Cecchino Bracci

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Cecchino Bracci.

Francesco Bracci, detto Cecchino (Firenze, 1527Roma, 8 gennaio 1544), è stato allievo di Michelangelo Buonarroti, che alla morte disegnò il suo sepolcro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Francesco nacque da Zanobi Bracci, patrizio e ricco banchiere di Firenze, e da Contessa Castellani. Lo zio Luigi del Riccio (figlio di Giovanbattista ed Eleonora Bracci, sorella di Zanobi), rappresentante della famiglia dei banchieri Strozzi a Roma, ospitò il giovane Francesco durante l'esilio del padre da Firenze. Le capacità artistiche, la bellezza e le buone maniere del ragazzo lo resero subito popolare in città, anche grazie all'influenza del potente zio.

La morte prematura e gli epitaffi[modifica | modifica wikitesto]

La sua improvvisa morte (avvenuta a sedici anni), colpì profondamente lo zio. Grazie all'amicizia che lo legava a Michelangelo, occupato in quegli anni nella costruzione di piazza del Campidoglio, lo pregò di progettare una tomba per il nipote.

Michelangelo dedicò al discepolo circa cinquanta epitaffi in rima [1] in cambio di leccornie donate in ringraziamento da Luigi del Riccio; priva di ogni fondamento storico-documentale è tuttavia la diceria circa una presunta relazione amorosa tra Cecchino e lo stesso Michelangelo. Scrissero su di lui vari altri autori (Donato Giannotti, il Lasca, fra Paolo Del Rosso).

La tomba[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Cecchino, su progetto di Michelangelo (ci sono rimasti alcuni disegni preparatori, di sua mano), fu effettivamente costruita, nella chiesa dell'Aracoeli in Roma, dove si trova tuttora, anche se l'esecuzione fu affidata ai collaboratori, forse all'Urbino (Francesco Amadori).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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