Castello di Soncino

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Castello di Soncino
Rocca ovest.JPG
Mappa di localizzazione: Italia
Ubicazione
Stato Italia Italia
Stato attuale Italia Italia
Città Soncino-Stemma.png Soncino
Coordinate 45°24′00″N 9°52′00″E / 45.4°N 9.866667°E45.4; 9.866667Coordinate: 45°24′00″N 9°52′00″E / 45.4°N 9.866667°E45.4; 9.866667
Informazioni generali
Tipo Castello romanico
Funzione strategica X secolo
Termine funzione strategica XVI secolo
Inizio costruzione X secolo
Termine costruzione 1895
Costruttore Comune di Soncino
Condizione attuale Aperto al pubblico
Visitabile

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Il Castello di Soncino, situato a Soncino, in Lombardia, è uno dei più tipici castelli lombardi dell'area del cremonese, eretto a partire dal X secolo ed avente un ruolo fondamentale nella difesa dell'area sino al Cinquecento.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Stemma sforzesco su un muro interno

Dalle origini al Quattrocento[modifica | modifica sorgente]

Le origini della rocca risalgono al X secolo quando venne realizzato un primo cerchio di mura attorno ad una primitiva struttura difensiva per contrastare la calata degli Ungheri. Nel Duecento il castello venne assediato diverse volte sia dai milanesi che dai bresciani alleati e altrettante volte ricostruito sino al 1283 quando il comune di Soncino deciderà la costruzione di una nuova rocca. Nel 1312 il castello viene occupato dai cremonesi e nel 1391 i milanesi lo utilizzano per la loro guerra contro i veneziani, il che portò dal 1426 a nuovi rafforzamenti sul cerchio esterno di mura.

La costruzione dell'attuale rocca[modifica | modifica sorgente]

La torre circolare costruita all'epoca di Francesco Sforza.

Quando la pace di Lodi del 1454 stabilì definitivamente i confini tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano, Soncino e la rocca passarono a quest'ultima entità territoriale.

Fu in quest'occasione che Francesco Sforza fece rafforzare le mura attorno al castello e la rocca stessa, che fu oggetto di richiesta di costruzione nel 1468 per desiderio dei soncinesi con lettera richiesta al duca, anche se quest'ultimo preferì erigervi solo un nuovo torrione dalla caratteristica forma circolare. Opere significative di manutenzione vennero poi intraprese dal 1471 ad opera di Benedetto Ferrini e Danese Maineri, ingegneri responsabili delle fortezze di Soncino e Romanengo, i quali dal 1473 iniziarono anche i lavori per la costruzione della rocca, sotto la direzione di Bartolomeo Gadio. Dal 1499 la rocca passò ai veneziani ai quali rimase sino al 1509 per poi passare ai francesi e nuovamente agli Sforza. Dal 1535, il ducato di Milano diverrà proprietà degli spagnoli e con esso anche il castello di Soncino.

Il passaggio ai nobili Stampa[modifica | modifica sorgente]

Nel 1536 l'imperatore Carlo V d'Asburgo elevò Soncino a marchesato e lo passò in feudo alla famiglia milanese degli Stampa che lo trasformarono nei secoli successivi sempre più in una residenza e non in un fortilizio militare.

Fu sotto gli Stampa che vennero chiamati i pittori del calibro di Bernardino Gatti e Vincenzo Campi a decorare alcune sale interne del castello, oltre alla cappella che vi venne eretta.

Nel 1876 Massimiliano Stampa, ultimo marchese di Soncino, cedette per testamento il castello al comune il quale dal 1883, con l'ausilio di Luca Beltrami, iniziò i lavori di restauro al fine di portare la rocca al suo originario splendore, terminando il tutto nel 1895.

La struttura[modifica | modifica sorgente]

L'ingresso col ponte levatoio della fortezza

Il castello di Soncino è posto in posizione strategica nei pressi dell'abitato, anche se i quattro secoli nei quali è stato usato perlopiù come abitazione l'hanno di molto armonizzato a partire dal suo ingresso che dall'Ottocento si trova inserito in una piazza.

Il portale del castello, un tempo reso accessibile da un ponte levatoio in legno, è stato sostituito dalla fine dell'Ottocento con un rivellino, dà accesso ad una prima corte utilizzata per il movimento delle truppe e pertanto dotata di scale che consentono di avere accesso agli spalti delle mura esterne. L'accesso alla rocca era permesso attraverso due diversi ponti levatoi, uno carrabile e l'altro pedonale. Passato anche il secondo ingresso si giunge al cortile vero e proprio del castello, al centro del quale si trovava un pozzo per garantire il rifornimento d'acqua in caso di assedio e sempre da questo cortile si ha l'accesso alle segrete dei sotterranei.

Tra le torri più rilevanti del complesso (quattro in tutto), vi è indubbiamente la Torre del castellano, così chiamata perché un tempo era la residenza ufficiale del governatore della fortezza e come tale essa poteva essere isolata a sua volta dal resto del complesso in caso di attacco. Essa era collegata al suo interno direttamente con i sotterranei e da qui, attraverso un passaggio segreto, si poteva giungere al fossato e quindi fuggire verso le campagne circostanti. È questa una delle aree decorate in maniera rinascimentale con affreschi e camini a cappa piramidale.

Il cortile interno del castello

La Torre sud-orientale, dal XVI secolo, accoglie la cappella del palazzo che venne realizzata come si è detto sotto i marchesi Stampa. Qui si possono ammirare ancora oggi tracce di affreschi di cui il più antico di essi (risalente alla fine del XV secolo), raffigura la Madonna con il Bambino. Sempre qui si trova anche un frammento di affresco rappresentante il leone di San Marco dipinto a ricordo della breve dominazione veneziana della rocca. Opera di rilievo è anche un affresco anonimo rappresentante lo stemma del ducato di Milano affiancato da torce e secchi d'acqua, a simboleggiare il motto personale di Francesco Sforza, "Accendo e spengo" unitamente ad altre imprese araldiche. Il soffitto è decorato con un motivo a pergolato come nel castello sforzesco di Milano.

La Torre circolare è l'unica ad avere questa caratteristica forma e presenta al livello dei camminamenti una sala rotonda con calotta circolare al centro della quale si trova un pilastro a forma di cilindro che conduce sul tetto del baluardo, di forma conica e di molto sopraelevato rispetto alle altre torri, di modo che l'area potesse essere usata come torre d'avvistamento. Questa torre, eretta nel Cinquecento, presenta altresì molte tracce ad affresco di stemmi e di una crocifissione oggi in forte stato di degrado. La presenza di questo particolare affresco fa pensare che qui un tempo fosse posta la cappella che, a seguito delle trasformazioni volute dai marchesi Stampa, venne trasferita in un'altra torre.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E. Roddolo, Guida ai castelli d'Italia: origini, architettura e storia, eventi castellani, ospitalità, visita e orari, Piemme, 1996
  • Conti F., Hybsch V. e Vincenti A., I castelli della Lombardia, Novara 1992, v. III p. 76

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