Caudron G.6

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Caudron G.6
Descrizione
Tipo aereo da ricognizione
Equipaggio 2
Progettista Paul Deville
Costruttore Francia Caudron
Data primo volo luglio 1916
Data entrata in servizio 1917
Utilizzatore principale Francia Aviation militaire
Esemplari 512
Sviluppato dal Caudron G.4
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,60 m
Apertura alare 17,22 m
Superficie alare 28,00
Peso a vuoto 940 kg
Peso carico 1 440 kg
Propulsione
Motore 2 Le Rhône
Potenza 110 CV (78 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 145 km/h a 2 000 m
Autonomia 360 km
Tangenza 4 400 m
Armamento
Mitragliatrici 2 Lewis calibro 7,7 mm
Bombe 100 kg

i dati sono estratti da Aviafrance[1]

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Il Caudron G.6, fu un biplano da ricognizione bimotore sviluppato dall'azienda aeronautica francese Société des avions Caudron negli anni dieci del XX secolo.

Sviluppo del precedente ed anticonvenzionale Caudron G.4, venne adottato dall'Aviation militaire, la componente aerea dell'Armée de terre (l'esercito francese), durante le fasi finali della Prima guerra mondiale.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Durante lo svolgimento della Prima guerra mondiale, la necessità di avere a disposizione dei velivoli sempre più efficienti ed al passo con l'evoluzione tecnica dei modelli adottati dalle forze avversarie, spronò il veloce sviluppo dei "più pesanti dell'aria". Tra le fila delle nazioni della Triplice intesa la Francia, per volere dell'esercito impegnato sul fronte occidentale, ritenne necessario trovare un sostituto del precedente G.4.

La Caudron affidò lo sviluppo di un modello atto allo scopo al suo capo progettista Paul Deville, il quale decise di basarsi sull'esperienza acquisita nel G.4 disegnando un velivolo che abbinava velatura e motorizzazione del precedente modello abbinandole, al posto della soluzione con gondola centrale più travi di coda in tubi, ad una nuova e più convenzionale fusoliera.

Il modello, identificato come G.6, venne portato in volo con successo nel luglio 1916 ed avviato alla produzione in serie.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Il G.6 era un velivolo di impostazione convenzionale, per il periodo: costruzione interamente lignea, monomotore biposto con velatura biplana e carrello fisso.

La fusoliera, realizzata con struttura in legno e ricoperta in tela trattata, presentava due abitacoli aperti posti in tandem, l'anteriore destinato al pilota ed il posteriore all'osservatore. Posteriormente terminava in un impennaggio classico monoderiva dotato di piani orizzontali controventati.

La configurazione alare era biplano-sesquiplana, composta dall'ala superiore, montata alta a parasole, di apertura sensibilmente maggiore dell'inferiore, montata bassa sulla fusoliera, collegate la prima alla parte superiore della fusoliera tramite un castello tubolare e tra loro da una quadrupla coppia di montanti per lato, i quattro più interni che si aprivano "a V" con il vertice sull'ala inferiore e che svolgevano anche la funzione di supporto per le gondole motore, i più esterni integrati da altrettante aste di controvento.

Il carrello d'atterraggio era fisso, con gli elementi anteriori composti da carrellini dotati di ruote binate collegate tra loro da un assale rigido, il tutto integrato da un pattino d'appoggio posteriore, ammortizzato e posizionato sotto la coda.

La propulsione era affidata ad una coppia di motori Le Rhône, dei rotativi a pistoni radiali raffreddati ad aria in grado di esprimere una potenza pari a 110 CV (78 kW) ciascuno, posizionati nelle gondole tra i montanti interalari più interni ed abbinati ad un'elica bipala in legno a passo fisso.

L'armamento difensivo consisteva in un paio di mitragliatrici Lewis calibro 7,7 mm; quello offensivo, quando lo richiedeva la missione, in un carico pari a 100 kg in bombe da caduta.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Il G.6 venne adottato dai reparti aerei di osservazione e ricognizione aerea dell'esercito francese fin dal 1917 con il compito di cooperare con le forze di terra nel dare informazioni sul dislocamento delle forze nemiche e nel comunicare l'efficacia o la necessità di un miglior puntamento dell'artiglieria sul fronte occidentale, proseguendo il suo incarico operativo fino all'anno successivo, il 1918.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Francia Francia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) Bruno Parmentier, Caudron G.6 in Aviafrance, http://www.aviafrance.com. URL consultato il 14 agosto 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]