Castro (Puglia)
| Castro comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Luigi Carrozzo (lista civica) dal 29-5-2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°1′0″N 18°24′0″E / 40.01667°N 18.4°ECoordinate: 40°1′0″N 18°24′0″E / 40.01667°N 18.4°E | ||||
| Altitudine | 98 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 4,44 km² | ||||
| Abitanti | 2 493[1] (31-08-2011) | ||||
| Densità | 561,49 ab./km² | ||||
| Frazioni | Castro Marina | ||||
| Comuni confinanti | Diso, Ortelle, Santa Cesarea Terme | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 73030 | ||||
| Prefisso | 0836 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 075096 | ||||
| Cod. catastale | M261 | ||||
| Targa | LE | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | castrensi o castrioti | ||||
| Patrono | Maria SS. Annunziata | ||||
| Giorno festivo | 25 aprile | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Castro nella provincia di Lecce |
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| Sito istituzionale | |||||
Castro è un comune italiano di 2.493 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.
Situato lungo la costa orientale della penisola salentina, il comune è formato dall'abitato principale di origine medievale posto su un promontorio a 98 m s.l.m., e dalla parte bassa di Castro Marina, sorta intorno al porto. Centro peschereccio e balneare, vanta origini antiche quale erede della romana Castrum Minervae. Fu una delle prime città del Salento ad essere elevata al rango di contea; fu anche sede vescovile fino al 1818.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia. |
[modifica] Territorio
Il territorio comunale si estende per 4,44 km² ed è il terzultimo comune per superficie dell'intera regione[3]. È caratterizzato da modesti rilievi digradanti repentinamente verso il mare e raggiunge il punto più elevato con il Monte Mattia, 131 metri s.l.m. La morfologia del territorio è ondulata con pochi spazi in pianura, soprattutto nella parte nord occidentale del feudo. Confina a nord con il comune di Santa Cesarea Terme, a nord-ovest con il comune di Ortelle, a sud con il comune di Diso, mentre a est si affaccia sul mare.
Dall'ottobre 2006 parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla regione Puglia.
[modifica] Mare
Ai fini meteorologici (Meteomar) e delle Informazioni Nautiche degli Avvisi ai Naviganti, il limite marittimo tra Adriatico Meridionale e Ionio Settentrionale è dato dal 40º parallelo nord: sulla costa italiana corrisponde a Punta Mucurune proprio nei pressi di Castro: 40°00′00″N 18°25′48″E / 40, 18.43. Per altri invece il limite convenzionale si sposta più a sud a Punta Mèliso a Santa Maria di Leuca. In realtà per molti geografi la punta spartiacque vera tra Adriatico e Ionio sarebbe Punta Palascia a sud di Otranto.
Prendendo in considerazione la prima convenzione, Castro si affaccerebbe su entrambi i mari.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi le voci Puglia e Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca. |
Dal punto di vista meteorologico Castro rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[4].
| Castro | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 12,4 | 13,0 | 14,8 | 18,1 | 22,6 | 27,0 | 29,8 | 30,0 | 26,4 | 21,7 | 17,4 | 14,1 | 13,2 | 18,5 | 28,9 | 21,8 | 20,6 |
| T. min. media (°C) | 5,6 | 5,8 | 7,3 | 9,6 | 13,3 | 17,2 | 19,8 | 20,1 | 17,4 | 13,7 | 10,1 | 7,3 | 6,2 | 10,1 | 19 | 13,7 | 12,3 |
| Precipitazioni (mm) | 80 | 60 | 70 | 40 | 29 | 21 | 14 | 21 | 53 | 96 | 109 | 83 | 223 | 139 | 56 | 258 | 676 |
| Umidità relativa (%) | 79,0 | 78,9 | 78,6 | 77,8 | 75,7 | 71,1 | 68,4 | 70,2 | 75,4 | 79,3 | 80,8 | 80,4 | 79,4 | 77,4 | 69,9 | 78,5 | 76,3 |
- Classificazione climatica di Castro:[5]
- Zona climatica: C
- Gradi giorno: 1243
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento, Storia della Puglia e Diocesi di Castro di Puglia. |
Il luogo era frequentato già in epoca protostorica, come attestato da numerosi rinvenimenti. Nel territorio di Castro si trovava il dolmen di Sgarra, oggi scomparso.
Le tradizioni attribuiscono la fondazione del paese a colonizzatori Cretesi o Greci. Fu un centro messapico (col nome di ΛΙΚ?) e divenne colonia romana nel 123 a.C. con il nome di Castrum Minervae (così come lo si ritrova nella tavola peutingeriana). Secondo la tradizione qui sarebbe infatti sorto un tempio dedicato a Minerva, i cui resti sono stati rinvenuti in seguito a dei lavori di restauro e di consolidamento del castello e delle mura.
La località è stata identificata da alcuni studiosi e ricercatori dell'Università del Salento, fra cui il Professore Francesco D'Andria, come il primo luogo di sbarco di Enea in Italia, sbarco avvenuto secondo l'Eneide virgiliana nei pressi di un tempio di Minerva visibile dal mare. Il luogo dello sbarco è stato tuttavia identificato anche con Porto Badisco o Roca Vecchia.
La storia della cittadina è legata a quella di Otranto. In seguito alla divisione dell'impero romano, Castro divenne un possedimento di Bisanzio. Fu una delle prime città del Salento ad essere elevata al rango di contea e fu una delle prime ad essere eletta a sede vescovile (nel 682 da papa Leone II). Nel corso dei secolo subì gli assalti degli Alani, degli Ostrogoti e dei Vandali, fino ai Saraceni. Contesa fra Bizantini e Normanni, passò poi in mano ai Veneziani, che ne fecero uno dei loro porti nel XII secolo. Dovette subire le scorribande turche e poi fu rafforzata dai viceré spagnoli.
Castro era un raro esempio di città fortificata ed il suo castello, giudicato inespugnabile per la sua posizione naturale (era costruito su di un promontorio protetto da un lato dal mare e dall'altro da uno ripido dirupo) e per la solidità della sua costruzione, fu annoverato nei registri angioini del 1282 come uno dei castelli più importanti del regno.
La decadenza della città cominciò con la fine del feudalesimo ed il colpo di grazia fu la soppressione della diocesi avvenuta nel 1818. Appartenne al comune di Diso fino al 1975.
[modifica] Toponimo
Il toponimo deriva dal latino Castrum che significa fortezza. In epoca romana sorgeva infatti un insediamento con il nome di Castrum Minervae.
[modifica] Simboli
Descrizione araldica dello stemma:
| « D'argento al castello rosso, mattonato di nero, formato da tre torri, riunite da due cortine di muro, la torre centrale più alta, le torri munite di forti barbacani, merlate alla guelfa di quattro e prive di finestre, le cortine prive di merli e munite di due finestrelle, di nero, una e una, la torre centrale chiusa di nero, esso castello fondato sulla campagna di azzurro, fluttuosa di argento, e accompagnato negli angoli del capo da due lettere maiuscole "C", di azzurro, una e una. » |
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Chiesa dell'Annunziata
La chiesa madre dell'Annunziata, già cattedrale dell'omonima diocesi soppressa nel 1818, fu costruita nel 1171, probabilmente sulle rovine di un tempio greco. I continui interventi e rifacimenti nel corso dei secoli hanno sensibilmente alterato la struttura originaria in stile romanico. È sede vescovile titolare dal 1969.
La facciata principale, ripristinata in un restauro del 2010 che ha interessato l'intera superficia esterna, si compone di un portale e di un rosone centrali. Lateralmente denota gli elementi tipici del romanico pugliese. L'interno possiede una pianta a croce latina ad un'unica navata terminante nel presbiterio. La navata fu più volte rifatta sino alla sostituzione del suo tetto in legno nel 1670. Lungo le pareti laterali si susseguono alcuni altari ospitanti le tele della Madonna Immacolata con i Santi Francesco d'Assisi e Francesco di Paola, della Madonna con Sant'Antonio di Padova e il Beato Luca Belludi, della Vergine Immacolata con i Santi Filippo Neri, Francesco di Sales, Ignazio di Loyola e Francesco Saverio, della Madonna con i Santi Gaetano di Thiene, Carlo Borromeo e Andrea Avellino, dell'Annunciazione, della Madonna del Rosario e della Visita di Maria a Sant'Elisabetta. L'altare maggiore, in stile barocco, fu edificato dai vescovi De Marco e Capreoli tra il 1670 ed il 1685. È un'opera scultorea di notevole interesse ed è arricchito da due tele di diverse dimensioni raffiguranti la Madonna Annunziata, protettrice della città.
La chiesa accoglie inoltre un affresco bizantineggiante di santa Lucia, il pulpito ligneo e l'organo a canne, entrambi del XVII secolo, l'urna lignea contenente le reliquie di santa Dorotea, compatrona di Castro, e alcune pregevoli statue processionali in cartapesta, fra cui quella della Madonna Annunziata.
[modifica] Basilica bizantina
Si tratta dei resti di chiesa di età bizantina (IX-X secolo), edificata su un precedente impianto paleocristiano. Sulle sue pareti rimangono tracce di affreschi riconducibili ad almeno tre distinti cicli decorativi. Si distingue un'immagine di san Giovanni Battista e un Redentore. Nel XVIII secolo fu murata e utilizzata come cimitero.
[modifica] Palazzo Vescovile
L'ex palazzo vescovile, addossato sul lato orientale della chiesa dell'Annunziata, fu riedificato tra il XV e il XVI secolo, con continui interventi successivi. È stata la residenza dei vescovi di Castro fino alla soppressione della Diocesi nel 1818. Il palazzo si distribuisce su due livelli; al piano superiore si accede attraverso una scala esterna.
[modifica] Architetture militari
[modifica] Castello
L'impianto più antico dell'attuale castello aragonese risale, con ogni probabilità, ai secc. XII-XIII, e fu costruito sui resti di un precedente edificio, forse bizantino o normanno. Nella seconda metà del XIII secolo, Carlo I d'Angiò lo definisce fortezza di rilevanza strategica per la difesa del regno. Il castello, annoverato insieme alle fortezze di Ostuni, Taranto, Ugento e Torremaggiore, è considerato d'importanza nazionale e ritenuto tra i più funzionali, combinando insieme difese naturali e architettura militare. Nel 1480, in seguito al saccheggio di Otranto, la città fu invasa dai Turchi ed il castello venne semi distrutto.
Nel Cinquecento fu la nobile famiglia dei Gattinara, feudatari del luogo in quegli anni, ad attendere alla ricostruzione della fortezza sulle rovine dell'antica rocca, realizzando una nuova struttura difensiva a pianta quadrilatera, con quattro bastioni e un terrapieno. Nuovi e ripetuti danneggiamenti costrinsero successivamente il viceré spagnolo don Pedro de Toledo a potenziare ulteriormente la struttura. L'architetto senese Tiburzio Spannocchi progettò la completa ristrutturazione dell'assetto difensivo, con la costruzione del bastione a protezione della Porta Terra, della imponente torre sud, detta Torre Catalano, e di una caratteristica cinta fortificata ad impianto esagonale allungato, munita di baluardi e torri di cortina nei punti strategici. Nel corso del XVIII secolo l'edificio andò in rovina, tanto da essere descritto nel 1780 come cadente e semidiruto da Monsignor Del Duca, vescovo della città. Questi indirizzò al re Ferdinando IV una petizione accorata ed insistente affinché il castello, che aveva accompagnato la storia del centro abitato nel corso degli anni, fosse restaurato a spese dell'Erario dello Stato. Gli argomenti del prelato furono così convincenti e ricchi di informazioni da riuscire a convincere il re. Risalgono all'epoca gli ultimi interventi condotti sul castello. Attualmente, dopo averne acquisito la proprietà, il comune di Castro ha realizzato vari interventi di restauro volti a restituire il bene alla fruizione collettiva.
- Struttura
Il castello, a pianta rettangolare con quattro torri angolari di varia forma e dimensione, risulta composto da un ingresso protetto da un fossato e da ponte levatoio, ormai rimosso. Entrando si trova un cortile anticamente destinato al deposito di prodotti agricoli che venivano commercializzati, e un'ampia scala, ora scomparsa, con la quale si accedeva ai piani superiori. Nel cortile si affacciano inoltre le porte delle stanze del piano terra. La stanza di ponente si affaccia sul mare ed è dotata di un accesso esterno che porta agli orti sottostanti.
La struttura, completamente restaurata negli ultimi anni, dispone di una moderna e funzionale sala convegni ed ospita, nelle sale e nel torrione angolare di levante, il Museo Civico "Antonio Lazzari" con la mostra archeologica permanente "Castrum Minervae: tra Greci e Messapi", che permette di ammirare i numerosi e vari reperti provenienti dalle recenti campagne di scavo effettuate nell'area del centro storico. Il centro storico conserva inoltre il suo impianto medievale con strettissime stradine e case a corte.
[modifica] Le mura
La cinta muraria che racchiude Castro, l'antica Castrum Minervae, si sviluppa per un perimetro complessivo di circa 700 metri ed è rafforzata dal poderoso castello e da alcune torri. La manutenzione delle mura, fu assicurata dal feudatario sino al 1806, anno in cui fu abolita la feudalità.
Gran parte delle mura furono nel corso dei decenni utilizzate come fondamenta delle case perimetrali dell'antico abitato; restano comunque lunghi tratti di cortina e quattro tra torri e bastioni di varie dimensioni e forma.
L'ingresso a Castro Alta avveniva e avviene tuttora, attraverso l'unica entrata, la cosiddetta Porta Terra, di cui è rimasto soltanto il nome, non essendoci più nessuna porta. Il nucleo antico di Castro costituisce l'unico esempio, nell'intera provincia, di cittadella fortificata situata su un'altura rocciosa prospiciente il mare.
[modifica] Aree naturali
[modifica] Grotte
| Per approfondire, vedi le voci Grotta Zinzulusa e Grotta Romanelli. |
Sulla costa, si trova la grotta Zinzulusa, unico sito carsico italiano tra i dieci mondiali segnalati dal KWI come meritevole di tutela. Esistono inoltre altre grotte, come la grotta Romanelli, la grotta Azzurra e la grotta Palombara.
- Grotta Zinzulusa
Rappresenta una delle più interessanti manifestazioni del fenomeno carsico nel territorio salentino. Il nome Zinzulusa deriva dalla presenza, al suo interno, di numerose stalattiti e stalagmiti che alla luce del sole ricordano tanti panni appesi (zinzuli in Salentino).
La grotta si è originata durante il Pliocene per effetto dell'erosione operata dall'acqua sul sottosuolo salentino. La grotta si articola in tre parti.
- Grotta Romanelli
Si tratta di una grotta costiera, posta nelle vicinanze della grotta Zinzulusa. È stata la prima grotta italiana a restituire resti d'arte parietale risalenti al Paleolitico, motivi incisi su osso e pietre con temi zoomorfi o in misura minore antropomorfi.
[modifica] Bosco dello Scarra
Il Bosco, più recentemente denominato Parco delle Querce o dello Scarra è ubicato a Ovest dell'abitato, in un'area cinta da muretti a secco. È un bosco di lecci di notevole interesse, anche perché rara testimonianza dei lembi boschivi lungo la fascia costiera orientale del Salento.
È diviso in due parti: una pianeggiante a nord-est ed una rocciosa e scoscesa a sud-ovest, quest'ultima presenta un canale che costituiva il letto di un fiume. La parte pianeggiante è caratterizzata dalla presenza di notevoli esemplari di leccio (Quercus ilex) con tronchi che superano il metro di diametro, quella scoscesa è più fitta e impenetrabile. Il sottobosco è ricco di esemplari vegetali fra cui è possibile trovare: l'alloro (Laurus nobilis), il nespolo selvatico (Mespilus germanica), il biancospino comune (Crataegus monogyna), il terebinto (Pistacia terebinthus) l'edera comune (Hedera helix), l'elleborine minore (Epipactis microphylla), un'orchidea molto rara, e la scrofularia nodosa (Scrophularia nodosa) molto diffusa nel Salento.
Il bosco, inoltre, ospita un numero elevato di specie animali, fra le quali il pettirosso, la tortora, l'occhiotto, l'upupa, la civetta, il fringuello e l'usignolo.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2010 a Castro risultano residenti 25 cittadini stranieri. La nazionalità principale è:[6]
Romania - 15
[modifica] Lingue e dialetti
| Per approfondire, vedi la voce dialetto salentino. |
Il dialetto parlato a Castro è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.
[modifica] Cultura
[modifica] Eventi
L'evento principale della cittadina di Castro è sicuramente la festa patronale in onore di Maria Santissima Annunziata, del 24-26 aprile: nella sera del 24 aprile si svolge una gara di fuochi pirotecnici a cui segue la "sagra del pesce a sarsa". Altro evento rilevante è la Rappresentazione Storico Medievale del Natale, che prende il nome di Natale in Contea, un presepe vivente ambientato nel Medioevo e realizzato nell'intero centro storico di Castro. Particolarità di questa rappresentazione sono i costumi, infatti, questi, sono stati realizzati da sarte del loco interamente a mano.
[modifica] Economia
| Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia. |
L'economia cittadina si basa soprattutto sul turismo balneare e sui settori ad esso legato. Importante è anche la pesca con la presenza di un piccolo porto peschereccio.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:
Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne SP83 Castro-Vignacastrisi-Diso, SP169 Castro-Marittima, SP259 Castro-Santa Cesarea Terme, SP358 Litoranea Santa Maria di Leuca-Otranto.
[modifica] Ferrovie
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Poggiardo posta sulla linea Zollino-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est. La stazione di Lecce è situata a circa 49 km.
[modifica] Aeroporti
Gli aeroporti civili più vicini sono:
- Aeroporto Internazionale del Salento con sede a Brindisi.
- Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta", che effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter.
- Aeroporto internazionale di Bari "Karol Wojtyla".
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Luigi Carrozzo (lista civica) dal 29/05/2007
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
- ^ Dato Istat al 31/08/2011
- ^ Comuni della Puglia per superficie
- ^ Valori climatici del Salento meridionale
- ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
- ^ Dati Istat
[modifica] Bibliografia
- Vittorio Boccadamo, Guida di Castro. La città, il territorio, il mare, e le grotte, Ed. Congedo (1994)
- De Donno C., De Lorentiis D., Liguori P.F., Guida del Museo Civico di Maglie, Ed. Salentina (1981), con ampie sezioni riservate alle grotte Romanelli e Zinzulusa ed alla preistoria di Castro.
- D'Andria F. (a cura di), Castrum Minervae, Ed. Congedo (2009), Collana della Scuola di Specializzazione Dinu Adamesteanu dell'Università del Salento.
[modifica] Voci correlate
- Diocesi di Castro di Puglia
- Arcidiocesi di Otranto
- Vicaria di Castro
- Armando Perotti
- Torre Diso
- Torri di avvistamento del Salento
- Castro (Lombardia)
[modifica] Altri progetti
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