Cavo a nastro

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Cavo a nastro

Il Cavo a nastro, piattina con terminazioni, o più comunemente cavo flat, è un cavo progettato per il trasferimento di segnali elettrici digitali all'interno di computer, periferiche ad esso collegate e in molte altre apparecchiature operanti con segnali digitali, il metodo adottato per il fissaggio delle spine terminali è definito a perforazione di isolante. Nella tipologia maggiormente usata nei primi personal computer standard IBM, si presenta con una lunghezza 50cm con tre terminali per la trasmissione IDE o ATA. Un connettore viene inserito nella scheda madre, un connettore nel disco rigido primario e un connettore nel disco rigido secondario. Su alcuni computer si usa collegare il disco rigido sul primario (master) e il lettore di dischi ottici come secondo stadio in un'unica porta IDE della scheda madre del computer. È impossibile errare nella connessione del Cavo a nastro in quanto i tre connettori sono: tipo uno per la connessione alla scheda madre e tipo due per i dischi rigidi o lettori di dischi ottici. Si può collegare anche solo un disco alla porta lasciando un terminale libero (non è obbligatorio collegare un master e uno slave ad ogni porta IDE o ATA.

Un tipo di cavo analogo a sezione piatta ma estremamente più sottile e flessibile, è impiegato per il trasporto di segnali elettrici da una scheda elettronica ad un dispositivo mobile quale può essere la testina di una stampante, un disco rigido, oppure il gruppo mobile di uno scanner, i conduttori elettrici multipli sono costituiti da sottili lamine in rame racchiuse tra due sottili fogli di materiale isolante, l'estrema flessibilità che caratterizza questo tipo di cavo è necessaria, dato gli innumerevoli stiramenti e compressioni cui è sottoposto durante il funzionamento del dispositivo sul quale è impiegato.

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