduesimi, dove il Celtic viene eliminato dal Liverpool per la regola dei goal realizzati in trasferta, pareggiando 2-2 in Scozia e 0-0 in Inghilterra. In Scottish Premier Division, dopo un inizio in salita (due sconfitte nelle prime due giornate, contro Hibernian e Dumfermline) il Celtic riesce alla fine a superare i Rangers per la prima volta in circa dieci anni, distaccando gli eterni rivali di 2 punti nella classifica finale. Per ottenere il successo, però, si dovette attendere un vittoria in casa all'ultima giornata contro il St Johnstone. Era il 9 maggio 1998 e il Celtic si impose per 2-0, con una rete di Henrik Larsson all'inizio del primo tempo, e una di Harald Martin Brattbakk nel corso della ripresa[45]. La conquista del titolo di campione di Scozia, che mancava dal 1988, fu molto importante per la società e i tifosi bianco-verdi, in quanto permise al Celtic di conservare il record, seppur in condivisione con i Rangers, di 9 campionati vinti consecutivamente.

Nonostante il trionfo per il 36º titolo nazionale, i festeggiamenti per la vittoria del titolo si svilirono quando a Jansen non furono garantiti fondi extra per rafforzare l'organico: il tecnico olandese si dimise appena due giorni dopo la vittoria del titolo, mentre Brown lo seguì poco dopo.

Doctor Jo[modifica | modifica wikitesto]

Si speculò su una gran quantità di nomi dopo l'addio a sorpresa di Jansen per la guida tecnica della squadra, ma l'uomo scelto in seguito fu l'inaspettato slovacco Jozef Vengloš. La decisione portò molto disappunto tra i tifosi, preoccupati per i risultati del tecnico alla guida della formazione inglese dell'Aston Villa. Le paure dei sostenitori non tardarono a concretizzarsi, dato che il Celtic fu estromesso subito dalla Champions League, dalla Coppa UEFA e dalla Coppa di Lega, ma si riprese quantomeno in campionato dove lottò per il titolo fino alla penultima giornata - e battendo anche i Rangers 5-1. In ogni caso, la squadra non sembrava effettivamente capace di competere i rivali cittadini per il titolo, ed una sconfitta nella finale di Coppa di Scozia fu solo l'ulteriore conferma della mancanza di progressi. Poco dopo la fine della stagione Vengloš si dimise da allenatore, andando a coprire il ruolo di osservatore in Europa.

La stagione di Barnes[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1999-2000 è considerata come una delle più disastrose della storia del club. Kenny Dalglish tornò nel club, questa volta come general manager, ruolo rimasto vacante per almeno un anno, mentre la gestione tecnica della squadra fu affidata all'ex calciatore inglese del Liverpool John Barnes.

Barnes non aveva mai allenato una squadra professionistica, e le peggiori preoccupazioni della tifoseria trovarono subito riscontro subito dopo il girone d'andata, dove il titolo per il campionato era già compromesso. A seguito di una serie di risultati scadenti - tra i quali l'eliminazione dalla Coppa UEFA ed una gamba rotta a Lione per Henrik Larsson - i Rangers aumentarono il divario in maniera drammatica in testa alla classifica, suscitando le prime domande di esonero per Barnes.

Ma l'episodio più umiliante della stagione accadde l'8 febbraio del 2000, quando il Celtic ospitò una gara di Coppa di Scozia contro il Caledonian Thistle di Inverness, in forma ma modesta squadra di 1 Division scozzese (seconda serie), avversaria che sulla carta non aveva quasi possibilità di battere la compagine di Glasgow: invece la formazione delle Highlands uscì dal Celtic Park con un'incredibile vittoria per 3-1, che scatenò una protesta dei tifosi bianco-verdi, che si radunarono a centinaia fuori dallo stadio. Il quotidiano The Sun titolò il giorno uno dei suoi trafiletti in prima pagina come "Super Caley Go Ballistic, Celtic Are Atrocious"[46]. Rifiutandosi di parlare alla stampa il giorno della partita, Barnes organizzò una conferenza stampa il giorno dopo, nella quale dichiarò che un litigio tra lui ed il calciatore Mark Viduka a metà primo tempo aveva influenzato molto negativamente la squadra ed era la causa principale della sconfitta[47]. Barnes fu licenziato il mattino seguente.

Kenny Dalglish allora prese in mano la gestione dell'organico, traghettando la squadra fino a fine stagione e richiamando Tommy Burns ad aiutarlo. Nonostante il rispetto che Dalglish si procurò da parte della tifoseria, poco poté per cambiare le sorti di una stagione disgraziata, ed il club finì il campionato 21 punti dietro i Rangers. La vittoria della Coppa di Lega sull'Aberdeen, per 2-0, con le reti di Tommy Johnson e Vidar Riseth, fu l'unica consolazione in una delle stagioni più brutte della storia del club.

Il quinquennio di O'Neill e la finale di Coppa UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Martin O'Neill, allenatore dal 2000 al 2005.

Nel 2000 fu nominato allenatore Martin O'Neill, chiamato a risollevare il club dopo il fiasco di Barnes e Dalglish. Sotto la sua gestione il Celtic si aggiudicò tre volte su cinque la Scottish Premier League.

Il 2000-2001 fu una delle stagioni più memorabili nella storia della squadra biancoverde, che ottenne il treble (il terzo nella storia del club, dopo il 1967 e 1969) campionato-Coppa di Scozia-Coppa di Lega dopo trentadue anni – O'Neill fu il secondo allenatore a riuscire nell'impresa dopo Jock Stein – e si impose sui Rangers in modo netto (6–2 e 1-0 al Celtic Park; 3–0 ad Ibrox), vincendo il torneo in scioltezza. Con 35 reti realizzate in quella stagione, Henrik Larsson diventa il miglior marcatore a livello europeo, vincendo la Scarpa d'oro[48].

Dal 2001 al 2004 il Celtic fece registrare una striscia di imbattibilità interna di 77 partite, che comprese anche un record per la Scottish Premier League: il maggior numero di vittorie di fila in una stagione.

Il Celtic nel pre-gara della finale di Coppa UEFA 2002-2003.

In tre occasioni il Celtic di O'Neill si qualificò per la fase a gironi della UEFA Champions League e in altrettante occasioni fallì l'accesso agli ottavi di finale, nonostante il conseguimento di alcune vittorie, anche di prestigio, nel corso delle edizioni 2001-02 (1-0 sul Porto, 1-0 sul Rosenborg, 4-3 sulla Juventus), 2003-04 ( 2-0 sul Lione, 1-0 sull'Anderlecht). Nella stagione europea 2002-03, dopo aver fallito l'accesso alla fase a gironi della Champions League, il Celtic recita un ruolo da protagonista in Coppa UEFA, raggiungendo la finale della competizione. Dopo essersi facilmente sbarazzati al primo turno dei lituani del FK Sūduva con un 10-1 complessivo (doppia vittoria, per 8-1 e 2-0), durante il loro cammino ottengono successi importanti, come su Celta Vigo ai sedicesimi, superando gli spagnoli per la regola delle reti realizzate in trasferta (pareggio per 2-2 al termine dei 180 minuti), le vittorie su Stoccarda (5-4 complessivo tra andata e ritorno)agli ottavi, nei due derby britannici, prima contro il Blackburn Rovers (3-0) al secondo turno, poi contro il Liverpool (3-1) ai quarti. Molto ricordata dai tifosi la sfida di ritorno contro i Reds ad Anfield, dove il Celtic si impose per 2-0, grazie ad un calcio di punizione trasformato da Alan Thompson nel corso del primo tempo, e ad una splendida rete su tiro da fuori area di John Hartson nei secondi 45 minuti[49]. Al cardiopalma, invece, la doppia sfida in semifinale contro i portoghesi del Boavista, quando, dopo il pareggio per 1-1 del Celtic Park, una rete di Henrik Larsson a dieci minuti dalla fine[50], garantisce al Celtic la vittoria per 1-0 nel ritorno a Oporto. Nella finale di Siviglia, però, gli scozzesi vengono sconfitti dai portoghesi del Porto per 3-2 ai tempi supplementari. Per i Bhoys, entrambe le reti vengono siglate da Larsson, che viene nominato comunque 'man of match' al termine dell'incontro. Nonostante la sconfitta gli scozzesi portarono a casa un'onorificenza importante: il premio Fair Play (sia dalla FIFA che dalla UEFA) per il comportamento esemplare tenuto dagli oltre 80.000 sostenitori arrivati nella città iberica per seguire la loro squadra. In campionato, i biancoverdi arrivano secondi, senza alzare alcun trofeo stagionale.

Nella stagione 2003-04, il Celtic, si classifica al terzo posto nel proprio girone di Champions League, accedendo, quindi, ai sedicesimi di Coppa Uefa. Sulla strada dei Bhoys si presenta il Barcellona. La compagine di O'Neill, grazie ad un goal di Thompson, vince sui catalani per 1-0 al Celtic Park nella gara d'andata. In quella di ritorno, i Bhoys riescono ad uscire indenni dal Camp Nou pareggiando per 0-0, qualificandosi così per i quarti. Qui termina il cammino europeo, ad opera di un'altra spagnola, il Villareal, pareggiando per 1-1 in Scozia, e perdendo per 2-0 in Spagna. In patria, i Bhoys ottengono un double: il 18 aprile, grazie ad una rete di Stilijan Petrov, il Celtic vince per 1-0 in casa del Kilmarnock, aggiudicandosi il 39ºtitolo nazionale con sei giornate d'anticipo. Il 22 maggio, invece, conquista la 32º Coppa di Scozia, battedo 3-1 il Dunfermline, con Larsson (doppietta) e Petrov marcatori per i biancoverdi. Con la vittoria della coppa nazionale, lo storico attaccante Henrik Larsson conclude la sua carriera al Celtic dopo ben sette anni[51]. Con ben 242 reti complessive segnate in maglia bianco-verde, si congeda dai tifosi lasciando un ricordo indelebile nella loro memoria [52]. Inoltre, con tutte le sue reti l'attaccante svedese diventa il terzo marcatore nella speciale classifica dei giocatori più prolifici di tutti i tempi del Celtic, alle spalle di Jimmy McGrory (472) e Bobby Lennox (273). La sua ultima partita in assoluto con i cattolici di Glasgow avviene il 25 maggio, in occasione di un'amichevole (vinta per 1-0, grazie ad una rete nella ripresa di Chris Sutton) organizzata in suo onore contro gli spagnoli del Siviglia[53].

Il campionato 2004-05, invece, si è concluso con una sorta di Caporetto per i "Bhoys", che all'ultima giornata hanno perso nei minuti finali dell'incontro contro il Motherwell per 2-1, consegnando così il titolo agli odiati Rangers. Agli uomini di O'Neill bastava un pareggio per essere campioni di Scozia. Ironia della sorte, entrambe le reti dei Wells furono realizzate da Scott McDonald, che vestirà la divisa bianco-verde dal 2007 al 2010 (realizzando molte reti importanti per i Bhoys). Il Celtic riesce però a vincere la Coppa di Scozia, battendo 1-0 in finale il Dundee United, grazie ad una rete realizzata da Alan Thompson nel corso del primo tempo. In Champions League, la squadra raccoglie solo 5 punti (una vittoria contro lo Shakhtar Donetsk e due pareggi contro Milan e Barcellona) e si piazza ultima nel proprio girone, ad un punto dal terzo posto che avrebbe garantito almeno la qualificazione ai sedicesimi di Coppa UEFA.

Il quadriennio di Strachan[modifica | modifica wikitesto]

Gordon Strachan alla guida del Celtic.

Nel 2005 O'Neill è stato rimpiazzato da Gordon Strachan. Tra i nuovi acquisti, in squadra arrivano il giapponese Shunsuke Nakamura e l'ex stella del Manchester United Roy Keane. La stagione 2005-06 si è aperta con l’inaspettata eliminazione nel secondo turno preliminare della Champions League a opera degli slovacchi dell’Artmedia Bratislava. Gli scozzesi, sconfitti in Slovacchia per 5-0, hanno poi parzialmente ridotto il passivo nella gara di ritorno vincendo 4-0, che tuttavia non è bastato per essere ammessi alla più importante competizione europea. In ambito nazionale, il 19 marzo, il Celtic è riuscito a riconquistare la Coppa di Lega, battendo il Dunfermline per 3-0, con le reti di Shaun Maloney, Maciej Zurawski e Dion Dublin. In seguito vincerà la Scottish Premier League con molte giornate di anticipo sulla chiusura del torneo, lasciandosi alle spalle la rivelazione Hearts, che per gran parte della stagione aveva occupato la prima posizione. A fine stagione, Keane sarà costretto a dare l'addio al calcio per problemi fisici.

Nel 2006-07 il Celtic continuò a dominare il campionato scozzese. Alla fine di gennaio aveva 19 punti di vantaggio sulla seconda, i Rangers. Il 22 aprile 2007, con una vittoria per 2-1 contro il Kilmarnock, grazie ad un gol di Vennegoor of Hesselink, e ad un calcio di punizione da 25 metri magistralmente trasformato da Shunsuke Nakamura, il Celtic si assicurò il titolo con quattro giornate di anticipo, lasciando i Rangers a 13 punti di distanza dalla vetta della graduatoria. In Champions League i biancoverdi furono eliminati agli ottavi di finale dal Milan, poi vincitore del trofeo, perdendo per 1-0 la gara di ritorno a San Siro al termine dei tempi supplementari (l'andata in Scozia era finita con il risultato di 0-0). La stagione europea resta comunque da ricordare per le decisive vittorie casalinghe contro Benfica (3-0, con un goal del difensore Stephen Pearson e una doppietta dell'attaccante Kenny Miller) ma, soprattutto, contro il Manchester United, quando una rete su calcio di punizione di Nakamura, e un rigore parato da Artur Boruc a Louis Saha nei minuti finali, garantirono la vittoria ai Bhoys per 1-0, oltre che il passaggio del turno agli ottavi ( per la prima volta da quando è stata istituita la fase a gironi), piazzandosi al secondo posto nel proprio girone, alle spalle dello stesso United. Il 26 maggio il Celtic si aggiudicò anche la sua 34ª Coppa di Scozia,battendo 1-0 il Dunfermline, con goal di Jean-Joël Perrier-Doumbé.

Scott McDonald:55 reti realizzate con il Celtic dal 2007 al 2010.

Nel 2007-08 nel corso della Champions League, Il Celtic affronta lo Spartak Mosca nel terzo turno preliminare. Nella partita d'andata, in Russia, la squadra rimedia un prezioso pareggio per 1-1, con un goal di Paul Hartley. Nel ritorno, il Celtic rimedia un altro 1-1 (con goal di McDonald), superando poi russi grazie alla lotteria dei calci di rigore. Nel corso della fase a gironi, gli uomini di Strachan capitalizzano al massimo le gare casalinghe, vincendo 2-1 contro il Milan (con goal di Stephen McManus e Scott McDonald), 1-0 contro il Benfica (Aiden McGeady) e 2-1 in rimonta, all'ultima giornata, contro lo Shakhtar Donetsk (Jiří Jarošík e Massimo Donati nei minuti di recupero), qualificandosi così agli ottavi di finale per il secondo anno consecutivo. Anche in questa occasione, il cammino europeo del Celtic viene interrotto, stavolta per mano del Barcellona, in conseguenza di due sconfitte (3-2 in casa e 1-0 in trasferta). La squadra bianco-verde ha vinto comunque il campionato, all'ultima giornata, con 3 punti di vantaggio sui Rangers. Quella stagione i Bhoys monopolizzarono anche la classifica marcatori. Infatti, capocannoniere del torneo fu McDonald con 25 reti. In seconda posizione, a quota 15, un altro attaccante del Celtic, l'olandese Jan Vennegoor of Hesselink.

Meno fortunata è la stagione successiva: in Champions League il Celtic viene inserito nel girone con gli inglesi del Manchester United, gli spagnoli del Villarreal e i danesi dell'Aalborg. Si classificherà ultimo con 5 punti (ad un solo punto dal terzo posto, utile per la qualificazione ai sedicesimi di Europa League), frutto di due pareggi con danesi (0-0) e inglesi (1-1), e un'inutile vittoria (2-0) sugli spagnoli all'ultima giornata. In patria non riesce a confermare il titolo di campione di Scozia, arrivando secondo, superato dai rivali dei Rangers. In Coppa di Scozia uscirà ai quarti, perdendo 1-0 in casa del St. Mirren. Riuscirà comunque a vincere la 14ª Coppa di Lega scozzese, in finale, per 2-0, grazie alle reti di Darren O'Dea, e Aiden McGeady su rigore, proprio contro i Rangers, alla fine dei tempi supplementari. La stagione si è conclusa con il congedo a Strachan, sostituito da Tony Mowbray.

L'arrivo di Neil Lennon e i tre titoli consecutivi (2010-2014)[modifica | modifica wikitesto]

Neil Lennon, ex capitano e bandiera del club, allenatore della compagine tra il 2010 e il 2014.

Il 24 luglio del 2009 il Celtic diventa la " prima squadra scozzese " a giocare nel nuovo stadio di Wembley, partecipando alla prima edizione della Wembley Cup (insieme ai campioni d'Europa in carica del Barcellona, gli inglesi del Tottenham e i campioni d'Africa dell'Al-Ahly)[54]. La vittoria della competizione (battendo 5-0 l'Al-Ahly e, due giorni dopo, 2-0 il Tottenham) impreziosì ulteriormente l'evento[55]. Insieme alla Translink Cup (competizione annuale che promuove la lotta al razzismo), vinta pochi giorni prima in Australia contro il Brisbane Roar Football Club[56], saranno gli unici trofei della stagione per i Bhoys. Infatti, nonostante il buon precampionato, la stagione di Tony Mowbray sulla panchina degli scozzesi è stata tutt'altro che felice: il Celtic, dopo aver eliminato la Dinamo Mosca nel terzo turno preliminare dalla Champions League (perdendo 1-0 in casa, ma vincendo 2-0 in trasferta), fu prima estromesso dalla competizione ai play-off ad opera dell'Arsenal (sconfitta a Glasgow per 2-0, e a Londra per 3-1) e in seguito anche dall'Europa League, dopo che la squadra giunse in terza posizione nel girone eliminatorio. In campionato i risultati furono scarsi e la squadra ebbe una stagione difficile, non riuscendo ad impedire ai rivali dei Rangers Glasgow la vittoria per il secondo anno consecutivo. Mowbray si dimise a marzo, all'indomani di una sconfitta per 4-0 in campionato contro il St. Mirren. Al suo posto venne nominato come allenatore l'ex giocatore Neil Lennon. La stagione vede il Celtic terminare in seconda posizione dietro i rivali cittadini di Ibrox Park. A nulla servì a Febbraio l'arrivo in prestito dal Tottenham del forte attaccante Robbie Keane. A soddisfazione personale, segnò 16 reti in 19 presenze, diventando il capocannoniere e il miglior giocatore del club della stagione.

Uno striscione d'incoraggiamento dei tifosi per Neil Lennon a seguito delle minacce di morte ricevute.

Durante la sessione estiva di mercato della stagione 2010-11, la società ha piazzato colpi importanti come quello di Daryl Murphy e di Efraín Juárez, perdendo però allo stesso tempo Aiden McGeady, passato allo Spartak Mosca per 10 milioni di sterline. La stagione è molto amara per i Bhoys. La squadra esce sconfitta sia dal terzo turno preliminare di Champions League contro i portoghesi dello Sporting Braga (sconfitta per 3-0 in Portogallo, e vittoria per 2-1 in Scozia) che dai play-off di Europa League contro gli olandesi dell'Utrecht (vittoria casalinga per 2-0, seguita da una pesante sconfitta per 4-0 in trasferta). Inoltre, durante l'anno accade un drammatico episodio in società: nel marzo 2011, a Lennon viene spedito un pacco bomba. Fortunatamente viene intercettato dalla polizia postale. In risposta alle minacce di morte, arrivarono attestati di solidarietà e di condanna per il vile attentato da parte dell'intera tifoseria biancoverde, e da personaggi di spicco, quali il primo ministro scozzese Alex Salmond, e il presidente della UEFA Michel Platini, i quali descrissero l'accaduto come un puro atto di terrorismo. Dopo queste minacce, Lennon viene successivamente messo sotto scorta[57]. Già in precedenza, Lennon e i giocatori Nordirlandesi in forza al Celtic Niall McGinn e Patrick McCourt avevano ricevuto lettere minatorie contenenti proiettili[58][59]. Al di là di questi episodi incresciosi, in campionato la squadra si piazza nuovamente seconda dietro i rivali dei Rangers, con un solo punto di distacco. Il 21 maggio, però, vince la sua 35ª Scottish Cup battendo 3-0 il Motherwell, con Ki Sung-Yueng (premiato al termine della partita come 'man of match'), Mark Wilson e Charlie Mulgrew marcatori dell'incontro.

Nella stagione successiva, il Celtic partecipa all'Europa League, incontrando al terzo turno preliminare il Sion. La gara d'andata al Celtic Park termina con il risultato di 0-0. Il ritorno, invece, 3-1 per gli svizzeri. Nonostante la sconfitta al termine del doppio confronto, il Celtic partecipa ugualmente alla fase a gironi, in seguito alla squalifica del Sion da parte della FIFA, per aver schierato nella sfida contro gli scozzesi dei giocatori non eleggibili[60]. I biancoverdi vengono inseriti nel girone con Atletico Madrid, Rennes e Udinese. Al termine della prima fase, il Celtic totalizza 6 punti (frutto di una vittoria e un pareggio nella doppia sfida contro i francesi, e di due pareggi contro l'Udinese) classificandosi al terzo posto nel proprio girone, alle spalle degli spagnoli e degli italiani, e deve abbandonare la competizione (risulterà fatale il pareggio per 1-1, all'ultima giornata contro l'Udinese al Friuli). Il 18 marzo arriva un'altra delusione per gli uomini di Lennon. Infatti, il Celtic perde 1-0 contro il Kilmarnock la finale di Coppa di Lega scozzese. Il 15 aprile, invece, viene eliminato dalla Coppa di Scozia, perdendo 2-1 in semifinale contro gli Hearts, vincitori poi della coppa. La squadra vincerà però il campionato con 20 punti di vantaggio sui Rangers (complice la penalizzazione di 10 punti perché entrati in amministrazione controllata il 14 febbraio 2012). Il 29 aprile, a quattro giornate al termine del campionato, al Celtic Park si tiene l'ultimo Old Firm, prima del fallimento dei Rangers. Kris Commons, Charlie Mulgrew e Gary Hooper firmano il successo per 3-0. A fine stagione, proprio Hooper, con 24 gol, è capocannoniere del torneo.

Gary Hooper: 63 reti realizzate in 95 presenze con il Celtic dal 2010 al 2013.

Nella stagione 2012-2013 della Champions League, il Celtic parte dal terzo turno preliminare, dove affronta l'HJK Helsinki. La prima partita si gioca in Finlandia e vede i bianco-verdi di Glasgow imporsi per 2-0, con le reti di Joe Ledley e Giorgos Samaras. Nel ritorno sono sempre gli uomini di Lennon ad avere la meglio, stavolta per 2-1, grazie ai goal di Charlie Mulgrew e Gary Hooper. Successivamente, vince il playoff di Champions League superando l'Helsingborg, vincendo per 2-0 entrambi i confronti, ed accede alla fase a gironi, a cui non prendeva parte dalla stagione 2008-2009. Il 7 novembre 2012, giorno del 125º anniversario della fondazione del club, grazie alle reti di Victor Wanyama (primo giocatore keniota a segnare un goal nella fase a gironi di Champions League) e Tony Watt, il Celtic supera per 2-1 il Barcellona campione del mondo,[61]. L'evento viene ulteriormente impreziosito dalla spettacolare coreografia allestita dai tifosi per l'occasione[62]. Determinante, ai fini del risultato, la splendida performance del portiere Fraser Forster, autore di provvidenziali parate, soprattutto su Lionel Messi. Il giorno dopo, i giornali catalani lo elogiano, definendolo la "Gran Muralla" (Grande Muraglia)[63]. Il 5 dicembre, battendo sempre per 2-1 lo Spartak Mosca, con un goal di Gary Hooper (già decisivo nella vittoria per 3-2 nella partita d'andata in Russia) ad inizio gara, e ad un rigore trasformato da Kris Commons nei minuti finali, il Celtic conquista il passaggio del turno, raggiungendo gli ottavi di finale quattro stagioni dopo l'ultima volta (ovvero la stagione 2007-2008). Il 12 febbraio, nell'andata degli ottavi della UEFA Champions League 2012-2013 subiscono una pesante sconfitta per 0-3, al Celtic Park, da parte della Juventus, complicando la qualificazione ai quarti di finale. Il 2-0 della gara di ritorno elimina il Celtic dalla massima competizione europea. Si conferma leader in patria, vincendo sia campionato che Coppa di Scozia (vittoria per 3-0 sull'Hibernian F.C., con tripletta di Hooper).

La stagione 2013-14 inizia con un precampionato piuttosto deludente. La squadra mostra molte difficoltà nell'impostazione di gioco e in fase realizzativa, dopo gli addii di alcuni giocatori importanti, come Wanyama, Hooper e Ledley (partiti per la Premier League inglese). La squadra, però, termina la preparazione con la vittoria prestigiosa sul Liverpool per 1-0, aggiudicandosi il Dublin Decider[64] nella splendida cornice di pubblico dello Stadio Aviva di Dublino. Durante il calciomercato arrivano in squadra volti nuovi, come Steven Mouyokolo, Virgil van Dijk, Amido Baldé e, successivamente, Teemu Pukki. Da questa stagione, l'avventura del Celtic in Champions League 2013-2014 comincia dal secondo turno preliminare. La squadra di Neil Lennon vince sui campioni nordirlandesi del Cliftonville Football Club con un risultato complessivo di 5-0 (3-0 a Belfast e 2-0 a Glasgow), per poi affrontare gli svedesi dell'IF Elfsborg, eliminandoli grazie ad una rete di Commons nella gara d'andata giocata al Celtic Park, vinta per 1-0 (il ritorno in Svezia terminerà 0-0). Nella sfida per i play-off il Celtic affronta i kazaki dello Shakhter Karagandy, perdendo 2-0 l'andata in Kazakistan, ma vincendo con una rimonta al Celtic Park per 3-0, con Kris Commons, Giorgos Samaras e James Forrest (all'ultimo minuto) marcatori dell'incontro. In questo modo accede alla fase a gironi nel gruppo H con Barcellona, Milan e Ajax, terminando all'ultimo posto.[65][66] L'unico successo nella competizione sarà il 2-1 casalingo contro gli olandesi. Eliminata piuttosto presto anche da entrambe le coppe nazionali con due sconfitte casalinghe (in entrambe le occasioni agli ottavi, in Coppa di Lega dal Morton, e in Coppa di Scozia dall'Aberdeen), il 26 marzo, con la vittoria per 5-1 in casa del Partick Thistle, il Celtic vince il suo 45º titolo nazionale, terzo consecutivo, il primo della neonata Scottish Premiership (che ha preso il posto dell'ex Premier League), con sette turni d'anticipo[67]. Con 27 centri, Commons diventa capocannoniere del torneo. Forster, invece, fissa un nuovo record d'imbattibilità per un portiere nel campionato scozzese, mantenendo la sua porta inviolata per ben 1215 minuti.[68]

Ronny Deila[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2014-2015 il nuovo allenatore viene individuato nel norvegese Ronny Deila. Ad affiancarlo in panchina, come vice, arriva John Collins, ex calciatore e idolo dei tifosi del Celtic negli anni 90. Nella sessione estiva di mercato la società si assicura diversi giocatori, come il portiere Craig Gordon, chiamato a sostituire Forster (passato al Southampton), Jason Denayer e Jo Inge Berget. Il primo impegno ufficiale è il secondo turno preliminare di Champions League contro i campioni d'Islanda del KR Reykjavik, che il Celtic batte facilmente vincendo 1-0 in trasferta, con goal del giovane Callum McGregor (talento del settore giovanile bianco-verde) e 4-0 in casa, con doppiette di Pukki e van Dijk. Successivamente, nel terzo turno preliminare, i Bhoys vengono sorteggiati con i polacchi del Legia Varsavia. Nella partita di andata, in Polonia, gli uomini di Deila vengono sconfitti per 1-4, mentre al ritorno vincono 3-0 a tavolino, a causa dell'inserimento in campo di un giocatore squalificato da parte del Legia. In virtù di questi risultati gli scozzesi accedono al turno di play-off, dove vengono sorteggiati con gli sloveni del Maribor, dai quali vengono però eliminati (pareggio per 1-1 in Slovenia e sconfitta per 0-1 a Celtic Park). La stagione europea prosegue, quindi, con la partecipazione alla Europa League. Il Celtic viene inserito nel girone con i rumeni dell'Astra Giurgiu, i croati della Dinamo Zagabria e gli austriaci del Red Bull Salisburgo. Prima dell'inizio della competizione, vengono tesserati gli attaccanti Stefan Scepovic, John Guidetti, e il centrocampista Wakaso Mubarak. La squadra termina la fase a gironi piazzandosi al secondo posto, alle spalle del Salisburgo[69], qualificandosi così per i sedicesimi. In campionato, dopo un avvio piuttosto incerto, raggiunge la vetta della classifica nel mese di Dicembre.Il 1º febbraio, in occasione della semifinale della Coppa di lega, il Celtic si ritrova ad affrontare i Rangers, al momento seconda forza della Championship. L'evento è vissuto con particolare fermento da entrambe le tifoserie. Infatti, si tratta del primo Old Firm dopo il fallimento nel 2012 della compagine protestante per irregolarità finanziarie[70].È anche la prima volta che le due squadre si affrontano in disparità di categoria. Allo stadio Hampden Park di Glasgow, gli uomini di Deila rispettano i pronostici della vigilia, piegando per 2-0 gli storici rivali cittadini, con le reti di Leigh Griffiths e Kris Commons, entrambe realizzate nel corso del primo tempo[71]. Per la statistica, si tratta dell' Old Firm numero 400 disputato dalle due compagini. Inoltre, dopo la cessione di Beram Kayal al Brighton[72], la squadra si rafforza prelevando dal Dundee United i centrocampisti Gary Mackay-Steven e Stuart Armstrong. Entrambi debuttano nel miglior modo possibile, realizzando una rete ciascuno nella vittoria per 3-0 contro il Partick Thistle nel derby di campionato dell'11 febbraio[73][74]. Il 19 febbraio, in occasione dell'andata dei sedicesimi di Europa League, il Celtic si ritrova ad affrontare tra le mura amiche l'Inter, che non incontrava in gare ufficiali dalla semifinale di Coppa dei Campioni del 1972[75]. Sugli spalti del Celtic Park viene allestita una splendida coreografia[76], in ricordo della vittoriosa finale europea di Lisbona del 1967. L'incontro termina sul risultato di 3-3, con Guidetti, all'esordio in Europa, che acciuffa il pari nei minuti di recupero[77]. In virtù di questo risultato, gli uomini di Deila sono obbligati a vincere nella gara di ritorno. Ma, una settimana dopo, perdono 1-0 a S.Siro, complice l'espulsione di van Dijk nel corso del primo tempo, che obbliga i biancoverdi a giocare in difesa per gran parte della partita.[78]. I Bhoys, quindi, devono abbandonare la competizione. Smaltita la delusione europea, la squadra si rituffa subito negli impegni di campionato, ottenendo un'importante vittoria per 4-0 sull'Aberdeen, seconda in classifica. Battendo i Dons, i biancoverdi portano a sei i punti di vantaggio dalla seconda posizione. Il 14 marzo, Ronny Deila può sollevare il primo trofeo della sua gestione. Infatti, ad Hampden Park il Celtic vince la finale di Coppa di Lega, battendo 2-0 il Dundee United, grazie alle reti di Commons nel primo tempo, e di Forrest nella ripresa. Il 19 aprile, però, perde per 3-2 ai tempi supplementari la semifinale di Coppa di Scozia contro l'Inverness. Con la vittoria casalinga per 5-0 contro il Dundee del primo maggio (e la sconfitta per 1-0 dell'Aberdeen, il giorno successivo, in casa del Dundee United) il Celtic, con tre turni d'anticipo, conquista aritmeticamente il 46º titolo nazionale.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Celtic Glasgow Football Club
  • 1890-1891 - 2° in Scottish Football League.
  • 1891-1892 - 2° in Scottish Football League.
Scottish cup.jpg SFA Cup (1º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (2º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (3º titolo).

Scottish cup.jpg SFA Cup (4º titolo).
  • 1904-1905 - Spltrophy.png Campione di Scozia (5º titolo).
  • 1905-1906 - Spltrophy.png Campione di Scozia (6º titolo).
  • 1906-1907 - Spltrophy.png Campione di Scozia (7º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (5º titolo).
  • 1907-1908 - Spltrophy.png Campione di Scozia (8º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (6º titolo).
  • 1908-1909 - Spltrophy.png Campione di Scozia (9º titolo).
  • 1909-1910 - Star*.svg Spltrophy.png Campione di Scozia (10º titolo).

Scottish cup.jpg SFA Cup (7º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (8º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (9º titolo).

Scottish cup.jpg SFA Cup (10º Titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (11º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (12º titolo).

Scottish cup.jpg SFA Cup (13º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (14º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (15º titolo).
  • 1937-1938 - Spltrophy.png Campione di Scozia (19º titolo).
  • 1938-1939 - 2° in Scottish Division One.
  • 1939-1946: Campionati sospesi per cause belliche.
  • 1946-1947 - 7° in Scottish Division A.
  • 1947-1948 - 12° in Scottish Division A.
  • 1948-1949 - 6° in Scottish Division A.
  • 1949-1950 - 5° in Scottish Division A.

Scottish cup.jpg SFA Cup (16º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (17º titolo).
Scottish League Cup (1º titolo).
Scottish League Cup (2º titolo).

Scottish cup.jpg SFA Cup (18º titolo).
  • 1965-1966 - Spltrophy.png Campione di Scozia (21º titolo).
Scottish League Cup (3º titolo).
  • 1966-1967 - Spltrophy.png Campione di Scozia (22º titolo).
Coppacampioni.png Campione d'Europa (1º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (19º titolo).
Scottish League Cup (4º titolo).
  • 1967-1968 - Spltrophy.png Campione di Scozia (23º titolo).
Scottish League Cup (5º titolo).
  • 1968-1969 - Spltrophy.png Campione di Scozia (24º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (20º titolo).
Scottish League Cup (6º titolo).
  • 1969-1970 - Spltrophy.png Campione di Scozia (25º titolo).
Scottish League Cup (7º titolo).

  • 1970-1971 - Spltrophy.png Campione di Scozia (26º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (21º titolo).
  • 1971-1972 - Spltrophy.png Campione di Scozia (27º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (22º titolo).
  • 1972-1973 - Spltrophy.png Campione di Scozia (28º titolo).
  • 1973-1974 - Spltrophy.png Campione di Scozia (29º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (23º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (24º titolo).
Scottish League Cup (8º titolo).
  • 1975-1976 - 2° in Scottish Premier Division.
  • 1976-1977 - Star*.svg Star*.svg Star*.svg Spltrophy.png Campione di Scozia (30º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (25º titolo).
  • 1977-1978 - 5° in Scottish Premier Division.
  • 1978-1979 - Spltrophy.png Campione di Scozia (31º titolo).
  • 1979-1980 - 2° in Scottish Premier Division.
Scottish cup.jpg SFA Cup (26º titolo).

  • 1980-1981 - Spltrophy.png Campione di Scozia (32º titolo).
  • 1981-1982 - Spltrophy.png Campione di Scozia (33º titolo).
  • 1982-1983 - 2° in Scottish Premier Division.
Scottish League Cup (9º titolo).
  • 1983-1984 - 2° in Scottish Premier Division.
  • 1984-1985 - 2° in Scottish Premier Division.
Scottish cup.jpg SFA Cup (27º titolo).
  • 1985-1986 - Spltrophy.png Campione di Scozia (34º titolo).
  • 1986-1987 - 2° in Scottish Premier Division.
  • 1987-1988 - Spltrophy.png Campione di Scozia (35º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (28º titolo).
  • 1988-1989 - 3° in Scottish Premier Division.
Scottish cup.jpg SFA Cup (29º titolo).
  • 1989-1990 - 5° in Scottish Premier Division.

  • 1990-1991 - 3° in Scottish Premier Division.
  • 1991-1992 - 3° in Scottish Premier Division.
  • 1992-1993 - 3° in Scottish Premier Division.
  • 1993-1994 - 4° in Scottish Premier Division.
  • 1994-1995 - 4° in Scottish Premier Division.
Scottish cup.jpg SFA Cup (30º titolo).
  • 1995-1996 - 2° in Scottish Premier Division.
  • 1996-1997 - 2° in Scottish Premier Division.
  • 1997-1998 - Spltrophy.png Campione di Scozia (36º titolo).
Scottish League Cup (10º titolo).
Scottish League Cup (11º titolo).

  • 2000-2001 - Spltrophy.png Campione di Scozia (37º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (31º titolo).
Scottish League Cup (12º titolo).
  • 2001-2002 - Spltrophy.png Campione di Scozia (38º titolo)
  • 2002-2003 - 2° in Scottish Premier League.
  • 2003-2004 - Spltrophy.png Campione di Scozia (39º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (32º titolo).
  • 2004-2005 - 2° in Scottish Premier League.
Scottish cup.jpg SFA Cup (33º titolo).
  • 2005-2006 - Star*.svg Star*.svg Star*.svg Star*.svg Spltrophy.png Campione di Scozia (40º titolo).
Scottish League Cup (13º titolo).
  • 2006-2007 - Spltrophy.png Campione di Scozia (41º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (34º titolo).
  • 2007-2008 - Spltrophy.png Campione di Scozia (42º titolo).
  • 2008-2009 - 2° in Scottish Premier League.
Scottish League Cup (14º titolo).
  • 2009-2010 - 2° in Scottish Premier League.

  • 2010-2011 - 2° in Scottish Premier League.
Scottish cup.jpg SFA Cup (35º titolo).
  • 2011-2012 - Spltrophy.png Campione di Scozia (43º titolo).
  • 2012-2013 - Spltrophy.png Campione di Scozia (44º titolo).
Scottish cup.jpg SFA Cup (36º titolo).
  • 2013-2014 - Spltrophy.png Campione di Scozia (45º titolo).
  • 2014-2015 - Spltrophy.png Campione di Scozia (46º titolo).
Scottish League Cup (15º titolo).

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei primi Celtic, in maglia a strisce verticali.
La squadra nella stagione 1913-14, con la maglia a strisce orizzontali.

La divisa del Celtic ha percorso la stessa evoluzione dello stemma, ovvero di autentica e immutabile tradizione, se non per gli albori. A parte infatti l'anno della fondazione, nel quale la squadra si presume abbia giocato in camicia bianca con colletto verde e pantaloncini neri, e il primo decennio in cui le divise erano a strisce verticali bianco-verdi, i giocatori del Celtic indossano la stessa tenuta dal 1903, quindi da più di 105 anni, ovvero una maglia bianca con strisce orizzontali verdi (i famosi Hoops), pantaloncini bianchi e calzettoni altrettanto bianchi; la tenuta non è mai cambiata con l'avanzare delle stagioni se non per qualche dettaglio poco rilevante a livello visivo.[79]

La divisa casalinga del Celtic, specialmente nel periodo classico del calcio di metà XX secolo, quando nel resto d'Europa le tenute di gara erano piuttosto spartane e spesso ripetitive, era un autentico simbolo identificativo. Altra peculiarità tipica del Celtic era la numerazione delle maglie, che non è esistita fino al 1994. I numeri erano stampati, molto grandi, sopra i pantaloncini sia davanti che dietro (emblematici i filmati di repertorio in cui si vedono gli arbitri che per ammonire od espellere il giocatore, invece di guardare la schiena per scrivere il numero, guarda i pantaloncini).

Molte squadre si sono rifatte alla squadra scozzese per il loro look, come ad esempio i tedeschi del Greuther Furth, o i nordirlandesi del Belfast Celtic, o ancora gli spagnoli del Betis Siviglia o la squadra italiana Almas Roma.

La divisa da trasferta, specialmente negli ultimi anni, ha subito molte variazioni, passando dal bianco, al nero, al giallo-nero o giallo-verde e ad altri colori. L'attuale divisa da trasferta del Celtic è color oro con pantaloncini verdi e calzettoni oro e sostituisce un tenuta verde scuro con bordini bianchi. In precedenza la divisa era a strisce verticali nero-verdi, spostata poi a terza scelta e infine abbandonata, con pantaloncini e calzettoni neri. La squadra ha avuto nel 2007 anche un completo per le coppe, bianco con una banda verticale verde-oro.

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1932-oggi
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1903-1932
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1888-1899
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Prima divisa (1888)

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei loghi per il merchandising; sempre presente un quadrifoglio, seppur stilizzato, con caratteri che richiamano molto quelli gaelici.

Esclusa la prima annata dalla fondazione, dove sulle maglie campeggiava una croce celtica su scudo ovale rosso, Il Celtic ha sempre avuto un unico e solo stemma, ovvero un quadrifoglio verde e bianco bordato da circonferenze verdi. Non sono certi i motivi dell'adozione di questo simbolo, ma è chiaro il riferimento, almeno per somiglianza, allo shamrock irlandese.

Negli ultimi anni, per il proprio merchandising o per varie iniziative, la società sta adottando anche un tipo di carattere molto simile a quello antico gaelico. È il caso di notare che il verde, presente sulle maglie e in altre componenti identificative del club, è un colore diffuso nelle tradizioni celtiche ed è il colore nazionale irlandese.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: You'll Never Walk Alone.

L'inno del Celtic è il celebre brano dei Gerry and the Pacemakers You'll Never Walk Alone, che è anche l'inno storico della squadra inglese del Liverpool Football Club. Al riguardo, una disputa sorta tra le due tifoserie circa la “primogenitura” dell'uso di tale brano come coro da stadio[80] sembra avere la risoluzione più accreditata nella considerazione che, essendo il brano giunto per la prima volta in Europa nel 1963 come cover a opera dei citati Gerry & the Pacemaker (come già detto, di Liverpool), e cantato dagli spalti di Anfield già dal 1964, è assai improbabile che, prima di tale data, i tifosi scozzesi del Celtic, usi anch'essi intonare brani in voga, facessero ricorso a un brano proveniente da un musical americano non ancora famosissimo nel Regno Unito[80]. È dunque ritenuto verosimile che siano stati i tifosi del Liverpool i primi del Regno Unito, e altrettanto verosimilmente i primi in assoluto, a usare You'll Never Walk Alone come coro da stadio[80].

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Celtic Park.
Il Celtic Park nel 1894, durante la partita Scozia-Inghilterra del Torneo Interbritannico.
Il moderno impianto del Celtic Park, costruito sotto la gestione di Fergus McCann.

Situato nell'area Parkhead (da cui, a volte, prende anche il nome) di Glasgow, il Celtic Park ha una capienza di 60.832 spettatori. Questo lo rende il terzo stadio calcistico più grande del Regno Unito, dopo il Wembley di Londra e l'Old Trafford di Manchester. È conosciuto anche con l'appellativo The Paradise dai tifosi del Celtic.

Originariamente, nel 1888 (anno di fondazione del club), l'impianto dove il Celtic disputava le gare casalinghe si trovava in un'altra zona della città. Solo nel 1892 la squadra usufruì dell'attuale struttura. Precisamente, la prima partita si disputò il 20 maggio contro il Renton. Lo stadio ebbe subito un enorme successo, registrando poi il record di 45.107 presenze per la partita Scozia-Inghilterra, valevole per il Torneo Interbritannico 1894. Nel corso degli anni, il Celtic Park ha subito numerose modifiche. La più significativa avvenne nella seconda metà degli anni 90, sotto la gestione del presidente Fergus McCann, il quale rese la struttura più moderna, adeguata alla "normativa Taylor"(adottata nel Regno Unito dopo il disastro di Hillsborough). In questo modo, il Celtic Park è uno degli stadi più moderni d'Europa.

La struttura ha, inoltre, ospitato diversi eventi nel corso degli anni, tra cui alcune finali di Coppa di Scozia nei periodi in cui Hampden Park era inaggibile. L'ultima finale di Coppa è stata giocata il 24 maggio 2014, e ha visto il trionfo del St. Johnstone sul Dundee United per 2-0[81]. Inoltre, sempre nel 2014, dal 23 luglio al 3 agosto, è stata sede dei XX Giochi del Commonwealth. Durante quell'arco di tempo, il Celtic ha disputato le partite al Murrayfield Stadium di Edimburgo.

Tra gli eventi extrasportivi, l'impianto ha ospitato diversi concerti musicali: gli Who nel 1976[82], Bryan Adams e Prince nel 1992[83][84], gli U2 nel 1993[85].

Dinanzi all'entrata dello stadio sono state erette, nel corso degli anni, delle statue alla memoria di 3 tra i più importanti personaggi della storia del club biancoverde: Fratello Walfrid nel 2005, Jimmy Johnstone nel 2006, Jock Stein nel 2011. La gradinata est dello stadio è dedicata ai Lisbon Lions, mentre quella occidentale a Jock Stein.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Un primo piano dell'ingresso del centro sportivo di Lennoxtown.

Il Lennoxtown training centre è il centro di allenamento della prima squadra, del settore giovanile, ed è utilizzata come sede delle partite della rappresentativa femminile. La struttura è situata a Lennoxtown, nell'East Dunbartonshire, ed è adiacente al castello abbandonato Lennox Hospital. Si trova su un sito di 46 ettari nei pressi delle Campsie Fells, e fu progettato per sostituire l'ex campo di allenamento del Celtic a Barrowfield, ritenuto dalla società poco idoneo per gli standard moderni. Il centro è stato inaugurato ufficialmente il 9 ottobre 2007 dal presidente del Celtic Brian Quinn in una cerimonia in cui presero parte anche il capo esecutivo Peter Lawwell, l'allenatore Gordon Strachan e il capitano della squadra Stephen McManus. Quinn affermò:Quando la gente vierrà a vedere le strutture vedranno quello che penso che siamo, un grande club europeo[86].

Circa £ 8.000.000 sono stati spesi per la costruzione di questo centro sportivo. Internamente dispone di un centro fitness con palestra, sala per la fisioterapista e strutture mediche, sauna, bagno turco, piscina per l'idroterapia, spogliatoi, lavanderia, aule/strutture per l'istruzione, gli uffici per l'amministrazione e per i media. Esternamente, invece, la struttura comprende tre campi, le cui dimensioni soddisfano gli standard della UEFA. Il campo principale è in erba naturale, il secondo in erba artificiale. Segue, poi, un'area per l'allenamento dei portieri.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Board[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario aggiornato al 10 marzo 2015

Ruolo[87] Nome
Presidente Ian Bankier
Capo Esecutivo Peter Lawwell
Direttore Finanziario Eric J. Riley
Direttore non esecutivo Dermot Desmond
Direttore non esecutivo Ian Livingston

[modifica | modifica wikitesto]

Abbigliamento tecnico
Sponsor ufficiale
  • Regno Unito CR Smith (1984-1997)
  • Stati Uniti Ford People (1991-1992)
  • Stati Uniti NTL (1999-2003)
  • Canada Carling (2003-2010)
  • Scozia Tennent's (2010-2013) [91]
  • Irlanda Magners (2014-) [92]


Il Celtic nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Tra Cinema e televisione, ci sono stati, in alcuni casi, riferimenti al Celtic:

In Sfida per la vittoria (A Shot at Glory), film del 2000 diretto da Michael Corrente e interpretato da Robert Duvall e dall'ex calciatore dei Rangers Ally McCoist, vengono ampiamente descritte le tematiche politiche e religiose legate all'Old Firm. Il film è preceduto da un breve documentario sull'eterna sfida tra Celtic e Rangers. Subito dopo, ironia della sorte, la storia vera e propria comincia con McCoist che interpreta il ruolo di Jackie McQuillan, un ex calciatore dei cattolici di Glasgow[93].

In Tickets, film diviso in 3 episodi uscito nel 2005, c'è un riferimento ai supporters del Celtic. Infatti, il regista Ken Loach, autore del 3o episodio, racconta di tre giovani tifosi biancoverdi in viaggio verso Roma per assistere ad una partita in trasferta di Champions League della loro squadra[94].

In Quello che so sull'amore (Playing for Keeps), film del 2012 diretto da Gabriele Muccino, l'attore Gerard Butler interpreta il ruolo di George Dryer, un ex calciatore professionista che ha militato nel Celtic[95].

Nel quattordicesimo episodio della ventesima stagione de: I Simpson (Nel nome del nonno), Homer e suo padre Abe rilevano un vecchio pub in Irlanda. In alcune sequenze dell'episodio, si vede uno dei clienti seduto ad un tavolo indossare la divisa da gioco del Celtic e , attaccato alla parete del locale, si vede chiaramente lo stemma della compagine biancoverde[96].

Per quanto concerne la letteratura, invece, nel corso degli anni, molti libri e biografie sono stati pubblicati sul Celtic e sui personaggi di spicco (allenatori e giocatori) che hanno fatto la storia del club[97], da James McGrory a Jock Stein e i Lisbon Lions, fino a personaggi importanti del recente passato, come Martin O'Neill, Henrik Larsson, John Hartson e Neil Lennon.

Anche in campo musicale ci sono diversi contributi. Molti sono gli inni e le canzoni dedicate alla squadra e alle sue imprese. Anche i calciatori e gli allenatori sono stati oggetto di testi vari[98]. Tra le più celebri si ricordano:The Celtic Song[99],Graffiti on the Wall[100] e Fields of Athenry[101]. Queste canzoni(anche solo i semplici ritornelli) sono continuamente cantante dai supporters sugli spalti del Celtic Park. Da non dimenticare il celebre inno You'll Never Walk Alone, che accompagna l'ingresso dei calciatori sul terreno di gioco. Questa canzone è condivisa con i tifosi del Liverpool, con i quali c'è una disputa circa quale delle due tifoserie l'abbia utilizzata per prima come coro da stadio. Entrambe comunque si sono ritrovate a cantarla insieme in occasione di impegni internazionali che hanno visto le due compagini confrontarsi, come nei quarti di finale di Coppa Uefa il 13 marzo 2003 al Celtic Park[102], o in caso di confronti in competizioni amichevoli, come all'Aviva Stadium di Dublino il 10 agosto 2014, in occasione del Dublin Decider[103]. Nel 1977 il cantante e tifoso Rod Stewart scrisse la canzone You're in My Heart, inclusa nell'album The Final Acclaim, con riferimento al Celtic, la sua squadra del cuore[104]. Dal 2010, la tifoseria del Celtic ha adottato, come altro coro da stadio, la canzone Just Can't Get Enough dei Depeche Mode, modificando le parole del testo originale[105]. Inoltre, è molto sentito il legame tra la squadra e il gruppo musicale CHARLIE AND THE BHOYS, che ha scritto e rivisitato molte delle canzoni inneggianti ai biancoverdi di Glasgow[106][107].

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Allenatori del Celtic F.C. e Categoria:Presidenti del Celtic F.C..
Nome Scottish League Scottish Cup Scottish League Cup Champions League Totale
Maley, Willie Willie Maley 1897-1940 Irlanda del Nord Irlanda del Nord 16 14 30
McStay, Jimmy Jimmy McStay 1940-1945 Scozia 0 0 0
McGrory, Jimmy Jimmy McGrory 1945-1965 Scozia 1 2 2 5
Stein, Jock Jock Stein 1965-1978 Scozia 10 8 6 1 25
McNeill, Billy Billy McNeill 1978-1983 Scozia 3 1 1 0 5
Hay, David David Hay 1983-1987 Scozia 1 1 0 0 2
McNeill, Billy Billy McNeill 1987-1991 Scozia 1 2 0 0 3
Brady, Liam Liam Brady 1991-1993 Irlanda 0 0 0 0 0
Macari, Lou Lou Macari 1993-1994 Scozia 0 0 0 0 0
Burns, Tommy Tommy Burns 1994-1997 Scozia 0 1 0 0 1
Jansen, Wim Wim Jansen 1997-1998 Paesi Bassi 1 0 1 0 2
Vengloš, Jozef Jozef Vengloš 1998-1999 Slovacchia 0 0 0 0 0
Barnes, John John Barnes 1999-2000 Inghilterra 0 0 0 0 0
Dalglish, Kenny Kenny Dalglish 2000 Scozia 0 0 1 0 1
O'Neill, Martin Martin O'Neill 2000-2005 Irlanda del Nord 3 3 1 0 7
Strachan, Gordon Gordon Strachan 2005-2009 Scozia 3 1 2 0 6
Mowbray, Tony Tony Mowbray 2009-2010 Inghilterra 0 0 0 0 0
Lennon, Neil Neil Lennon 2010-2014 Irlanda del Nord 3 2 0 0 5
Deila, Ronny Ronny Deila 2014-oggi Norvegia 1 0 1 0 2

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Calciatori del Celtic F.C..

Calciatori famosi[modifica | modifica wikitesto]

     

La migliore squadra di sempre[modifica | modifica wikitesto]

La migliore squadra di sempre

Nel 2002, dopo un sondaggio tra i tifosi, la seguente formazione è stata votata come la migliore squadra di sempre[109].

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès del Celtic Football Club.

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1892-1893, 1893-1894, 1895-1896, 1897-1898, 1904-1905, 1905-1906, 1906-1907, 1907-1908, 1908-1909, 1909-1910, 1913-1914, 1914-1915, 1915-1916, 1916-1917, 1918-1919, 1921-1922, 1925-1926, 1935-1936, 1937-1938, 1953-1954, 1965-1966, 1966-1967, 1967-1968, 1968-1969, 1969-1970, 1970-1971, 1971-1972, 1972-1973, 1973-1974, 1976-1977, 1978-1979, 1980-1981, 1981-1982, 1985-1986, 1987-1988, 1997-1998, 2000-2001, 2001-2002, 2003-2004, 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008, 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015
1891-1892, 1898-1899, 1899-1900, 1903-1904, 1906-1907, 1907-1908, 1910-1911, 1911-1912, 1913-1914, 1922-1923, 1924-1925, 1926-1927, 1930-1931, 1932-1933, 1936-1937, 1950-1951, 1953-1954, 1964-1965, 1966-1967, 1968-1969, 1970-1971, 1971-1972, 1973-1974, 1974-1975, 1976-1977, 1979-1980, 1984-1985, 1987-1988, 1988-1989, 1994-1995, 2000-2001, 2003-2004, 2004-2005, 2006-2007, 2010-2011, 2012-2013
1956-1957, 1957-1958, 1965-1966, 1966-1967, 1967-1968, 1968-1969, 1969-1970, 1974-1975, 1982-1983, 1997-1998, 1999-2000, 2000-2001, 2005-2006, 2008-2009, 2014-2015

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1966-1967

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Coppa dei Campioni
finalista 1969-70
semifinalista 1971-72, 1973-74
finalista 2002-03
quarti di finale 2003-04
semifinalista 1963-64, 1965-66

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

L'andamento del Celtic nel campionato scozzese dal 1890 al 2014
  • La finale di Scottish Cup vinta contro l'Aberdeen nel 1937 fu assistita da una folla di circa 146.433 persone (talvolta riportate 147.365) all'Hampden Park di Glasgow: questa affluenza rimane un record per una partita di calcio di club nel panorama europeo
  • Il Celtic detiene il record nel Regno Unito di imbattibilità nel calcio professionistico: ben 62 partite (49 vinte, 13 pareggiate), dal 13 novembre 1915 fino al 21 aprile 1917 - temporalmente 17 mesi e 4 giorni in totale (persero in casa col Kilmarnock nella penultima giornata della stagione)
  • È del Celtic anche il record di imbattibilità nella SPL in casa, con 77 partite utili dal 2001 al 2004
  • Record in Scozia per numero di spettatori: 92.000 contro il Rangers il 1º gennaio 1938. Terminò con una vittoria di 3–0 per il Celtic
  • Primo club britannico ad aver raggiunto una finale di una Coppa Europea
  • Primo club scozzese e britannico, oltre che nord-europeo, ad aver sia raggiunto che vinto la finale della Coppa Campioni
  • Unico club nella storia del calcio ad aver vinto la Coppa dei Campioni con una squadra interamente proveniente dal vivaio e con giocatori tutti nati e residenti a pochi chilometri dallo stadio
  • Detiene anche il record di maggior numero di reti in una finale di Coppa domestica: Celtic 7–1 Rangers, Scottish League Cup Final 1957[110]
  • Più veloce vittoria della SPL, con 6 giornate d'anticipo battendo il Kilmarnock il 18 aprile 2004 e gli Hearts il 5 aprile 2006
  • Primo club con settimanale dedicato nel Regno Unito, The Celtic View
  • Più ampio margine di vittoria nella. 8–1 contro il Dunfermline Athletic, febbraio 2006
  • Primo stadio nel Regno Unito ad ospitare una gara di motociclette il 28 aprile 1928
  • Celtic ed Hibernian detengono il record per il più costoso trasferimento tra due club scozzesi, quando i bianco-verdi tesserarono Scott Brown il 16 maggio 2007 per 4,4 milioni di sterline[111][112]
  • Primo club nel mondo a vincere il proprio campionato nella stagione del centenario (1987/88)
  • Numero più elevato di presenze consecutive nelle finali della coppa domestica, ben 14 dal 1964/65 al 1977/78

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

  • Giocatore con più presenze internazionali: 80, Pat Bonner: Repubblica d'Irlanda
  • Giocatore scozzese con più presenze internazionali: 76, Paul McStay
  • Giocatore con più presenze nel club: Billy McNeill, 790 nel periodo 1957–1975
  • Miglior capocannoniere nella stagione (tutte le competizioni): Henrik Larsson, 53 (2000/01)
  • Miglior capocannoniere nella stagione (solo campionato): Jimmy McGrory, 50 (1935/36)
  • Miglior capocannoniere di sempre: Jimmy McGrory, 468 (1922/23 - 1937/38)
  • Numero massimo di gol segnati in campionato (in una sola partita) da un giocatore: 8, Jimmy McGrory contro il Dunfermline in un 9–0 registrato il 14 gennaio 1928
  • Più veloce tripletta in una partita europea - Mark Burchill contro il Jeunesse Esch, Lussemburgo nel 2000[113]

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi del Celtic a Siviglia per la finale di UEFA del 2003

Il Celtic ha moltissimi sostenitori in tutto il mondo, almeno 9 milioni, non solo limitati alla città di Glasgow o alla Scozia, ma in gran parte della Repubblica d'Irlanda, in Irlanda del Nord ed anche Stati Uniti, Italia, Canada, Australia: solo in Nord America sono circa un milione, grazie alle origini irlandesi di molti cittadini canadesi e statunitensi. In Italia, molte squadre di livello amatoriale, adottano il nome e la divisa del Celtic, come succede per esempio a Genova o a Verona. Questo alto numero di sostenitori ha spinto il Celtic anche a lanciare una carta di credito ufficiale del club[114]. Esistono inoltre alcuni club italiani di tifosi del Celtic (Celtic Supporters Club) come The Italian Celts e Barga Celtic Supporters Club.

Con il soprannome Bhoys from Seville si indica la squadra che disputò la finale di Coppa UEFA nel 2003 contro il Porto. Nonostante la sconfitta ai tempi supplementari, il Celtic poté consolarsi con varie onorificenze relative al tifo. Approssimativamente 80.000 sostenitori bianco-verdi, infatti, si misero in viaggio per Siviglia, sede della finale, per poter assistere al match, nonostante fosse chiaramente impossibile per buona parte di loro, registrando il più vasto seguito di tifosi in un paese estero nella storia del calcio. I tifosi ricevettero anche riconoscimenti da UEFA e FIFA per il loro comportamento leale e per la loro passione durante tutto il torneo.[115][116][117].

La tifoseria del Celtic può annoverare tra le sue fila alcuni personaggi di spicco del mondo dello spettacolo. Tra tutti, spiccano il cantante Rod Stewart e il cantante e attore Billy Connolly, che hanno un posto riservato a vita al Celtic Park, omaggio del presidente Fergus McCann alla riapertura dello stadio nell'Agosto del 1995[118][119]. L'attrice Jennifer Love Hewitt e gli attori scozzesi Peter Mullan, Gerard Butler e James McAvoy sono tifosi della compagine biancoverde[120]. Butler e McAvoy hanno anche indossato la Hoops in alcune partite di beneficenza[121][122]. Anche i leader degli Oasis, Liam e Noel Gallagher, i Dropkick Murphys, Jim Kerr dei Simple Minds, sono accaniti tifosi. Dopo la vittoria in Champions league sul Barcellona del 7 novembre 2012, anche il Rapper statunitense Snoop Dogg ha manifestato la sua simpatia per il club[123].

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Old Firm.
« Dimenticate El Clásico, niente è comparabile al "pazzo" Old Firm[124] »
(Henrik Larsson)
Vistoso tricolore irlandese esposto dai fan del Celtic durante una Old Firm

Il Celtic è diventato una delle più conosciute squadre europee e la sua storica rivalità con i Rangers è conosciuta in tutto il mondo. Questa rivalità non è la solita rivalità di campanile a cui si è abituati a pensare. Ha radici molto più profonde, soprattutto di ordine religioso e anche politico e crea non poche situazioni sgradevoli di settarismo.

Il Celtic era infatti originariamente la squadra della minoranza cattolica di Glasgow, composta per gran parte da irlandesi emigrati in questa città nei primi anni del '900. In genere la maggioranza delle frange di tifo della squadra va orgogliosa del suo legame con la storia e la cultura celtica, tendenzialmente si sente più irlandese o scozzese che britannica e non di rado addirittura porta allo stadio il tricolore irlandese. Alcuni gruppi della loro tifoseria sembrerebbero vicini agli ambienti dell'Irish Republican Army ed in genere del separatismo, sia irlandese che scozzese. I Rangers invece erano originariamente la squadra della maggioranza protestante di Glasgow e di coloro che politicamente sono schierati a favore della Regina d'Inghilterra, anche se ultimamente hanno folte schiere di tifosi neutrali o fortemente distaccati dalla questione.

Come è facile immaginare, i derby tra queste due squadre sono sempre incandescenti. Questa situazione si riflette anche in Irlanda del Nord, dove nei quartieri cattolici si trovano murales inneggianti alla squadra bianco-verde e persone o bambini che indossano le divise del club, mentre ovviamente è l'opposto in quelli protestanti. Nella Repubblica d'Irlanda la squadra è di gran lunga la più amata dalla popolazione.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Celtic Football Club 2014-2015.
Scott Brown, attuale capitano della squadra

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 21 febbraio 2015.[125].

N. Ruolo Giocatore
2 Galles D Adam Matthews
3 Honduras D Emilio Izaguirre
4 Nigeria D Efe Ambrose
5 Paesi Bassi D Virgil van Dijk
6 Israele C Nir Biton
8 Scozia C Scott Brown
9 Svezia A John Guidetti
10 Irlanda A Anthony Stokes
11 Paesi Bassi A Derk Boerrigter
12 Serbia A Stefan Šćepović
14 Scozia C Stuart Armstrong
15 Scozia C Kris Commons
16 Scozia C Gary Mackay-Steven
18 Australia C Tom Rogić
21 Scozia D Charlie Mulgrew
22 Belgio D Jason Denayer
N. Ruolo Giocatore 600px Celtico orizzontale.png
23 Svezia D Mikael Lustig
24 Polonia P Łukasz Załuska
25 Norvegia C Stefan Johansen
26 Scozia P Craig Gordon
27 Bulgaria C Aleksandăr Tonev
28 Scozia A Leigh Griffiths
31 Scozia C John Herron
32 Ghana C Wakaso Mubarak
34 Irlanda D Eoghan O'Connell
38 Italia P Leonardo Fasan
41 Inghilterra C Darnell Fisher
42 Scozia C Callum McGregor
46 Scozia C Dylan McGeouch
49 Scozia C James Forrest
50 Irlanda C Paul George
53 Scozia C Liam Henderson
Irlanda del Nord C Michael Duffy

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff tecnico aggiornato al 10 marzo 2015

Ruolo[126] Nome
Allenatore Ronny Deila
Allenatore in seconda John Collins
Preparatore prima squadra John Kennedy
Allenatore portieri Stevie Woods
Allenatore squadra Under 19 Stephen Frail
Allenatore squadra Under 17 Miodrag Krivokapić

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sir Robert Kelly
  2. ^ Scottish Premier League | Scottish Football Results & News
  3. ^ Top 30 English Football Clubs by League Attendances | The Political Economy of Football
  4. ^ Celtic FC- Milestones in the history of Celtic Football Club
  5. ^ BBC - A Sporting Nation - Celtic win European Cup 1967
  6. ^ SI.com - Soccer - Celtic immersed in history before UEFA Cup final - Tuesday May 20, 2003 07:20 PM
  7. ^ Celtic in Seville: Observer Sport Monthly index | | The Observer
  8. ^ Report: Celtic vs FC Porto - UEFA Cup - ESPN Soccernet
  9. ^ http://www.fifa.com/en/mens/awards/gala/0,2418,73590,00.html?articleid=73590
  10. ^ Tim Pat Coogan, Wherever Green Is Worn: The Story of the Irish Diaspora, Palgrave Macmillan, 2002, p. 250, ISBN 978-1-4039-6014-6.
  11. ^ Stephen Wagg, British football and social exclusion, Routledge, 2002, p. 196, ISBN 978-0-7146-5217-7.
  12. ^ a b Brief History, Celtic FC. URL consultato il 19 novembre 2011.
  13. ^ North Eastern Cup
  14. ^ the Budapest cup 1914
  15. ^ www.25thmay1967.com/The Ferencvaros Vase, 1914 & 1988
  16. ^ McGrory più di Messi - UEFA.com
  17. ^ Calcio - Capocannonieri del Campionato Scozia Albo D'Oro Vincitori
  18. ^ celticprogrammeonline:Empire Exhibition Trophy
  19. ^ Don't Let it Be Forgot/Farewell my Darling Johnny
  20. ^ www.thecelticwiki.com: John Thomson
  21. ^ The Trophy Room
  22. ^ scottish football historical archive/St Mungo Cup 1951
  23. ^ celticprogrammesonline.com:CELTIC F.C. 1 ARSENAL 0
  24. ^ celticprogrammesonline.com:CELTIC F.C. 2 MANCHESTER UNITED 1
  25. ^ celticprogrammesonline:CELTIC F.C. 2 HIBERNIAN 0
  26. ^ www.dailyrecord.co.uk/Scottish League Cup final: Celtic 7 Rangers 1, Saturday, October 19, 1957
  27. ^ http://www.celticfc.net/news/1671?item=1671
  28. ^ thecelticwiki.com:Celtic 2-2 Valencia, Fairs Cities Cup 1st round, 1962-10-24
  29. ^ thecelticwiki.com:MTK Budapest 4-0 Celtic,ECWC
  30. ^ www.shamrockbenidorm.com:classic celtic games
  31. ^ thecelticwiki.com:BBC Sports Personality of the Year Team Award
  32. ^ thecelticwiki.com: Celtic 1 0 Racing
  33. ^ thecelticwiki.com: Racing 1 0 Celtic
  34. ^ La storia della Coppa Intercontinentale
  35. ^ thecelticwiki.com: Racing 1 0 Celtic
  36. ^ www.jimmyjohnstone.com:Celtic View Statuette Of Samothrace,1970
  37. ^ thecelticwiki.com: Polar Bear Trophy 1975
  38. ^ Hibernian 0-1 Celtic, Premier Division, 1977-04-16
  39. ^ thecelticwiki.com: Celtic 1 0 Rangers, Scottish Cup Final 1977
  40. ^ celticprogrammesonline: World of Soccer Cup 1977
  41. ^ www.ntvcelticfanzine.com/history
  42. ^ www.johnnydoyle.com/about Johnny Doyle
  43. ^ Stv Sport:Celtic v Rapid Vienna in 1984: bottle throwing and replays
  44. ^ The Dubai Champions cup 1989
  45. ^ thecelticwiki.com: Celtic 2-0 St. Johnstone, Premier Division, 1998-05-09
  46. ^ classicheadlines:Super Caley Go Ballistic, Celtic Are Atrocious
  47. ^ tribal football/Barnes lifts lid on infamous Celtic bust-up with Viduka
  48. ^ BBC SPORT|CELTIC|Larsson wins Golden Shoe
  49. ^ BBC SPORT|Football|Other European|Celtic brush aside Liverpool
  50. ^ BBC SPORT|Football|Other European|Larsson strike books final spot
  51. ^ thecelticwiki.com: Celtic 3-1 Dunfermline Athletic, Scottish Cup Final, 2004-05-22
  52. ^ thecelticwiki.com: Henrik Larsson
  53. ^ thecelticwiki.com: Celtic 1-0 Sevilla, Henrik Larsson Testimonial
  54. ^ theguardian/Celtic to become first Scottish side to appear at new Wembley
  55. ^ skysports.com/Football/Celtic win Wembley Cup
  56. ^ celticprogrammesonline: TRANSLINK CUP 2009
  57. ^ itasportpress: Celtic, il tecnico Lennon sotto scorta: pacco bomba e minacce di morte
  58. ^ thefivedemands/CELTIC F.C. PROIETTILI IN LETTERE INDIRIZZATE A NEIL LENNON E NIALL McGINN
  59. ^ www.lesenfantsterribles.org: Proiettili inviati per posta a McCourt del Celtic Glasgow
  60. ^ Sion fuori dall'Europa. Il Celtic per l'Udinese
  61. ^ UEFA Champions League 2012/13 - Storia - Celtic-Barcelona – UEFA.com
  62. ^ Celtic Park è il 12esimo uomo: il Barcellona è battuto! - MondoPallone.it
  63. ^ The telegraph/Sport/Celtic v Barcelona: Spanish media label Fraser Forster 'La Gran Muralla'
  64. ^ Sports file - Dublin Decider - Post-Match Winning Captain Presentation
  65. ^ Champions League - Miracolo del Celtic, Zenit e Real Sociedad ok - Yahoo Eurosport IT
  66. ^ Champions, sorteggi: urna amara, è ancora Italia-Spagna - Il Sole 24 ORE
  67. ^ thecelticwiki.com: Partick Thistle 1-5 Celtic, SP, 2014-03-26
  68. ^ tuttocalcioestero.it|Scottish Premiership: Griffiths & Forster, festa per due nella vittoria del Celtic sugli Hearts
  69. ^ UEFA Europa League - Standings - Uefa.com
  70. ^ Rangers-Celtic: a Glasgow ritorna l’Old Firm, il derby più ‘sacro’ d’Europa-ilfattoquotidiano.it
  71. ^ Scottish League Cup, semifinali: Celtic Rangers| Fox Sports
  72. ^ BBC Sport - Brighton sign Celtic midfielder Beram Kayal
  73. ^ celticfc.net/news/Mackay-Steven: Debut goal was a bit of blur
  74. ^ www.celticfc.net/fixtures/Partick Thistle 0 3 Celtic
  75. ^ Celtic, 3 precedenti: nessuna vittoria sul campo-FC Inter News
  76. ^ Celtic-Inter, la coreografia dei tifosi scozzesi accorsi al Celtic Park - FOTO - Lazialità.it
  77. ^ Europa League: Celtic-Inter 3-3. Shaqiri e Palacio gol, al 93' la beffa di Guidetti - La Gazzeta dello Sport
  78. ^ Inter-Celtic, Deila: “Prima dell’espulsione, eravamo in controllo della partita” - MP.it
  79. ^ Storia della divisa del Celtic su kitclassics.co.uk
  80. ^ a b c (EN) Liverpool or Celtic: who Walked Alone first?, http://football.guardian.co.uk/, 12 marzo 2003. URL consultato il 2 aprile 2009.
  81. ^ May, 24 gol e la Coppa alzata con il St. Johnstone - corrieredellosport.it
  82. ^ ukrockfestivals.com: The Who Put the Boot In Parkhead Glasgow 1976
  83. ^ thecelticwiki.com: Concerts At Celtic Park - Bryan Adams
  84. ^ thecelticwiki.com: Concerts At Celtic Park - Prince
  85. ^ thecelticwiki.com: Concerts At Celtic Park - U2
  86. ^ BBC SPORT|Football|Quinn hails new training complex
  87. ^ celticfc.net/Corporate - Board of Directors
  88. ^ http://m.espn.go.com/soccer/story?storyId=310869&src=desktop&wjb
  89. ^ http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-1161407/Celtic-land-25m-cash-boost-Nike-sponsorship-deal.html
  90. ^ (EN) Taryn Luna, New Balance inks multimillion-dollar soccer deal with Celtic in bostonglobe.com, 5 marzo 2015. URL consultato il 18 aprile 2015.
  91. ^ http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-1248206/Rangers-Celtic-land-bumper-sponsorship-deal-Scottish-brewers-Tennents-Lager.html
  92. ^ http://www.dailyrecord.co.uk/sport/football/football-news/celtic-have-announced-a-new-shirt-sponsorship-1526191
  93. ^ SFIDA PER LA VITTORIA(200) - Speed Cover
  94. ^ Abbas Kiarostami, Ken Loach, Ermanno Olmi – Tickets (2005)|Cinema of the World
  95. ^ Quello che so sull'amore - Trailer Ufficiale - You Tube.com
  96. ^ Celtic guy - Simpson Wiki
  97. ^ thecelticwiki.com: Books, Managers and Player Biogs
  98. ^ thecelticwiki.com: Songs adn Anthems
  99. ^ thecelticwiki.com: Hail Hail (Grand Old Team) - Song
  100. ^ thecelticwiki.com: Graffiti on the Wall - Song
  101. ^ thecelticwiki.com: Fields of Athenry - Song
  102. ^ Il Migliore You’ll never walk alone di sempre - TUTTOCURVE
  103. ^ Dublin Decider build-up: Liverpool and Celtic fans singing You’ll Never Walk Alone|JOE.ie
  104. ^ You're In My Heart! Rod Stewart breaks down in tears as his beloved Celtic beat Barcelona|Daily Mail Online
  105. ^ thecelticwiki.com: Just Can't Get Enough - Song
  106. ^ Charlie And The Bhoys Song Lyrics And Chords For Celtic Songs - Irish Folk Songs
  107. ^ Charlie and the Bhoys: tutti i testi delle canzoni - Lyrics MTV
  108. ^ "Celtic's first black player, Gil Heron, dies" The Telegraph (30 November 2008). Consultato 2 giugno 2011
  109. ^ BBC SPORT|Football|Teams|Celtic|Jinky best-ever Celtic player
  110. ^ Lone Star Celtic Supporters Club, 1957 Celtic in Seventh Heaven. URL consultato l'11 giugno 2007.
  111. ^ Scott Brown signs for Celtic
  112. ^ BBC SPORT | Football | My Club | Celtic | Brown completes switch to Celtic
  113. ^ O'Neill tells hat-trick hero Burch: You're not moving
  114. ^ Celtic to launch credit card for US fans su scotlandonsunday.scotsman.com. URL consultato l'11 aprile 2008.
  115. ^ Celtic in Seville: Observer Sport Monthly index | | The Observer
  116. ^ ESPNsoccernet - Report: Celtic vs FC Porto - UEFA Cup
  117. ^ http://www.fifa.com/newscentre/news/newsid=90249.html Celebrating Celtic pride in the heart of Andalusia
  118. ^ http://www.alessandrogori.info/stampa/articoli-miei/un-anno-senza-socrates-e-la-passione-per-il-celtic-su-futbologia/
  119. ^ https://uk.eurosport.yahoo.com/blogs/world-of-sport/celtic-star-studded-team-celebrity-fans-082738871.html
  120. ^ thecelticwiki.com: Celebrity fans
  121. ^ http://metro.co.uk/2011/08/09/gerard-butler-draws-crowds-to-celtic-v-manchester-united-charity-match-109535/ Gerard Butler draws crowds to Celtic v Manchester United charity match| Metro News]
  122. ^ celticfc.net/news/X-Men star James McAvoy donates 1,000 tickets for MAESTRIO match
  123. ^ Rapper Snoop Dogg aims to buy shares in Celtic - Daily Record
  124. ^ Larsson: Forget El Clasico, nothing compares to the 'crazy' Old Firm - Daily Mail Online
  125. ^ Celtic Football Club
  126. ^ thecelticwiki.com: Coaching Staff

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]