Cattedrale di San Rufino

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Coordinate: 43°04′12.73″N 12°37′04″E / 43.070203°N 12.617778°E43.070203; 12.617778 La cattedrale di San Rufino è il duomo della città di Assisi e la cattedrale della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.

La chiesa sorge in piazza San Rufino 3, piazza che anticamente era una terrazza, creata in epoca romana, forse (ma non esistono prove documentate) il foro della città romana di Asisium.

Il rosone centrale.
Cattedrale di San Rufino
Veduta della cattedrale
Veduta della cattedrale
Stato Italia Italia
Regione Umbria Umbria
Località Assisi-Stemma.png Assisi
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Rufino di Assisi
Diocesi Diocesi di Assisi
Consacrazione 1253
Stile architettonico Romanico, barocco, neoclassico
Inizio costruzione 1140
Completamento 1571
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani
(EN) Assisi, the Basilica of San Francesco and Other Franciscan Sites
Assisi Cattedrale di San Rufino.JPG
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iii) (iv) (vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2000
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli storici medievali indicano questo sito come quello di un tempio romano dedicato alla Bona Mater. San Pier Damiani scrisse come in questo sito si trovava una basilica con le spoglie di san Rufino dal 412 e come il vescovo Ugone (XI secolo) fosse in contrasto con il popolo poiché voleva traslarle nell'allora cattedrale di Santa Maria Maggiore, con la vittoria dei cittadini di Assisi.

Nella città feudale la chiesa di San Rufino era il fulcro della "cittadella dei canonici" e la fondazione della chiesa attuale risale probabilmente all'VIII secolo. Fu rifatta una prima volta in forme più grandi dallo stesso Ugone, il quale la insignì alla fine del titolo di cattedrale nel 1036. Nel 1140 fu avviata una nuova ricostruzione su progetto di Giovanni da Gubbio, che si protrasse per vari decenni. Nel 1210 il Comune, che ne utilizzava il sagrato per le riunioni, auspicò un veloce completamento, perché attribuiva all'edificio incompleto la mala sorte che animava le lotte tra le fazioni. Nel 1228 si arrivò alla consacrazione dell'altare maggiore, da parte di papa Gregorio IX e nel 1253 fu consacrata l'intera chiesa completata, da parte di Innocenzo IV. Nel 1571 l'interno della cattedrale è stato restaurato in stile neoclassico, assumendo l'attuale conformazione.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

La facciata è una delle opere più significative dell'romanico "umbro" ed è confrontabile con esempi coevi a Spoleto, quali il Duomo e San Pietro.

La fascia inferiore risale al XII secolo, coi tre portali fiancheggiati da leoni e grifi scolpiti. Il portale centrale in particolare ha una ricca ornamentazione, soprattutto nella ghiera multipla decorata da rilievi di tralci, girali, figure allegoriche e animali mostruosi; la lunetta ospita il Cristo in trono entro un clipeo, tra il sole, la luna, la Madonna che allatta e San Rufino. Il portale destro ha una lunetta con Due uccelli che si abbeverano a una fonte (simbolo delle anime cristiane che si abbeverano alla grazia divina), mentre quello sinistro ha Due leoni attorno a un vaso.

Sopra i portali corre una fascia orizzontale con figure di Animali e mensole con teste umane e zoomorfe; sopra di essa si trova una galleria dalla quale sporgono Quattro animali.

La zona mediana è occupata da tre elaborati rosoni, attorno ai quali si trovano mensole con alcuni altorilievi: attorno a quello centrale Simboli degli Evangelisti e in basso tre Telamoni. La zona della facciata risale alla fine del XIII secolo ed è composta da una coronazione triangolare a capanna con all'interno un arco gotico, dove probabilmente doveva essere inserita una pittura o un mosaico. Alla sinistra della facciata si eleva il maestoso campanile romanico, risalente in gran parte all'edificio di Ugone, con la cella campanaria decorata con doppie bifore.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Interno.

L'interno è a tre navate divise da pilastri, con pianta basilicale. L'aspetto odierno risale al rinnovo del 1571 ad opera di Galeazzo Alessi; solo sopra le volte restano tracce della chiesa primitiva, tra le quali i resti di una cupola.

In seguito a restauri vennero rimossi gli altari laterali, scoprendo anche, sulla parete sinistra, tratti di un muro romano. Attualmente, nella cattedrale ve ne sono dieci, alternati a statue di Profeti di Agostino Silva[1] del 1672. Il primo altare di destra presenta il gonfalone di San Giuseppe, opera di Berto di Giovanni, e subito dopo si apre la cappella del Sacramento di Giacomo Giorgetti (1663, decorata da tele e affreschi che ne fanno la più unitaria opera barocca di Assisi: sulla porta d'ingresso si trova un Sacrificio di Elia di Giovanni Andrea Carlone, autore anche dei dipinti su tela (da destra Agar nel deserto, David in preghiera, Elia e l'angelo, Natività, Cena in Emmaus, Resurrezione, Tobia e l'angelo, Davide riceve i panni da Alchimelech e Sacrificio di Isacco.

Cappella del Sacramento.
Altar maggiore.

Gli affreschi sul catino absidale e sulla volta sono suoi, di Giacomo Giorgetti (1663) e di Giovanni Antonio Grecolini (XVIII secolo). In controfacciata della cappella si trova un'Ultima cena di fra' Emanuele da Como, mentre l'organo sulla cantoria in legno dorato e intagliato è del XVII secolo. Sulla controfacciata si trovano due statue accanto al portale centrale: San Francesco di Giovanni Dupré (1882) e Santa Chiara di Amalia Dupré (1888).

La porticina accanto alla cappella porta a un portale romanico sul lato destro, coevo a quelli della facciata. Seguono l'altare dell'Addolorata, con statua policroma del 1672, l'altare di San Francesco, con stucchi della Virtù cardinali di Agostino Silva e una tavola con Cristo in gloria e santi di Dono Doni (1550).

L'altro lato della navata ospita l'altare di San Gaetano di Thiene, con una tela di Francesco Refini, l'altare del Crocifisso, con stucchi del Silva, l'altare di Sant'Emidio, disegnato da Giacomo Giorgetti e con la tela della Trinità, Madonna e santi che intercedono per Assisi di Francesco Appiani (1752), e l'altare di Santa Maria della Consolazione, con una Madonna col Bambino e santi del XVIII secolo.

All'inizio della navata destra si trova l'antico fonte battesimale, dove furono battezzati san Francesco, santa Chiara, san Gabriele dell'Addolorata e forse, nel 1197, Federico II di Svevia. Il fondo fu decorato nel 1882.

Il braccio destro del transetto ospita l'altare di San Vitale, con la Deposizione dalla Croce di Dono Doni (1563). Nel braccio sinistro l'altare di San Rufino d'Arce, con una Crocefissione sempre del Doni.

Nell'abside si trova un coro ligneo cinquecentesco con intagli di Piergiacomo da Sanseverino (1520), con al centro il grande organo del XIX secolo. Sotto l'altare si trovano le spoglie di san Rufino di Assisi.

In precedenza queste erano sistemate in un sarcofago romano scolpito, ancora visibile nella cripta. Quest'ultima era stata ottenuta con le modifiche apportate alla costruzione precedente dal vescovo Ugone nell'XI secolo e corrisponde al presbiterio dell'antica basilica preesistente, reso visibile nelle fondazioni dai restauri eseguiti dopo il sisma del 1997. È accessibile da una scala, adiacente al battistero, attraverso il nuovo Museo diocesano.

La sagrestia, alla quale si accede dalla destra dell'abside, ospita alcune opere d'arte: San Francesco che benedice Assisi, tela di Cesare Sermei e altri dipinti, opera dello stesso Sermei, di Girolamo Marinelli, di Giacomo Giorgetti, di Martin Knoeller e di Baldassarre Orsini.

Dalla sagrestia si accede tramite una porticina a sinistra a un oratorio sotterraneo detto di San Francesco.

Organi[modifica | modifica wikitesto]

Organo maggiore[modifica | modifica wikitesto]

L'organo a canne principale della cattedrale[2] è situato in fondo all'abside, dietro la cattedra e l'altare maggiore, in posizione sopraelevata. Fu costruito fra il 1848 e il 1851 dai fratelli Martinelli di Umbertide ed è stato restaurato nel 1996 dall'organaro Marco Valentini. A trasmissione integralmente meccanica, ha due tastiere di 54 note ed una pedaliera a leggio di 17; le manette che comandano i vari registri sono collocate in tre colonne, due alla destra della consolle e una alla sinistra. In base alla loro posizione nelle varie colonne, di seguito la disposizione fonica dello strumento:

Colonna alla sinistra della consolle - Secondo Organo
Principale Basso
Principale Soprano
Ottava
Decimaquinta
Decimanona
Vigesimaseconda
Trombette in VIII
Oboé
Flauto traverso
Ottavino
Quintetto
Colonna di sinistra della registriera - Concerto
Trombe Basse
Trombe Soprane
Corno Inglese
Fagotto
Flauto traverso
Flauto in VIII Basso
Flauto in VIII Soprano
Decimino
Voce Umana
Cornetto in XV
Bombardone
Carrilon
Colonna di destra della registriera - Ripieno
Principale 16'
Principale Basso
Principale Soprano
Ottava
Decimaquinta
Decimanona
Vigesimaseconda
Vigesimasesta
Vigesimanona
Contrabbassi con ottave (al Pedale)

Organo corale[modifica | modifica wikitesto]

Gara di balestra a squadre in piazza San Rufino durante l'omonimo Palio. Sullo sfondo la facciata del duomo di Assisi.

Nei pressi dell'abside, alla destra dell'altar maggiore, vi è un piccolo organo a canne utilizzato per l'accompagnamento dei canti nelle liturgie[3]. Costruito nel 1971 per la Chiesa di Santa Maria Maggiore, è stato trasferito nella cattedrale nel 2008. Lo strumento ha un'unica tastiera di 56 note ed una pedaliera di 12 costantemente unita al manuale. La sua trasmissione è meccanica sospesa. Di seguito la sua disposizione fonica:

Manuale
Tremolo
Violoncello
Bordone
Principale
Ottava
Decimaquinta
Ripieno
Flauto in XII
Voce Umana

Organo della cappella del Santissimo Sacramento[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cantoria in controfacciata della cappella del Santissimo Sacramento vi è un organo a canne barocco, costruito da Tommaso Campana nel 1645[4]. Come la cantoria, anche la cassa lignea dello strumento è riccamente decorata con intagli e dorature. Lo strumento ha un'unica tastiera di 45 note con prima ottava corta ed una pedaliera scavezza di 8 costantemente unita al manuale. Di seguito la sua disposizione fonica in base alla posizione dei pomelli dei vari registri nelle due colonne della registriera:

Colonna di sinistra - Ripieno
Principale
Ottava
Quintadecima
Decimanona
Vigesimaseconda
Vigesimasesta
Vigesimanona
Colonna di destra - Concerto
Voce Umana
Flauto
Cornetta

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Agostino Silva in Dizionario storico della Svizzera.
  2. ^ Assisi - Cattedrale di San Rufino in Gli organi dell'Umbria. URL consultato il 2014-03-10.
  3. ^ Assisi - Cattedrale di San Rufino in Gli organi dell'Umbria. URL consultato il 2014-03-10.
  4. ^ Assisi - Cappella del SS. Sacramento in Cattedrale in Gli organi dell'Umbria. URL consultato il 2014-03-10.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Umbria, Touring Club Italiano, Milano 2009.
  • G. Troiano e A. Pompei, Guida illustrata di Assisi, Casa Editrice Francescana, Terni
  • L. Santini, Assisi, Editrice Plurigraf, Narni-Terni

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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