Duomo di Spira

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Duomo dei Santi Maria e Stefano
Domkirche St. Maria und St. Stephan
Esterno
Esterno
Stato Germania Germania
Land Renania-Palatinato Renania-Palatinato
Località DEU Speyer COA.svg Spira
Religione cristiana cattolica di rito romano
Titolare Santa Maria Assunta
Diocesi Diocesi di Spira
Architetto Ottone di Bamberga
Stile architettonico romanico
Inizio costruzione 1080
Completamento XX secolo
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Cattedrale di Spira
(EN) Speyer Cathedral
Speyer Dom meph666-2005-Feb-26.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1981
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
L'esterno durante gli interventi degli inizi del XX secolo

Il Duomo di Spira, ufficialmente in tedesco Mariendom o Kaiserdom zu Speyer[1]) è la grande cattedrale della città di Spira, in Germania. L'edificio, costruito in arenaria rossa, è il simbolo più conosciuto della città, visibile per chilometri tutt'intorno ad essa.

Nel 1925 è stato insignito del titolo di Basilica minore[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Spira "I"[modifica | modifica sorgente]

Costruita fra il 1030 e il 1061 su ordine dell'imperatore Corrado II, che l'aveva scelta come luogo per la sua sepoltura, in essa vennero poste le spoglie di altri 8 imperatori e regnanti tedeschi, oltre che di alcune delle loro consorti e di alcuni vescovi. Come altre cattedrali costruite su ordine dell'imperatore in quel periodo (per esempio quelle di Worms o di Magonza) venne chiamata Kaiserdom, cioè Cattedrale imperiale.

La cosiddetta Spira I era all'epoca uno dei migliori esempi di architettura ottoniana, con dimensioni monumentali, una complessa articolazione del presbiterio, una cripta molto ampia e la particolare scansione delle pareti della navata con la particolarità di altissime semicolonne che raggiungevano quasi il soffitto (allora coperto in maniera piana, senza le volte) con un'alta galleria di arcate cieche che incorniciavano le finestre. Un motivo simile (semicolonne appoggiate a pilastri) si trovava anche nella cripta.

Spira "II"[modifica | modifica sorgente]

Appena vent'anni dopo la conclusione dei lavori, nel 1080, Enrico IV ne decise la sua riedificazione (Spira II), affidandone la direzione dei lavori ad Ottone di Bamberga. La nuova opera ricalcò le dimensioni monumentali della precedente chiesa ed alcuni elementi, amplificandone però l'impatto. Ad esempio, le pareti della navata vennero decorate non solo da semicolonne, ma da un triplo strato di pilastri e semicolonne, con ciascun livello destinato a concludersi in un elemento architettonico nella parte superiore:

  • le semicolonne più sporgenti, con capitello all'altezza degli archi delle navate laterali e secondo capitello corinzio all'altezza del cleristorio, sorreggono gli archi trasversali delle volte a crociera, che attraversano la navata centrale (in tutto sei campate);
  • le semicolonnine laterali sorreggono gli archi delle volte paralleli alla navata e i doppi archetti ciechi che suddividono ciascuna campata in alto;
  • gli spigoli dei pilastri sorreggono le cornici interne degli archetti.

Si venivano così a generare pilastri a fascio tipici dell'architettura romanica e ampliamenti ripresi nei successivi sviluppi gotici.

Eventi successivi[modifica | modifica sorgente]

La cattedrale di Spira ha una storia piuttosto turbolenta, culminata nel 1689 quando venne data alle fiamme dai soldati di Luigi XIV.[3] Restaurata fra il 1772 e il 1784, anni in cui vennero anche costruiti il vestibolo e la facciata, fu nuovamente profanata dalle truppe francesi nel 1794. Negli anni compresi fra il 1846 e il 1853 venne restaurata ancora una volta, con l'aggiunta di affreschi sulle pareti interne a spese del re Ludovico I di Baviera.

Nella cattedrale sono poste le tombe di alcuni sovrani germanici: originariamente esse erano situate nella navata centrale, di fronte all'altare, ma nel corso dei secoli la loro precisa ubicazione andò perduta. Nel corso di una grande campagna di scavi archeologici agli inizi del XX secolo esse vennero riscoperte e aperte. Parte del contenuto, come per esempio i vestiti, possono essere visti nel vicino museo del Palatinato, mentre le bare, dopo essere state restaurate, vennero poste nella nuova cripta che si trova sotto l'altare maggiore, aperta al pubblico nel 1906.

Nel 1981 la cattedrale di Spira è stata inserita nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

L'edificio[modifica | modifica sorgente]

La Cattedrale di Spira vista in lontananza

Le dimensioni[modifica | modifica sorgente]

  • Lunghezza totale: 134 metri;
  • Larghezza totale: 37 metri;
  • Altezza di ogni campanile della facciata: 65,5 metri;
  • Altezza di ogni campanile dell'abside: 71 metri;
  • Lunghezza della cripta: 35 metri;
  • Larghezza della cripta: 46 metri.

Lo stile[modifica | modifica sorgente]

Scorcio della navata centrale

La Cattedrale ha conservato lo stile originale con cui venne costruita, facendone uno dei principali esempi di architettura romanica giunti fino a noi. Una sua caratteristica è costituita dalla deambulatorio del matroneo ad archetti sorretti da colonne e posto in alto vicino al tetto, che gira intorno a tutto l'esterno dell'edificio. Inoltre esternamente le pareti sono movimentate da lesene e archetti ciechi. Ai quattro angoli si trovano altrettante torri.

Esterno[modifica | modifica sorgente]

Westwerk[modifica | modifica sorgente]

Il Westwerk

All'esterno la cattedrale si presenta in tutta la sua maestosità anche a qualche chilometro di distanza. La chiesa, in realtà, è priva di una vera e propria facciata, poiché, il corpo delle tre navate è preceduto dal tipico westwerk. Esso è costituito da tre campate, ognuna abbinata ad uno dei tre portali del tempio ed è possibile suddividerlo in tre piani sovrapposti:

  • piano inferiore: nartece;
  • piano superiore: spazio interno illuminato da un rosone (al centro) e da due monofore ai lati;
  • galleria di archetti ciechi.

Inoltre, sopra il corpo centrale del westwerk si può ammirare il tiburio ottagonale recante, sulle quattro facce laterali, quattro quadranti d'orologio. Di fianco al westwerk si trovano due slanciati campanili.

Abside[modifica | modifica sorgente]

La zona absidale

Altresì degna di nota è la parte absidale della cattedrale di Spira. Essa è composta dal coro a pianta quadrangolare e coperto da tetto a spioventi, da due campanili coperti da guglie che si trovano ai suoi lati e, logicamente, dalla grande abside semicircolare. Essa è decorata, nella parte superiore, subito sotto il tetto, da una galleria di archetti a tutto sesto sorretti da esili, ma robuste, colonnine con capitelli romanici.

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'aula della chiesa è preceduta dal portico del westwerk e si accede alle tre navate tramite i tre grandi portali che danno su di esso.

Navate e cappelle[modifica | modifica sorgente]

Scorcio della navata maggiore

L'aula della cattedrale di Spira è suddivisa in tre navate da una serie di pilastri con semicolonne addossate. La navata centrale appare molto luminosa grazie alle grandi monofore delle pareti laterali e piuttosto slanciata grazie alla mancanza di matroneo o del triforio. Lungo le pareti, al disotto delle grandi monofore, vi sono degli affreschi raffiguranti Store della vita di Maria, opere in stile Nazareno realizzate da Johann Schraudolph nell'Ottocento. In realtà, nel progetto originario, le pareti della chiesa dovevano essere completamente spoglie ma, quando negli anni '60 del Novecento sono stati rimossi tutti i dipinti ottocenteschi, si decise di lasciar stare gli affreschi della navata centraler poiché consoni all'ambiente.

La Doppelkapelle

Le due cappelle principali della chiesa sono la Doppelkapelle (cappella di Santa Caterina) e la Unterkappelle (cappella di Sant'Emmeram). La cappella di Sant'Emmeram si trova al piano delle navate ed è anche il battistero della cattedrale. Essa è a pianta quadrata ed è divisa in tre navate con tutte le campate uguali da quattro colonne romaniche con i capitelli finemente scolpiti. Il vano centrale della cappella è privo della volta (che per le altre campate è a crociera) e vi è il grande lucernario ottagonale che dà sulla cappella di Santa Caterina. Anche quest'ultima, come il battistero, è composta da tre navate sorrette al centro da quattro colonne ed è coperta da volte a crociera. Però a differenza della Unterkapelle, è priva di altari e, lungo le pareti, si trovano dei moderni reliquiari di alcuni santi.

Transetto e presbiterio[modifica | modifica sorgente]

L'altar maggiore ed il transetto.

Come in gran parte delle grandi chiese coeve, anche la cattedrale di Spira è dotata del transetto. Quest'ultimo, di notevoli dimensioni, è dotato di due cappelle semicircolari (una per braccio) sulle pareti di fronte alla fine delle navate laterali, di cui una è dedicata a Sant'Afra di Augusta, e di due piccole cappelle rettangolari prive di altari in corrispondenza delle due bifore che si trovano sulle pareti fondali dei due bracci, ognuna chiusa da una bifora sorretta da una colonna. All'intersezione fra la navata centrale, il transetto e l'abside, che qui appare molto profonda, vi è una semplice cupola ottagonale coperta da una semplice volta ad ombrello in cui si aprono delle monofore con arco a tutto sesto. Il presbiterio si sviluppa sia all'interno dell'abside e della crociera, che nelle ultime due campate della navata centrale, si presenta costituito da due livelli:

  • livello inferiore: interamente all'interno della navata centrale, costituisce il "presbiterio feriale" con un piccolo altare in stile moderno;
  • livello superiore: collegato da una scalinata con il livello inferiore, accoglie sia l'altar maggiore della chiesa che la cattedra vescovile del vescovo della Diocesi Cattolica di Spira.

Organi a canne[modifica | modifica sorgente]

Organo maggiore[modifica | modifica sorgente]

Sull'ampia cantoria in controfacciata, si trova l'organo maggiore della cattedrale, costruito fra il 2010 e il 2011 dall'organaro Ernst Seifert. Lo strumento, a trasmissione mista (meccanica per i manuali e la pedaliera, elettrica per i registri) ha quattro tastiere di 58 note ciascuna ed una pedaliera di 32. L'organo, che ha 87 registri per un totale di 5496 canne, è stato progettato dal punto di vista estetico dall'architetto tedesco Gottfried Böhm ed è privo di cassa. Di seguito, la disposizione fonica dello strumento:

Prima tastiera - Hauptwerk
Principal 16'
Octave major 8'
Octave minor 8'
Spitzflöte 8'
Viola da Gamba 8'
Großgedackt 8'
Holztraverse 8'
Octave major 4'
Octave minor 4'
Hohlflöte 4'
Großquinte 5.1/3'
Großterz 3.1/5'
Quinte 2.2/3'
Octave 2'
Flauto 2'
Terz 1.3/5'
Cornett V
Mixtur major VI
Mixtur minor VI
Tuba 16'
Trompete 8'
Seconda tastiera - Schwell-Positiv
Rohrgedeckt 16'
Salicional 16'
Principal 8'
Rohrflöte 8'
Dolce 8'
Vox Angelica 8'
Octave 4'
Blockflöte 4'
Nasat 2.2/3'
Doublette 2'
Terz 1.3/5'
Mixtur IV
Fagott 16'
Trompete 8'
Cromorne 8'
Tremulant
Terza tastiera - Schwellwerk
Bourdon doux 16'
Gamba 8'
Geigenprincipal 8'
Flûte traversière 8'
Bourdon 8'
Voix céleste 8'
Flûte octaviante 4'
Hohlflöte 4'
Salicional 4'
Nazard 2.2/3'
Octavin 2'
Tierce 1.3/5'
Flageolet 1'
Progressio III-IV
Bombarde 16'
Trompette harmonique 8'
Hautbois 8'
Voix Humaine 8'
Clairon harmonique 4'
Celesta
Tremulant
Quarta tastiera - Solowerk
Starktongamba 8'
Seraphonflöte 8'
Cornett VI
Flûte expressive 8'
Flûte harmonique 8'
Nazard harmonique 2.2/3'
Piccolo harmonique 2'
Tierce harmonique 1.3/5'
Septime harmonique 1.1/7'
Trompeta magna 16'
Trompeta imperial 8'
Clarin real 4'
Auxiliar
Bassclarinette 16'
Clarinette 8'
Celesta
Pedal
Contrabass 32'
Bourdon 32'
Principalbass 16'
Subbass 16'
Zartbass 16'
Salicetbass 16'
Octavbass 8'
Bassflöte 8'
Cello 8'
Superoctave 4'
Hintersatz IV
Quantarde 32'
Posaune 16'
Fagottbass 16'
Basstrompete 8'
Cornettbass 4'
Organo Corale[modifica | modifica sorgente]

Sotto la penultima arcata fra navata centrale e navata laterale sinistra, si trova l'organo corale. Questo strumento, costruito nel 2008 da Ernst Seifert, è a trasmissione mista (meccanica e digitale). L'organo racchiude dentro di sé due strumenti separati, ma comandati dalla stessa consolle:

  • l'organo corale, a tre manuali di 58 note ciascuna e pedaliera di 32, per un totale di 34 registri; di seguito, la sua disposizione fonica:
Prima tastiera - Hauptwerk
Praestant 16'
Principal 8'
Flaut douce 8'
Octave 4'
Querflaut 4'
Superoctave 2'
Cornett III
Mixtur IV
Trompete 8'
Tremulant
Seconda tastiera - Positiv
Coppel 8'
Salicional 8'
Spitzflaut 4'
Nasat 2.2/3'
Waldflöte 2'
Terz 1.3/5'
Quint 1.1/3'
Mixtur III
Cromhorn 8'
Tremulant
Terza tastiera - Schwellwerk
Bourdon 8'
Flûte harmonique 8'
Viole de Gambe 8'
Voix Céleste 8'
Flûte 4'
Trompette 8'
Hautbois 8'
Voix Humaine 8'
Clairon 4'
Tremulant
Pedal C–g1
Praestant 16'
Subbass 16'
ctavbass 8'
Gedecktbass 8'
Octave 4'
Posaune 16'
Trompete 8'
Primo manuale
Principal 8′
Octave 4′
Mixtur V
Terz zur Mixtur 1.3/5'
Tremulant
Secondo manuale
Regal 8′
Tremulant

Cripta[modifica | modifica sorgente]

La cripta

La cripta della cattedrale di Spira si articola al disotto del transetto e dell'abside della chiesa. Essa ha una pianta molto particolare: è, infatti, composta da un ambiente centrale quadrato con quattro colonne al centro (al disotto della crociera, analogo alle cappelle di Santa Carina e di Sant'Emmeram) affiancato da due ambienti minori divisi ognuno in tre navate da colonne in cui si trovano le sepolture di alcuni re di Germania (al disotto dei due bracci del transetto) ed un ambiente fondale, che occupa completamente l'area sotto l'abside della chiesa. Ed è proprio in questo ambiente che si trovano due elementi molto importanti della chiesa: l'antico fonte battesimale - datato 1100 - ed il grazioso crocifisso ligneo di età romanica, composto dalle tre figure di Gesù in Croce, della Madonna e di San Giovanni Evangelista.

Pantheon Imperiale[modifica | modifica sorgente]

I re e gli imperatori i cui resti si trovano nella cripta della Cattedrale di Spira sono:

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ speyer.de Informazioni dalla home page.
  2. ^ (DE) Sito GCatholic.org
  3. ^ Dombauverein Speyer.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]