Cecilia Vasa

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Re di Svezia
Casato di Vasa
Armoiries rois Vasa de Suède.svg

Gustavo I (1523-1560)
Erik XIV (1560-1568)
Giovanni III (1568-1592)
Sigismondo I (1592-1599)
Carlo IX (1599-1611)
Gustavo II Adolfo (1611-1632)
Cristina (1632-1654)
Ritratto della principessa Cecilia Vasa di Svezia

Cecilia Vasa (Stoccolma, 6 novembre 1540Bruxelles, 27 gennaio 1627) fu una principessa svedese e marchesa di Baden.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Era figlia di Gustavo I di Svezia e della seconda moglie Margherita Leijonhufvud.

Le trattative matrimoniali per trovare uno sposo alla principessa furono difficili a causa della sua condotta di vita.

Creò molto scandalo la sua relazione con il cognato di sua sorella Giovanni di Ostfreisland: la loro relazione venne scoperta durante i festeggiamenti per il matrimonio tra Caterina Vasa e Edzard di Ostfreisland. Rifiutatosi di sposare la principessa, Giovanni venne imprigionato e castrato. Usava inoltre organizzare presso i suoi appartamenti festini che duravano fino a tarda notte.

Venne data in moglie a Cristoforo II di Baden, che sposò a Stoccolma il 18 giugno 1564[1].

Subito dopo il matrimonio andò a Londra per convincere la regina Elisabetta I d'Inghilterra a sposare il suo fratellastro Eric XIV di Svezia.

Rimase in Inghilterra per circa un anno, durante il quale spese molto denaro e contrasse molti debiti. Per sfuggire i creditori, tentò la fuga ma venne catturata a Dover nel 1565 e le vennero confiscati gioielli e guardaroba. Giunta a Rodemack diede alla luce un figlio portatore di handicap. Per la malattia del figlio accusò sempre i suoi creditori.

Diede alla luce sei figli[2]:

Nel 1571 Cecilia e la sua famiglia, essendo protestanti, si sentivano minacciati dalla guerra di religione nei Paesi Bassi e dalle truppe del duca d'Alba Fernando Álvarez de Toledo che si trovavano vicini. Decisero così di trasferirsi in Svezia. Lì ritrovo un commerciante inglese, John Dymosh, che era stato creditore della principessa. Cecilia si vendicò di lui confiscando la sua nave e rinchiudendolo in caercere per cinque anni.

Le venne concessa come feudo la città di Arboga, di cui divenne contessa. Attraverso l'imposizione delle tasse, riuscì a finanziare una flotta di corsari per saccheggiare le navi straniere.

Dopo la morte del marito nel 1575, si convertì al cattolicesimo per assicurare ai figli i loro diritti ereditari e i loro domini che erano stati sequestrati dai cattolici.

In quel periodo la regina Elisabetta le offrì la mano di Robert Dudley, conte di Leicester, ma suo fratello Giovanni III di Svezia consigliò alla sorella di rifiutare l'offerta.

Dopo esser rimasta vedova, divenne reggente del Baden-Rodemachern e affidò ai gesuiti l'educazione dei suoi figli. In quanto reggente, ebbe diritto ad un posto nell'assemblea di stato del Sacro Romano Impero.

Nel 1578 venne coinvolta in un ennesimo scandalo: offrì al re di Spagna la sua flotta in cambio della nomina a governatore di Lussemburgo o di qualche altra provincia spagnola per Francisco de Eraso, ambasciatore spagnolo e suo amante. Questa richiesta portò Cecilia ad essere accusata di tramare contro suo fratello il re. Nel 1579 Cecilia dovette lasciare la Svezia e fece ritorno a Rodemack, dove mise al mondo il figlio di Francisco:

  • Caritas (Rodemack, 1579-?), che venne lasciata in convento.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vasa
  2. ^ Baden 3

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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