Caterina de' Ricci

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Santa Caterina de' Ricci
Estasi di santa Caterina de' Ricci, bassorilievo di Girolamo Ticciati nella basilica di Santa Caterina de' Ricci a Prato
Estasi di santa Caterina de' Ricci, bassorilievo di Girolamo Ticciati nella basilica di Santa Caterina de' Ricci a Prato

Vergine

Nascita 1522
Morte 1590
Venerata da Chiesa cattolica
Beatificazione 1732
Canonizzazione 1746
Ricorrenza 4 febbraio
Attributi Giglio

Caterina (al secolo Alessandra Lucrezia Romola) de' Ricci (Firenze, 23 aprile 1522Prato, 2 febbraio 1590) è stata una religiosa italiana, terziaria regolare domenicana nel monastero di San Vincenzo a Prato, di cui fu anche priora; beatificata nel 1732, fu proclamata santa da papa Benedetto XIV il 29 giugno 1746.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

A sei anni suo padre la fece entrare nel vicino convento di Monticelli affinché potesse studiare. Dopo aver passato un piccolo periodo fuori dal convento, all'età di 14 anni si fece domenicana presso il monastero di San Vincenzo a Prato. A 25 anni divenne priora e trascorse il resto della vita al San Vincenzo.

Ebbe una corrispondenza epistolare con tre futuri papi: Marcello II, Clemente VIII e Leone XI. Come esperta di religione ed amministrazione, i suoi consigli erano ricercati ed ascoltati[senza fonte]: venivano dati sia di persona che per lettera. Morì nel 1590, dopo una lunga malattia.

Il culto[modifica | modifica sorgente]

Le reliquie della santa, nella Basilica di Santa Caterina de' Ricci a Prato

Caterina fu canonizzata da Benedetto XIV nel 1746. La festa liturgica è stata fissata per il giorno 4 febbraio (il 2 infatti è la festa della Presentazione al Tempio di Gesù, nota come Candelora).

È patrona titolare della congregazione delle suore domenicane di Upper Darby.

Leggende devozionali[modifica | modifica sorgente]

Secondo la leggenda devozionale le sue meditazioni sulla Passione di Cristo erano talmente profonde da cominciare a sanguinare, come frustata, e un anello di corallo appariva nei momenti di preghiera al suo dito, a simbolo del suo matrimonio con Cristo. Caterina fu dedita alla preghiera fin dalla gioventù.

Sempre secondo la leggenda, indossava una catena di ferro ruvida al collo, come forma di auto-punizione ed ebbe le stimmate, che emanavano una misteriosa luce che a volte era così forte da diventare accecante.

Uno dei miracoli documentati durante la canonizzazione fu una sua apparizione a migliaia di chilometri dal luogo dove ere fisicamente situata.

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