Castello di Spiš

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Coordinate: 48°59′55″N 20°45′38″E / 48.998611°N 20.760556°E48.998611; 20.760556

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UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Levoča, castello di Spiš e i suoi monumenti culturali associati
(EN) Levoča, Spišský Hrad and the Associated Cultural Monuments
Spis Castle 01.JPG
Tipo Culturale
Criterio iv
Pericolo no
Riconosciuto dal 1993
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Map slovakia spisske podhradie.png

Il Castello di Spiš (slovacco: Spišský hrad; IPA: [spɪʃ]) è un sito storico costituito dalle rovine di un antico castello medievale che è uno dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Il castello si trova nella Slovacchia orientale, sopra il villaggio di Žehra nel distretto di Levoča, a circa 60 km a nord-ovest di Košice.

Il nome Spiš deriva dal nome slovacco dell'antico comitato del Regno d'Ungheria di Szepes ('sepeʃ) di cui il territorio faceva parte fino al 1918.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Spiš fu costruito nel XII secolo sul luogo ove sorgeva un precedente castello. Era il centro politico, amministrativo, economico e culturale del comitato di Szepes.

Fino al 1464 fu di proprietà dei re ungheresi, in seguito (fino al 1528) della famiglia Zápolya, quindi della famiglia Thurzo (1531-1635), dalla famiglia Csáky (1638-1945) e dal 1945 dello Stato.

Nella seconda metà del XIII secolo il luogo era costituito da un castello fortificato in pietra di stile romanico, un palazzo romanico a due piani e un basilica romanico-gotica a tre navate. Nel XIV secolo venne realizzato un secondo insediamento fuori dalle mura del castello che raddoppiò l'area occupata. Il castello fu completamente ricostruito nel XV secolo; le mura del castello vennero rinforzate e fu costruito un terzo insediamento fuori dalle mura. Verso il 1470 fu aggiunta una cappella gotica.

Durante il periodo di proprietà della famiglia Zápolya vennero effettuate ulteriori modifiche che trasformarono il castello superiore in una comoda residenza familiare, tipica delle residenze rinascimentali del XVI e XVII secolo.

Nel 1780, il castello subì un incendio e da allora andò in rovina. Il castello fu parzialmente ricostruito nella seconda metà del XX secolo e venne condotta una vasta ricerca archeologica. Le sezioni ricostruite della casa sono mostrate nel Museo di Spiš.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Spišská Kapitula

Oggi il Castello di Spiš, con le adiacenti località di Spišská Kapitula, Spišské Podhradie e Žehra, costituisce un'importante attrattiva turistica della zona. Nel 2006 il castello è stato visitato da circa 170.000 persone.

Spišská Kapitula (ted.: Zipser Kapitel; ungh.: Szepeshely o Szepeskáptalan), che significa "Capitolo di Spiš", è una città ecclesiastica eccezionalmente ben conservata che si trova alla periferia di Spišské Podhradie. È soprannominata Vaticano slovacco per l'analogia delle funzioni. È tuttora sede della diocesi di Spiš. La cittadella comprende la cattedrale di San Martino, un monastero, ed una strada, tutto di costruzione medioevale, racchiusi da alte mura. La cattedrale è stata costruita fra il XIII e il XV secolo ed è in stile romanico e gotico. È uno dei più grandi e interessanti monumenti romanici presenti in Slovacchia. Al suo interno sono presenti bellissimi altari medioevali intagliati e contiene le tombe di molti signori del castello di Spiš, fra cui quelle del XV secolo della famiglia Zápolya.

Spišské Podhradie (ted.: Kirchdrauf o Kirchdorf; ungh.: Szepesváralja) è una piccola città situata ai piede della collina del Castello di Spiš. La città conserva molte case di costruzione rinascimentale abitate all'epoca da commercianti e mercanti. È presente anche una delle poche sinagoghe rimaste nella regione (ora in disuso).

Veduta panoramica

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