Cellule di Ito

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Le cellule di Ito conosciute anche come cellule stellate epatiche o cellule immagazzinatrici di grasso sono periciti che si trovano nello spazio perisinusoidale; una piccola area tra i sinusoidi e gli epatociti del fegato chiamata spazio di Disse.

Funzione[modifica | modifica sorgente]

Nel fegato normale, le cellule stellate sono descritte come in uno stato quiescente. Le cellule stellate quiescenti rappresentano il 5-8% di tutte le cellule del fegato.[1] Ogni cellula ha lunghe protrusioni che dal corpo cellulare raggiungono i sinusoidi epatici. Le gocce lipidiche immagazzinate nel corpo cellulare contengono vitamina A. Il ruolo delle cellule epatiche quescenti tuttora è sconosciuto. Recenti ricerche suggeriscono un ruolo delle cellule presentanti l'antigene residenti nel fegato nella presentazione di lipidi antigenici e nella stimolazione della proliferazione delle cellule NK.[2]

Quando il fegato è danneggiato, le cellule stellate possono passare allo stato attivato. Questo stato è caratterizzato da aumentata proliferazione, contrattilità e chemotassi. La quantità di vitamina A immagazzinata diminuisce nel fegato ammalato[3]. Le cellule attivate sono anche responsabili della secrezione di collagene tessuto cicatriziale, che può portare alla cirrosi epatica. Studi più recenti hanno anche mostrato che l'attivazione in vitro delle cellule epatiche stellate da agenti che causano la fibrosi del fegato può portare eventualmente alla senescenza di queste cellule, identificata tramite l'aumento della colorazione con SA-beta-galactosidase, così come l'accumulo di p53 e l'attivazione dei marker Rb della senescenza cellulare. È stato dimostrato che le cellule epatiche stellate senescenti limitano la fibrosi epatica tramite l'attivazione delle cellule NK[4].

Colorazione[modifica | modifica sorgente]

Le cellule di Ito possono essere selettivamente evidenziate con la colorazione all'oro cloruro, ma la loro caratteristica distintiva e la presenza di multiple gocce lipidiche nel loro citoplasma.[3]

Eponimo[modifica | modifica sorgente]

Le cellule di Ito prendono il nome da Toshio Ito, un fisico giapponese del ventesimo secolo.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Geerts A. (2001) History, heterogeneity, developmental biology, and functions of quiescent hepatic stellate cells. Semin Liver Dis. 21(3):311-35. PMID 11586463
  2. ^ Kaufmann (2007) "Ito Cells are Liver-Resident Antigen-Presenting Cells for Activating T Cell Responses" Immunity 26, 117-129, January 2007 PMID 17239632
  3. ^ a b
  4. ^ Krizhanovsky V, Yon M, Dickins RA, et al., Senescence of activated stellate cells limits liver fibrosis, vol. 134, nº 4, August 2008, pp. 657–67, DOI:10.1016/j.cell.2008.06.049, PMC 3073300, PMID 18724938.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


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