Castione (Svizzera)

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Castione
Centro abitato
Castione – Stemma
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Stemma Bellinzona.svg Bellinzona
Comune ArbedoCastione-coat of arms.svg Arbedo-Castione
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°13′38.51″N 9°02′49.66″E / 46.227365°N 9.047127°E46.227365; 9.047127 (Castione)Coordinate: 46°13′38.51″N 9°02′49.66″E / 46.227365°N 9.047127°E46.227365; 9.047127 (Castione)
Altitudine 245 m s.l.m.
Superficie 2,64[1] km²
Abitanti 1 513[2] (31.12.2012)
Densità 573,11 ab./km²
Frazioni confinanti Arbedo
Altre informazioni
Cod. postale 6532
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5282
Targa TI
Nome abitanti Sciàtt (rospi), castionesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Castione
Sito istituzionale

Castione (Cagion o Casctión in dialetto ticinese) è uno dei due centri abitati che forma il comune di Arbedo-Castione. Nel 1820 la località, che apparteneva al comune di Lumino si è aggregata con Arbedo per formare il comune di Arbedo-Castione, suscitando molti contrasti.

Confina a nord con Claro, a est con Lumino, a sud con Arbedo e a ovest con Gnosca e Gorduno.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La zona è molto soleggiata, e si trova nel punto d'incontro delle valli di Riviera e Mesolcina.

Castione è una delle poche località ticinesi ad essere sorta non sul delta fluviale di uno dei numerosi torrenti (chiamati riali) che scorrono nelle valli del Canton Ticino, ma direttamente sul piano, alla confluenza fra i fiumi Ticino e Moesa. Di conseguenza il territorio è stato sempre minacciato dalle fuoriuscite dei due fiumi e dalle malattie dovute alla presenza di paludi, diffuse ovunque fino alla metà del XX secolo, (fino alla bonifica del piano).[3] Si contavano solo 36 abitanti nel 1801 e 40 nel 1808, mentre oggi il loro numero è circa 30 volte superiore.

D'altronde anche il soprannome degli abitanti: Sciàtt che nel dialetto locale significa "rospo", testimonia la zona paludosa.

Probabilmente la località è stata costruita onde evitare saccheggi, poiché situata sulle importanti vie di transito del passo del San Gottardo e del passo del San Bernardino, e contornata da paludi. Dopo la bonifica dei due fiumi arrivò un "boom" edilizio e venne popolata velocemente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A Castione fu ritrovato un ripostiglio risalente all'età del Bronzo (ca. 1800 a.C.) contenente materiale di provenienza nordalpina. Questo evidenzia l'importanza del luogo quale nodo viario già in epoca antica. Oggetti sparsi provenienti probabilmente da tombe andate distrutte testimoniano la presenza di un insediamento risalente anch'esso nell'età del Bronzo (ca. 1300 a.C.).

Le origini di Castione sono molto antiche, sicuramente fu abitato prima dell'anno mille. Inizialmente Castione era una zona molto paludosa, nei dintorni si estendevano dei terreni incolti sui quali scorrevano libere le acque del Ticino e della Moesa. Questi territori non rivestivano alcun interesse sia dal punto di vista agricolo sia da quello abitativo, a causa delle paludi, la zona era un luogo molto malsano. Questi terreni erano di proprietà del comune di Lumino, e addirittura non avevano nemmeno un toponimo che li designava. Più tardi ma sempre prima dell'anno mille, la Moesa si spostò lentamente verso l'altro versante della valle migliorando in parte la qualità di vita, di conseguenza diede la possibilità ad alcune famiglie si stabilirsi a Castione. Da quel momento, oltre al toponimo già conosciuto "Lugumino" (in seguito Lumino), ci sarà anche quello di "Castilione" (in seguito Castione). Pare che la denominazione centri all'arrivo forse come primo abitante, di un tale Castiglione. "Lugumino"e "Castilione" formavano dunque, un'antica e importante Vicinanza provata già con documenti del XII secolo. Tentativi di separazione delle due località avvennero nel XVI secolo, ma la divisione delle terre comuni è sempre irrisolvibile. Una sentenza dei Cantoni primitivi del 13 settembre 1599 decideva la separazione di Castione e Lumino, ma non fu effettiva.

Il 6 luglio 1449 ebbe luogo la battaglia di Castione che oppose l'esercito del Canton Uri a quello della Repubblica Ambrosiana.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Castione.

All'inizio del 1800, Castione si trovava in difficoltà, non solo a causa delle piene del fiume Ticino e della Moesa che invadevano spesso la piana di Castione, ma anche il passaggio delle truppe napoleoniche che già creava molte spese per la località, doveva anche subire saccheggi. Di conseguenza c'erano molti problemi finanziari, tali che i castionesi si trovavano obbligati a svendere alcuni terreni in comune con Lumino, mentre altri li aveva spazzati via il fiume Ticino. La località contava solo 36 abitanti perché la qualità di vita era ancora scarsa. Castione non aveva un'amministrazione locale, perché l'amministrazione dei beni comunali e patriziali era sempre in mano Lumino, nonostante la Chiesa dei Santi Gottardo e Nicola di Bari di Castione fosse distaccata dalla Parrocchia di Lumino già dal 1626. La separazione delle due Parrocchie non comportava la divisione dei beni patriziali e comunali tra le due località.

Aggregazione con Arbedo e le conseguenti dispute[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 1817 ci furono le prime mosse di due persone residenti a Castione ma non originarie della località di separarsi da Lumino e aggregarsi ad Arbedo. Il motivo principale è la condizione finanziaria inaccettabile. In seguito nel 1818 al gesto dei due si unirono altre persone di Arbedo, e altre estranee; in totale furono undici. Solo dopo altri mesi il Comune di Lumino ricevette la notizia.

Tra Castione e Arbedo ci sono sempre stati da secoli contrasti e litigi, i castionesi non volevano l'aggregazione; molte famiglie di Castione non erano addirittura a conoscenza del progetto. Da una parte si trovavano spinti e favorevoli gli arbedesi che si vedevano aggiungere nuovi terreni, dall'altra Lumino si opponeva perché avrebbe avuto solo svantaggi, e non voleva rovinare una vicinanza che esisteva da secoli. Le frequenti inondazioni della Moesa e del Ticino, che negli ultimi decenni si erano spinte molto vicino all’abitato, sono i motivi che preoccupavano maggiormente gli abitanti di Castione; Lumino ultimamente aveva trascurato quell'abituale e secolare aiuto per contenere nel miglior modo le piene dei due fiumi.

I fautori dell'aggregazione presentarono al Municipio di Arbedo e al Governo cantonale il 20 maggio 1818 il progetto. Il giorno stesso il Consiglio di Stato si disse favorevole alla fusione, ma anche che dovrà essere votata dal Gran Consiglio. Il Gran Consiglio nella seduta del 20 giugno 1818 si dovette occupare del caso; Lumino aveva inoltrato protesta al Governo contro la domanda di separazione di Castione da Lumino, supplicando il Governo, che prima di rendere effettiva l'aggregazione, l'esito sia portato a conoscenza al Comune di Lumino affinché possa esprimere le sue argomentazioni. Questo dilungarsi dei fatti non scoraggiano le trattative tra Arbedo ed i due fautori di Castione. Per rendere ancora più effettiva la richiesta, Arbedo volle la stesura di un rogito. L'atto sarà ritenuto da parte di Lumino illegale, perché l'assemblea dei castionesi del 26 aprile 1820 aveva pochissima convinzione nell'aggregazione ad Arbedo per formare un comune solo. L'atto venne autenticato e approvato dal Gran Consiglio.

Il comune di Lumino si ritrovò senza Castione, e il nuovo comune formato da Arbedo e Castione sarà chiamato Arbedo-Castione.

Le dispute non sono finite qui! Diverse saranno le opinioni a Castione, certamente la maggioranza è di chi voleva rimanere con Lumino. Il popolo non votò mai per questo caso, né mai qualcuno tentò di provocare la votazione. A quei tempi Lumino e Castione non avevano i mezzi per calcolare le conseguenze dell'aggregazione.

Il 2 luglio 1821 Lumino chiese al Governo Cantonale di annullare il decreto del 1820 che fece l'unione di Castione ad Arbedo. Il Gran Consiglio inoltrò la richiesta del Comune di Lumino a quello di Arbedo-Castione e poi ad una Commissione la quale dovrà poi invitare i due comuni a delegare dei rappresentanti allo scopo di trovare un accordo su tutto il problema.

Nel 1825 i due delegati scelti da Arbedo, intimarono al Comune di Lumino un ordine di procedura immediata di divisione dei terreni e possedimenti montani ancora in comune con Castione. Per Lumino saranno delegate due persone le quali saranno incaricate di rimanere in causa con Arbedo di fronte a qualsiasi Tribunale. Arbedo volle dei terreni che riteneva ancora in comune con Lumino, mentre Lumino non accettò perché ritenne l’aggregazione illegale. Lumino si oppose con caparbietà alle pretese di Arbedo, ma la furbizia e la preparazione di quest’ultimi era superiore, e sostengono la causa con maggior competenza e con linguaggio convincente.

Nel 1827 sorsero dei grandi contrasti per la realizzazione del bosco della Tensa sopra Castione. Il 19 luglio 1828 il Tribunale distrettuale emanò la prima sentenza con Arbedo in netto vantaggio. Lumino fece poi ricorso e mandò due rappresentanti in tribunale.

Le popolazioni di Lumino e Castione erano malcontente anche a causa della poca tempestività delle autorità. Arbedo sfruttò il malcontento delle due località dell’altro versante della valle vincendo la causa.

Dopo altri nove anni di litigi e contrasti, la causa si rimise ancora in pista e questa volta in modo molto poco promettente per Lumino, che delegò nel marzo del 1829 due abili avvocati. Nel 1831 si trovò un compromesso provvisorio, tra la delusione di Lumino e Castione. Il Tribunale distrettuale nel 1836, emanò un verdetto ritenuto da molti contrario alla giustizia. Lumino allora mandò ricorso. Nonostante il grande intervento dei due delegati mandati da Lumino, la causa sembrava compromessa. L’appello fu sospeso, non si trovò nessun accordo.

Nel novembre 1840, i castionesi chiesero a Lumino di riunirsi nuovamente, loro accettarono. Lumino sostenne Castione nella richiesta, il loro obbiettivo era di annullare il decreto d'aggregazione del 1820. Arbedo però non era per niente d’accordo, e intimò il Tribunale distrettuale a emanare una nuova sentenza. Il decreto fu a favore di Arbedo.

Nel maggio 1845 Lumino fece pressione alla domanda di separazione di Castione da Arbedo. Nell'ottobre 1845, una commissione fu incaricata di esaminare la domanda.

Nel 1848 il Tribunale distrettuale ordinò di procedere alla divisione del bosco della Tensa sopra Castione e Lumino, che Arbedo ritiene in comune tra Lumino e Castione. I due Comuni non trovarono un accordo, e le enormi pretese di Arbedo non fecero che peggiorare la situazione. Nel 1850 Lumino insistette nuovamente un intervento maggiore delle Autorità Cantonali, per far sì che la domanda di Castione di separazione da Arbedo, abbia un esito giusto ed equo. Castione mandò una petizione al Consiglio di Stato il 30 aprile 1851, nella quale si dice anche che il documento steso in forma privata il 20 aprile 1820 fu assolutamente scorretto, inoltre nel 1820 le persone non consultate per l'unione con Arbedo reclamarono e si opposero, ma senza essere ascoltati a dovere.

Il Comune di Lumino nel febbraio 1856, constatò che nella lite con Arbedo restava ancora molto da fare per raggiungere una soluzione. Intanto tra i due Comuni litiganti i due fiumi minacciavano continuamente l'abitato di Castione.

Il patriziato di Arbedo ordinò il taglio del bosco sotto il monte Loga, Lumino per evitare altri contrasti, decise di permettere il taglio del bosco. A quel punto Castione e Lumino si trovarono scoraggiati. In seguito nel 1857 Lumino rifiutò una riunione con Arbedo, il quale fece emettere un’altra decisione di divedere i terreni. L'unica possibilità a disposizione di Lumino, era di rimanere sulla difensiva dei propri confini comunali, altrimenti ci sarebbe stato un crollo totale.

Lumino decise controvoglia di accettare la procedura per la divisione del terreno tra Lumino ed Arbedo; ignorando completamente la petizione di Castione inoltrata al Consiglio di Stato nel 1851 sostenuta dai luminesi. Passeranno alcuni anni e verranno apportate altre modifiche ai danni di Lumino con rammarico della sua popolazione e quella di Castione. Il 26 giugno 1863 venne finalmente pubblicato il verdetto definitivo all’Assemblea Comunale di Lumino. Ci fu grande amarezza a Castione e Lumino perché le autorità ordinarono la divisione di un'antica Vicinanza esistente da secoli, la cui popolazione vuole ancora oggi continuare a vivere insieme. L’Assemblea allora decise che l’unica soluzione era mettersi finalmente in pace con Arbedo dopo 43 anni di continui litigi, con grande amarezza, perché sarebbe potuta scaturire una decisione ben più equa e corretta. Il 23 ottobre 1865 furono finalmente fissati i confini comunali di Lumino e Arbedo-Castione. Questo provocò non pochi malumori.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edilizia religiosa[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Gottardo e Nicola di Bari[4].

Edilizia civile[modifica | modifica wikitesto]

  • L'antica Casa Muggiasca, presso la via Tenza, presenta un loggiato con un'artistica balaustra in pietra[5].
  • Il sobrio edificio allungato della scuola dell'infanzia[6], sorge su via Tenza.
  • Una casetta borghese, nei pressi in via Della Campagna, presenta in facciata un balconcino rococò con ringhiera in verga e piastra in ferro battuto[7].
  • La casa del fu Ernesto Luini reca in facciata un affresco popolaresco con la Madonna col Bambino tra i due committenti[8].
  • L'edificio Antonini SA Graniti e Marmi, realizzato dall'architetto Renato Magginetti (nato nel 1953) nel biennio 1991-1992 è una costruzione longitudinale in calcestruzzo e legno delimitante l'area che comprende la cava e gli impianti di lavorazione del granito; è adibito a molteplici funzioni (magazzini, uffici, appartamenti per gli operai e altri spazi di servizio).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

A Castione c'è la scuola dell'infanzia, la scuola elementare e la scuola media dove giungono gli allievi di Castione, Arbedo, Lumino, Claro, Gnosca e Gorduno.

Trasporti e infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Castione è raggiungibile tramite la Strada Cantonale 2 che collega Basilea e Chiasso e dalla Strada Cantonale 13 che collega Trasadingen con Brissago. L'uscita autostradale più vicina è quella di Bellinzona Nord delle autostrade A2 e A13 situata a 1 km di distanza, qui c'è la diramazione delle due autostrade.

La località è servita dalla stazione ferroviaria "Castione-Arbedo" sulla ferrovia del Gottardo.

Da qui parte la ferrovia Bellinzona-Mesocco, utilizzata a scopo turistico ora solo nella tratta Castione-Cama.

La stazione ferroviaria di Castione-Arbedo, con un convoglio della ferrovia Mesolcinese, nel 1977.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione Calcio Castione, è stata una squadra di calcio fondata nel 1949 e sciolta nel 2004. La sua ultima stagione è stata giocata in Quinta Lega.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco de Gottardi, Cenni storici su Lumino, Castione e Monticello, Agno, Arti grafiche Bernasconi & Co., 1980.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Stemma del comune di Arbedo-Castione Centri abitati di Arbedo-Castione Stemma del Canton Ticino
Arbedo | Castione
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