Catena (edilizia)

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Catena in un arco

La catena è un elemento strutturale di un materiale resistente a trazione. È il sistema di consolidamento più semplice ed antico che ancora oggi risulta essere il migliore, ha notevoli vantaggi e la sua installazione può essere reversibile. Si utilizzano materiali come il ferro, l'acciaio o il legno. Può essere utilizzato sia durante la costruzione, ma anche durante un consolidamento della struttura. Generalmente è presente negli archi come una barra metallica; tuttavia la si trova anche dentro la muratura per consolidarla. Inoltre, per catena si intende l'elemento orizzontale della capriata.

Consiste in una barra metallica che attraversa l'edificio (in genere in prossimità o in corrispondenza dei solai) ed evita fenomeni di spanciamento, in particolare in presenza di strutture spingenti (per esempio volte ed archi). La catena viene ancorata alle pareti tramite il capochiave.

Analisi[modifica | modifica sorgente]

Bolzone o capochiave

Si può stimare il tiro delle catene sull'esistente. Uno dei metodi è l'applicazione di un accelerometro sulla catena, quindi colpendo questa si può misurare la frequenza, riuscendo a capire la resistenza stessa della catena. Il tempo che ci mette ad oscillare è il periodo di oscillazione.

Murature[modifica | modifica sorgente]

Vengono generalmente poste per aumentare la sicurezza al collasso dei collegamenti tra le murature. Nelle murature l'opposizione delle catene va a migliorare lo schema resistente globale, si forma un sistema monolitico tra i vincoli e le murature ortogonali, molto efficaci contro il ribaltamento fuori dal piano. Queste si inseriscono in fase di costruzione nella muratura, oppure possono essere messe successivamente vicine alle pareti stesse.

Le catene orizzontali non si devono mettere quando la muratura è già soggetta allo schiacciamento. Più sicura è l'inserimento di catene orizzontali pretese, che collegano i muri di spina con i muri di facciata, per aumentarne l'ammorsamento. I bolzoni delle catene devono essere rigidi, se possibili dotati di vite per regolare il tiro.

Sistema Morandi[modifica | modifica sorgente]

Deriva il suo nome dall'ingegnere italiano Riccardo Morandi. Per le murature non eccessivamente compresse, ma che tuttavia sono soggette a flessione, si possono usare tiranti pre-sollecitati, che vengono posizionati sia in orizzontale che verticale. Questi creano un effetto di precompressione che sposta il punto dello stato di sollecitazione all'interno del dominio di resistenza. Tuttavia si deve tener conto e quindi fare attenzione al controllo delle sollecitazioni indotte sulle murature.

Archi[modifica | modifica sorgente]

Arco di Gallieno con doppia catena

Le catene posizionate negli archi servono per contrastare la spinta dell'arco ad aprirsi, cioè per neutralizzare l'azione orizzontale trasmessa dall'arco ai piedritti.[1] Il loro posizionamento più efficace è posizionarli all'altezza delle reni, anche se spesso le si trovano a varie altezze. La loro progettazione deve tener conto del peso che l'arco deve sopportare, quindi la forza di ritegno che è richiesta, dimensionare le catene, quindi anche il bolzone.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Studio dell'arco

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Franco Iacobelli, Progetto e verifica delle costruzioni in muratura in zona sismica, VIIª ed., Roma, EPC s.r.l., 2011, p. 320., ISBN 978-88-6310-334-2

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]