Marina di Cecina

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Marina di Cecina
La foce del fiume Cecina e Villa Ginori in una stampa del 1751
La foce del fiume Cecina e Villa Ginori in una stampa del 1751
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Provincia Livorno Livorno
Città Cecina-Stemma.png Cecina
Codice postale 57023
Nome abitanti cecinesi
Patrono san Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo

Coordinate: 43°17′58.24″N 10°29′37.24″E / 43.29951°N 10.493678°E43.29951; 10.493678

Marina di Cecina (talvolta anche Cecina Mare) è un quartiere del comune di Cecina situato ad ovest del centro cittadino, al quale è collegato mediante una fascia urbanizzata che va dalla stazione ferroviaria al mare.[1]

Stazione balneare fin dalla fine dell'Ottocento, Marina di Cecina è una rinomata meta di villeggiatura nel cuore della Costa degli Etruschi. La località si trova tra il verde della campagna toscana e il mare, contornata da estese pinete marittime che si affacciano per circa quindici chilometri di litorale e che costituiscono la Riserva Naturale Biogenetica dei Tomboli di Cecina.

Le spiagge di Cecina Mare dal 2006 ricevono ogni anno il prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu. Nella zona sorge il parco acquatico "Acqua Village".

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

« Bocca di Cecina. - Frazione del comune di Riparbella, in Toscana, provincia e circondario di Pisa, delegazione di Rosignano marittimo. L'ufficio postale è a Fitto di Cècina. »
(Amato Amati, Dizionario corografico dell'Italia (1870)[2])

Si hanno notizie di una torre cinquecentesca del Granducato di Toscana che successivamente venne inglobata nella Villa Ginori. L'abitato infatti sorse originariamente per volontà del marchese Carlo Ginori sulla sinistra della foce del fiume Cecina conosciuta come Bocca di Cecina, su appezzamenti di sua proprietà acquisiti dal Granducato di Toscana, dove permise di stabilirvi una piccola colonia per la bonifica dei terreni maremmani e la pesca del corallo.

Risale al 1740 la costruzione di Villa Ginori, progettata da Giovanni del Fantasia, all'interno della quale fu costruita una chiesa; nel 1755 fu la prima parrocchia all'interno di un territorio che si stava ingrandendo: il nascente Fitto di Cecina (l'odierna Cecina) che era frazione di Bibbona. Nel 1785 venne costruita una vera chiesa all'esterno della villa e venne dedicata a San Giuseppe e affidata ai Frati Minimi.[3]

Nel 1855 il nuovo abitato sviluppatosi lungo la via Aurelia iniziò ad avere molti abitanti, tanto che Leopoldo II costruì una nuova chiesa dedicata ai san Giuseppe e san Leopoldo con giurisdizione su tutta la zona, così che la chiesa della frazione venne spogliata di tutto e declassata a semplice "Cappellania". Ormai l'importanza del borgo sul mare era svanita e la nascente città di Cecina era una realtà.

I primi stabilimenti balneari sorsero verso la fine dell'Ottocento: nel 1882 si ha notizia dell'avvio di alcune attività balneari, ma uno stabilimento vero e proprio fu aperto nel 1893.[4] Nei primi decenni del XX secolo si contavano solo due bagni e la località era costituita da poche case raccolte attorno alla Villa Ginori. Nel 1910 fu inaugurato il viale che congiungeva la frazione con Cecina e nel 1925 fu attivato il servizio di tranvai.

Nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, con il conseguente sviluppo economico e turistico, la frazione acquisì notevole importanza grazie alla costruzione di nuove case e villette legate soprattutto alla villeggiatura, che la saldarono all'abitato di Cecina.[5] Fu così che nel 1955, si manifestò nuovamente l'esigenza di disporre di una chiesa per i numerosi parrocchiani: pertanto, l'edificio sacro, ormai solo cappella, fu nuovamente consacrato al titolo di parrocchia e venne dedicata a Sant'Andrea apostolo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il quartiere di Marina di Cecina non viene menzionato nell'elenco ISTAT delle località abitate del comune di Cecina, essendo di fatto incluso nel perimetro urbano dell'abitato.
  2. ^ Amato Amati, Dizionario corografico dell'Italia, Vallardi, Milano 1870, Vol. I, p. 834.
  3. ^ S. Mordhorst, Guida alla Val di Cecina, Siena 1996, p. 28.
  4. ^ Ibidem, p. 27.
  5. ^ Ibidem.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • S. Mordhorst, Guida alla Val di Cecina, Siena 1996.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]