Cattedrale di Girona

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Cattedrale di Santa Maria
Chiesa
Chiesa
Stato Spagna Spagna
Comunità autonoma Catalogna
Località Gerona
Religione Cattolica
Titolare Maria
Diocesi Girona
Stile architettonico Gotico
Inizio costruzione XI secolo
Completamento XVII secolo

La cattedrale di Santa Maria di Girona è stata edificata nel punto più elevato della città, dove si ergeva anticamente una moschea,a sua volta costruita sui resti di un tempio romano.

Possiede la navata gotica più larga della cristianità[senza fonte] con i suoi quasi 23 metri ed è seconda in assoluto dopo la basilica di San Pietro in Vaticano. La costruzione iniziò nell'XI secolo in stile romanico, con un pregevole chiostro; nel XII secolo fu completata in stile gotico, conservando solo il chiostro in stile romanico. La torre campanaria venne ultimata nel 1040, l'intero edificio venne ultimato nel XVII secolo.

All'interno vi sono numerose cappelle con pregevoli opere d'arte, tra cui il baldacchino d'argento dell'altare maggiore, capolavoro di oreficeria, realizzato tra il 1320 e il 1358 e il cosiddetto "Trono di Carlomagno", in realtà una cattedra vescovile, realizzata nel 1038 con un blocco unico di alabastro.

Scultura di Ermesinda, opera di Guillem de Morell, sul sepolcro nella Cattedrale di Santa Maria a Girona.

La cattedrale contiene anche il sepolcro della contessa Ermesinda di Carcassonne, moglie del conte di Barcellona, Girona e Osona, Raimondo Borrell III e madre di Berengario Raimondo.

Le sale capitolari sono state adibite a museo. Tra i tesori conservati vi sono numerosi arazzi e tappezzerie. Spicca per antichità e originalità il Tappeto della creazione Tapís de la Creació, pezzo unico dell'epoca romanica. La creazione, con Cristo benedicente al centro è il tema centrale; intorno vi sono le raffigurazione dei 4 venti, i mesi e i lavori dell'anno, il carro del Sole, della Luna e i fiumi del Paradiso. Nella parte inferiore, frammentaria, si riconoscono alcune scene del ritrovamento della croce di Cristo.

Va ricordato anche il vivacissimo codice del monaco e abate Beatus con le immagini dell'Apocalisse e del Libro di Daniele, uno dei tre manoscritti miniati superstiti dell'mozarabica del X secolo e il seggio episcopale in legno intarsiato, possente capolavoro del gotico catalano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Tapís de la Creació

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