Cattedrale di Trani
| Cattedrale di San Nicola Pellegrino | |
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La facciata e il campanile |
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| Paese | |
| Regione | Puglia |
| Località | Trani |
| Religione | Cristiana cattolica di rito romano |
| Diocesi | Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie |
| Anno consacrazione | 1143 |
| Stile architettonico | Romanico |
| Inizio costruzione | 1099 |
| Completamento | dopo il 1200 |
La cattedrale di Trani (conosciuta anche come duomo di Trani e, talvolta, come cattedrale di San Nicola Pellegrino) è la costruzione più prestigiosa della città pugliese. Si tratta di un esempio di architettura romanica pugliese. La sua costruzione è legata alle vicende di san Nicola Pellegrino, risalenti all'epoca della dominazione normanna.
Fu costruita usando la pietra di Trani, un materiale da costruzione tipico della zona: si tratta un tufo calcareo, estratto dalle cave della città, caratterizzato da un colore roseo chiarissimo, quasi bianco.
La chiesa si distingue per il suo vistoso transetto e per l'uso dell'arco a sesto acuto nel passaggio situato sotto il campanile, fenomeno non molto diffuso nell'architettura romanica.
Inserito nella lista delle "meraviglie italiane", [1] il tempio è sede della cattedra dell'arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie.
Indice |
[modifica] Costruzione della cattedrale
| Per approfondire, vedi la voce San Nicola Pellegrino. |
La tradizione vuole che Nicola il Pellegrino sia sbarcato a Trani nell'imminenza della morte,[2] dopo la quale sarebbero avvenuti svariati miracoli, sicché egli fu canonizzato, presumibilmente per suggerimento di Urbano II.[3]
Iniziata nel 1099, la chiesa fu edificata sulla base di quella più vecchia di Santa Maria, dove secondo la leggenda sarebbe morto il santo e fu dedicata alla Madonna Assunta,[2] mentre le reliquie di San Nicola sarebbero state sistemate nella parte inferiore della chiesa. La cattedrale fu poi consacrata prima ancora del completamento.
La fase decisiva della costruzione si ebbe presumibilmente tra il 1159 e il 1186, mentre verso il 1200 il completamento era da considerarsi raggiunto, eccezion fatta per il campanile.[4]
La costruzione, importante dal punto di vista urbanistico, vanta una posizione relativamente isolata rispetto agli edifici circostanti e si trova nelle immediate vicinanze della costa, con l'effetto di creare un chiaro punto di riferimento sia a chi la guardi dalla città sia a chi la guardi dal mare.
Vi si accede tramite una doppia rampa di scale che conduce al portale, dato che il pianterreno si trova in posizione leggermente rialzata.
[modifica] Struttura esterna
Tramite la doppia rampa si accede a un ballatoio situato davanti alla facciata, dove al centro di un'arcata cieca si trova un portale romanico accuratamente ornato. Lo stile tradisce l'influenza architettonica araba.
La porta centrale di bronzo è opera di Barisano da Trani e fu realizzata nel 1175: si tratta peraltro di uno dei più interessanti esempi del genere nell'Italia meridionale.
Tre finestre e un piccolo rosone sulla navata centrale decorano la facciata, con le loro queste aperture ornate da figure zoomorfe, che le conferiscono una certa plasticità. Come suggerisce la forma della facciata, la chiesa segue lo schema architettonico della basilica a tre navate. Inoltre, il fatto che l'entrata sia rialzata suggerisce l'idea della presenza di una cripta di una certa importanza. Una visita all'interno rivelerà che si tratta effettivamente di una chiesa doppia.
Dalla parte posteriore, l'edificio è invece delimitato da un massiccio transetto rivolto verso il mare e dotato di tre absidi. È questo senz'altro uno dei maggiori elementi di originalità della chiesa. Anche questa parte della costruzione è decorata da un'arcata cieca in stile romanico. Al di sopra di questa, le facciate laterali sono decorate da due bifore e da un rosone ciascuna.[2]
L'elegante torre campanaria accanto alla facciata fu eretta soltanto in seguito, essenzialmente tra il 1230 e il 1239, ma il completamento, con la costruzione dei piani superiori al secondo, si ebbe poco dopo la metà del Trecento sotto il vescovo Giacomo Tura Scottini[2]. Tipicamente romanico è l'alleggerirsi della massa procedendo verso l'alto, ottenuto con l'accorgimento architettonico delle aperture che diventano sempre più ampie salendo in alto: dalla finestra bifora si passa a quella trifora, ecc.
Sotto il campanile, un ampio arco a sesto acuto crea un effetto architettonico piuttosto insolito, dato che dematerializza sensibilmente la base su cui si scarica la massa sovrastante della torre: pare infatti che la scelta, all'epoca, di praticare un'apertura di passaggio sotto il campanile (vedi prima foto), fosse dovuta alla necessità di garantire la circolazione nella zona della piazza antistante l'edificio, che era molto diversa da oggi. Si tratta di una scelta architettonica piuttosto ardita: la torre (alta 59 m) finì del resto per diventare pericolante e fu riedificata su un base rifatta negli anni cinquanta del XX secolo.[5]
[modifica] Struttura interna
La tripartizione in navate nella parte principale dell'edificio è data da colonne binate, che sorreggono i rispettivi matronei. Le due navate laterali sono ricoperte da volte a crociera, mentre quella centrale ha delle capriate a vista.
La parte posteriore della chiesa, quella del transetto, forma uno spazio unico, anche se le tre absidi riprendono la tripartizione del corpo principale. Si distingue per una vistosa copertura a capriate simile a quella della navata centrale.
Il carattere sobrio e quasi disadorno della cattedrale (un tempo molto più fastosa di oggi) è dovuto ai continui rifacimenti delle decorazioni (capitelli, volta, stucchi), compresi quelli controproducenti nell'Ottocento e quelli di riparo negli anni cinquanta e sessanta del Novecento. In occasione di questi ultimi si scelse di conservare soprattutto gli elementi medievali per obliterare, laddove possibile, le superfetazioni di epoche successive. È questo il caso, per esempio, della volta settecentesca del transetto, rimossa negli anni cinquanta per riportare il soffitto allo stato originale con capriate a vista.
Nonostante i continui mutamenti intervenuti nel corso dei secoli, conserva in parte il suo carattere originale la parte inferiore della chiesa, che costituisce una parte essenziale dell'insieme.[6] Suddivisa in due unità (Cripta di San Nicola, che conserva le reliquie del santo e Cripta di Santa Maria, che risale alla costruzione precedente), la parte inferiore ricalca la pianta dell'edificio e si distingue per l'eleganza dei capitelli romanici. Tramite una scaletta è possibile accedere all'ipogeo di San Leucio, scavato sotto il livello del mare e ornato di affreschi ormai in cattivo stato di conservazione.
[modifica] Organo
Nella cattedrale vi è un grande Organo Ruffatti degli anni sessanta del Novecento, a tre tastiere e pedaliera concavo-radiale. Lo strumento è situato nel transetto destro ed è a trasmissione elettrica.
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Prima tastiera (Positivo Espressivo)
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Seconda tastiera (Grand'Organo)
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Terza tastiera (Recitativo Espressivo)
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Pedaliera
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Unioni e annullatori
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| Romanico Tranese |
| Voci principali (in ordine cronologico): |
[modifica] Note
- ^ meravigliaitaliana
- ^ a b c d Mondi medievali
- ^ Traniweb, informazioni sulla vicenda di San Nicola Pellegrino
- ^ Rolf Legler, Apulien. Colonia [1987], terza edizione 1989, pag. 172 e segg.
- ^ puglia info
- ^ Traniweb, informazioni sulla cattedrale
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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