Catapulta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Replica di una catapulta a Château des Baux, Francia

La parola catapulta è un termine generico per indicare una macchina da assedio che sfrutta un braccio per scagliare con tiro curvo grosse pietre di cento, duecento e più libbre, proiettili di metallo o dardi e frecce. L'immagine tipica di catapulta è quella costituita da due montanti verticali, disposta orizzontalmente una matassa attorcigliata, in mezzo alla quale era piazzata l'estremità di un braccio di legno. L'altro capo del braccio era terminato da una specie di cucchiara in cui si mettevano dei blocchi di legno o di metallo, che formavano una vera e propria mitraglia oppure dei liquidi infiammabili chiusi in un recipiente. Per far agire la macchina, si abbassava il braccio orizzontalmente, piazzando il proiettile nella cucchiara e poi lo si liberava per mezzo dello scatto. Il braccio ritornava con forza e scagliava il proiettile, che continuando il movimento ricevuto dall'impulso, abbandonava il braccio e descriveva una parabola.

Il nome deriva dal greco "kata pelta", ovvero "attraverso lo scudo": il pelta è il piccolo scudo di legno e cuoio dei peltasti, schermagliatori greci. Originariamente infatti la catapulta scagliava dardi capaci di trapassare le corazze meno robuste. Con il tempo il termine è passato ad indicare una qualsiasi macchina che scaglia un oggetto solitamente pietra, ma con catapulta generalmente ci si riferisce alla macchina da assedio medioevale, il cui nome specifico è onagro.

Le catapulte venivano solitamente assemblate sul luogo dell'assedio, e gli eserciti portavano con loro pochi o nessun pezzo di tale macchina, in quanto il legno era solitamente disponibile sul posto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime catapulte della storia sono le baliste che appaiono nel mondo greco verso la fine dell'epoca classica; tra i primi ad adottarle furono Dionisio di Siracusa e Onomarco di Foci. Lo stesso Dionisio di Siracusa introdusse l'idea di usarle come copertura sul campo di battaglia oltre che come strumento di assedio: le usò per attaccare la flotta Cartaginese che soccorreva la alleata città di Mozia che egli stava assediando (Diod.XIV,50,4).

Le catapulte aumentarono potenza e gittata nel periodo ellenistico, soprattutto grazie all'introduzione delle catapulte a torsione e al loro perfezionamento. Possiamo seguire il loro sviluppo attraverso la lettura dei trattati sull'argomento scritti da Bitone, Filone di Bisanzio, Erone di Alessandria e altri autori.

Nel periodo imperiale e nella tarda antichità la potenza delle catapulte andò decrescendo, finché se ne abbandonò la costruzione. Nel medioevo fu introdotto il trabucco a contrappeso, ma si trattava di un'arma molto più ingombrante delle antiche catapulte a torsione, che d'altra parte fu presto resa obsoleta dall'avvento della polvere da sparo.

Tipi di catapulta[modifica | modifica sorgente]

Le catapulte possono essere classificate secondo il concetto fisico usato per immagazzinare e rilasciare l'energia necessaria alla propulsione del proiettile.

Tensione: Le prime catapulte erano tensionali, sviluppate dal gastraphetes (sorta di balestra rudimentale): una parte sotto tensione propelle il braccio che scaglia il proiettile, in maniera molto simile ad una balestra gigante. Un principio utilizzato spesso nelle catapulte medioevali grazie alla sua semplicità di realizzazione.

Torsione: La balista fu la prima catapulta torsionale, che sfruttava l'elasticità di torsione prodotta da fasci di fibre elastiche. A questo fine erano usati tendini, crini e anche capelli. Anche gli onagri, costruiti dai Romani, sfruttavano lo stesso principio. Queste armi avevano un braccio che terminava con una fionda contenente il proiettile. L'altra estremità del braccio era inserita in corde o fibre che venivano torte (nevrobalistica), fornendo al braccio la forza propulsiva. Il sistema torsionale è assai più efficace del sistema tensionale, ma di contro aumenta la complessità del meccanismo.

Trazione: Rudimentale sistema di lancio tipico del mangano, che sfrutta la forza di trazione di un gruppo di persone per imprimere forza in un proiettile. Trovò largo impiego nell'Alto medioevo, ma venne successivamente soppiantato o implementato nel sistema a gravitazione.

Gravità: È il sistema utilizzato nel trabucco. In questo caso, il contrappeso in caduta spinge verso il basso un'estremità del braccio, mentre il proiettile viene scagliato da una lunga fionda collegata all'altra estremità, essenzialmente come una fionda collegata ad una gigantesca altalena. In questo congegno può essere utilizzata la trazione umana che affianchi il pesantissimo contrappeso, tramite corde tirate da decine o centinaia di uomini contemporaneamente. Il peso dei proiettili, a seconda del peso del contrappeso e del numero degli addetti alle corde, andava da poche decine di chili fino a ben oltre la tonnellata (il record è di quasi 1500 chili nel caso dei proiettili lanciati dai trabucchi veneziani nell'assedio di Zara).

La gittata di queste macchine (a seconda del peso del proiettile) era di circa 300-400 metri per la balista, 200-600 metri nel caso dell'onagro, 100 - 300 metri per la petriera medievale, e 100 - 200 per il mangano e trabucco.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E. W. Marsden, Greek and Roman Artillery. Historical Development, Oxford, at the Clarendon Press, 1969.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

guerra Portale Guerra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerra