Cattedrale di Acerra

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Cattedrale di Santa Maria Assunta
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Località Acerra
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Maria Assunta
Diocesi Diocesi di Acerra
Stile architettonico Neoclassico
Inizio costruzione 1874
Completamento 1874

La cattedrale di Acerra è dedicata a Santa Maria Assunta. È la cattedrale della diocesi di Acerra e il duomo della città.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Una primitiva chiesa cattedrale, costruita probabilmente sui resti di un antico tempio romano dedicato a Ercole, esisteva già ad Acerra ed era già cattedrale nel 1058, poiché in essa fu creato cardinale dallo stesso papa Niccolò II il conte dei Marsi, Oderisio.

La chiesa, che in origine aveva dodici cappelle, conosce poi ricostruzioni e rimaneggiamenti in stile gotico ed in queste forme è conosciuta e descritta nel corso del Settecento. Nel 1789 l'edificio subisce dei crolli importanti che portano le autorità ecclesiastiche a demolire l'antica struttura gotica per costruirne una ex novo. I lavori iniziano nel 1791, proseguono lenti a causa della mancanza di fondi e di un progetto chiaro e preciso, e si concludono nel 1843. La cattedrale, però, non è sicura, ormai ridotta a due sole cappelle viene ancora una volta abbattuta e ricostruita nelle forme attuali nel 1874 per volere del vescovo Taddeo Garzilli che finalmente approva un progetto definito. Alla metà del XX secolo si fanno ulteriori interventi, viene restaurata ancora una volta per il Giubileo del 2000 con spostamento della balaustra marmorea che separava il presbiterio dalla navata.

Dal 24 marzo 2010 nella cattedrale di Acerra riposa il corpo di Rossella Petrellese, una giovane secolare dichiarata serva di Dio dalla Chiesa cattolica.

Dopo un lungo periodo (quasi due anni) di restauri, modifiche strutturali e adeguamenti liturgici, il 19 ottobre 2013, la cattedrale di Acerra è stata inaugurata e restituita al culto durante una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale arcivescovo dell'arcidiocesi di Napoli Crescenzio Sepe.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

L'interno della cattedrale dopo i restauri

La facciata, opera di Michele Manlio da Bitonto, è di stile neoclassico con otto grandi colonne con capitelli ionici, che poggiano su un ampio atrio pavimentato in basalto e pietra calcarea, creando una sorta di scacchiera.

All'interno, la chiesa si presenta con pianta a croce latina con tre navate suddivise da pilastri con grande cupola: nella navata sinistra, dopo il Crocifisso ligneo molto venerato al 1º pilastro, la prima cappella conserva una tela che rappresenta S. Rocco. Nella seconda è collocato un quadro di Giovanni Bernardo Azzolino raffigurante Cristo e la Vergine accolgono un'anima in cielo, del XVII secolo e appoggiata sull'altare una lapide marmorea, ormai in pezzi del 1583. Dopo il monumento funebre che contiene il corpo del vescovo Taddeo Garzilli, deceduto nel 1848, nella terza cappella quadro che raffigura la Veronica. Al 3º altare a destra Madonna in gloria, S. Girolamo e il beato Pietro Gambacorta da Pisa, opera di Fabrizio Santafede del XVII secolo; al 2º altare S. Girolamo di Jusepe de Ribera. Il soffitto della navata centrale è decorato a lacunari.

Il transetto si presenta coperto con una volta a botte presenta sull'altare a sinistra una tela dei primi del Settecento che raffigura una Deposizione e la porta della Sagrestia che, all'interno, è coperta con una volta a padiglione, ha le pareti decorate con stucchi che creano un motivo di lesene e riquadri ed inoltre, sulla porta presenta una tela centinata dell'Assunta e, nella parete, opposta un'iscrizione funeraria risalente alla fine del XV secolo. Il suo ingresso è preceduto da un'acquasantiera risalente alla chiesa gotica, in cui è raffigurata in bassorilievo una Madonna in gloria e fedeli. Sull'altare a destra, dopo la cappella del SS. Sacramento che ha all'ingresso un fino altorilievo risalente ai primi del Cinquecento che decora la porticina dell'Olio Santo e rappresenta la Madonna col bambino ed è attribuito alla scuola di Giovanni da Nola, tela che rappresenta il martirio di S. Conone, opera di E. Fiore del 1877 con reliquia del Santo.

Dopo il transetto, è presente il presbiterio: alla sua sinistra è collocato il trono espiscopale marmoreo nel quale si vedono frammenti dell'epoca rinascimentale e dietro un grande coro in noce del XIX secolo. Sulla parete di fondo, dietro l'altare maggiore vi è un dipinto raffigurante la Madonna Assunta del 1798, opera di Giacinto Diano.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • L'Italia. Campania, Touring Club Italiano, Milano 2005

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